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CNR: aspettando la stabilizzazione

È necessario che la prossima Finanziaria riconosca l'importanza della Ricerca Pubblica dando risposte positive alle aspettative del personale precario.

27/10/2017
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Le speranze di stabilizzazione per migliaia di lavoratrici e lavoratori precari, con contratti TD e contratti flessibili, accese dall’art. 20 del D.L.gs 75/17 e il successivo sconforto generato sia dalle insufficienti risorse disponibili dell’Ente sia da inadeguati finanziamenti, previsti nella Legge Finanziaria, che rendono complessa la stabilizzazione, stanno mettendo a dura prova la già logorata resistenza dei precari.

Su questo scenario, il susseguirsi di notizie, spesso prive di qualsiasi fondamento, comunicati non sempre limpidi e un silenzio assordante da parte dei vertici dell’Ente hanno contribuito non poco ad una confusione generalizzata che rischia di penalizzare prima di tutto gli stessi precari.

La FLC CGIL, che ha sempre posto al centro del dibattito la piaga della precarietà nei settori della conoscenza, ritiene necessario chiarire alcuni aspetti e invitare ad una riflessione su alcuni punti:

  • le norme enunciate nell’art. 20, del D.Lgs 75/2017 c. 1 e c. 2, trovano applicazione dall’1/1/2018 al 31/12/2020. Ciò significa che le eventuali assunzioni effettuate entro il 31/12/2017 non sono tenute al rispetto di tale normativa.
  • La norma enunciata nell’art. 20, del D.Lgs 75/2017 c. 8 decreta che i contratti di lavoro flessibile e TD possono essere prorogati fino alla conclusione della procedura di stabilizzazione, ovvero al 31/12/2020.

Scorrimento graduatorie: per le assunzioni previste dal Piano di Fabbisogno per l’anno 2017 è possibile fare ricorso allo scorrimento delle graduatorie attive che, si ricorda, sono quelle relative ai concorsi pubblici conclusi dal gennaio 2007 fino ad oggi.  Seppure il D.lgs. 75/2017 non si possa applicare nell’anno in corso, la FLC CGIL ritiene che sarebbe più opportuno che l’opzione tra le diverse graduatorie attive tenga conto dell’esigenza espressa nel Decreto di “valorizzare le professionalità acquisite dal personale con rapporto di lavoro a tempo determinato e/o flessibile”. In tal modo, si libererebbero anche risorse che potrebbero essere impiegate in un “fondo di solidarietà” per affrontare le criticità per la proroga dei contratti fino al 2020 degli aventi diritto alla stabilizzazione. La FLC CGIL propone inoltre che la priorità sia data a quelle graduatorie che potrebbero non aver più validità riconosciuta dal 2018.

La FLC CGIL chiede, quindi, un confronto con l’Amministrazione sulla definizione dei criteri da adottare nel rispetto della trasparenza e delle forme di partecipazione sindacale.

Piano di Fabbisogno 2017-2018: il PdF deliberato dal CdA il 25 luglio 2017, su cui i Ministeri competenti non hanno presentato rilievi, prevede 135 posti per il 2017, 27 per il 2018, 103 per il 2019 a questi si aggiungono i 117 residui previsti dal PdF 2015-2017. Questi posti trovano copertura economica attraverso le risorse disponibili del turn over.

Con questi dati è evidente che a fronte del consistente precariato con i requisiti di cui all’art. 20, pari a 1.138 per il c.1 e 1.496 per il c. 2, non sarà possibile dare immediata e contemporanea risposta a tutti gli aventi diritto alla stabilizzazione.

Poiché sarebbe poco lungimirante disperdere le professionalità acquisite faticosamente in tanti anni di lavoro precario al CNR, la FLC CGIL ritiene necessario che la prossima Finanziaria riconosca l'importanza della Ricerca Pubblica, dando risposte positive alle aspettative del personale precario. La FLC CGIL pertanto invita le lavoratrici e i lavoratori precari e non a partecipare in massa alla manifestazione indetta per il 7 novembre, sotto Palazzo Vidoni, come un ulteriore atto di quella mobilitazione, già messa in atto da marzo, che proseguirà con tutte le forme possibili fino al raggiungimento dell’obiettivo, ovvero fino alla completa applicazione dell’art. 20 del Decreto 75/17.

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