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Istituto di Studi Germanici: colto in fallo il MIUR si ricorda che occorre selezionare il nuovo Presidente

Il tutto a seguito della denuncia di FLC CGIL, FIR CISL, UILRUA, sulle “irregolarità” nella gestione dell’Istituto Italiano di Studi Germanici.

16/06/2015
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A seguito della nostra iniziativa e della reiterata richiesta di chiarimenti sulle irregolarità compiute nella gestione dell’Istituto Italiani di Studi Germanici, il Miur, a firma del Capo Dipartimento Marco Mancini, rispondeva con una nota articolata, giustificando l’operato dell’IISG e sostanzialmente non rilevando nulla di “irregolare” nella condotta dei vertici dell’Ente. In particolare sosteneva che la condizione di mancanza del massimo organo di vertice, il Presidente (appunto dimessosi nel 2013), non era ragione preclusiva per modificare lo Statuto e a giustificazione di tale strana tesi (in assenza del Presidente in generale negli Enti pubblici, ma anche in qualunque altro tipo di soggetto pubblico o privato, non si può procedere oltre l’ordinaria amministrazione in attesa che si ripristini la piena legittimità dell’organo di vertice, è quindi difficile che si possa procedere a modifiche strutturali come lo sono quelle di uno Statuto) ha sostenuto, sminuendo fra l’altro l’intervento sullo Statuto a mero adeguamento normativo, che nelle “more” della selezione pubblica per il nuovo Presidente, era possibile operare in assenza del massimo organo di vertice (il Presidente).

Una vera bufala! Quest’ultima argomentazione si è rivelata priva di qualunque fondamento, non essendo in atto al momento della nota del Capo Dipartimento, alcuna selezione pubblica per il nuovo Presidente dell’IISG. Infatti, ad una rapida verifica si è constatata l’assenza di qualunque Avviso pubblico di selezione sul sito ufficiale del MIUR: cioè in sostanza il Ministero, pur consapevole che non era stata pubblicata alcuna selezione, aveva colpevolmente riposto alla sollecitazione delle organizzazioni sindacali sostenendo il falso.  

Successivamente FLC CGIL FIR CISL UILRUA rispondevano alla nota del Capo Dipartimento (interessando ancora l’Ispettorato della Pubblica Amministrazione, la Corte dei Conti, oltre ai Ministri Giannini e Madia, e all’organo di controllo interno dell’Istituto) con lettera del 10 giugno 2015, lamentando, fra le altre argomentazioni discutibili portate dal Capo Dipartimento, la falsità sopra richiamata..

Colti in fallo! Solo a questo punto, in data 11 giugno 2015, quindi successivamente alla nota di replica delle Organizzazioni Sindacali, appariva sul sito del MIUR l’Avviso di selezione pubblica in questione, si badi bene retrodatato al 9 giugno!

A questo punto si rafforzano i nostri dubbi sulla legittimità dell’operato dell’Istituto Italiano di Studi Germanici, colpevolmente coperto dal Capo Dipartimento del MIUR il quale, tardivamente e retrodatando l’atto al 9 giugno u.s., correva ai ripari con la pubblicazione sul sito dell’avviso di selezione! Ed è per questo che sollecitiamo ancora l’intervento dell’Ispettorato della Pubblica Amministrazione, della Corte dei Conti e ancora dei Ministeri vigilanti, per porre luce sulle questioni che stiamo sollevando.

Queste le semplici domande che stiamo ponendo:

  • Perché dalle dimissioni del Prof. Cambi, prontamente accettate dall’allora Ministro Carozza, ci sono voluti più di 2 anni per dare corso avvio alla sua sostituzione?
  • Perché si è deciso di lasciare in questi anni l’Istituto con un CdA ridotto (quindi illegale) e il consigliere anziano nella veste di Presidente ad interim?
  • Perché modificare lo Statuto, nonostante l’assenza di un Presidente legittimamente insediato e un CdA perfetto che avrebbero potuto operare in tal senso, quando è palese che una modifica di questa portata non può essere considerata attività ordinaria?
  • Perché si è omesso di procedere alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dello Statuto modificato? Peraltro pubblicato solo sul sito ufficiale dell’Ente in maniera anomala? Come se il nuovo Statuto modificato fosse quello approvato nel 2009 a valle del Dlgs 213/2009? 
  • Perché si è proceduto alla modifica del già Direttore Amministrativo nel nuovo Direttore Generale? E come si è potuto procedere all’affidamento dell’incarico di Direttore Generale senza alcuna procedura di selezione e per giunta alla stesa persona che era già Direttore Amministrativo, con tanto di aumento di retribuzione?
  • Come può considerarsi una modifica come questa, insieme alle altre modifiche, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, come da art. 16 dello Statuto?
  • Può una ristretta cerchia di persone decidere le sorti dell’Istituto, in modo proprietario e in barba alle più elementari norme di comportamento, di trasparenza ed efficacia dell’azione amministrativa?
  • A senso tenere in piedi un Istituto di queste ridotte dimensioni (5 dipendenti in tutto) quando in una fase di revisione della spesa come è questa abbiamo avuto enti di ricerca molto più grandi e prestigiosi (come Ispesl, Inran, Inea, Insean, per fare solo qualche nome) che hanno subito processi di accorpamento molto più dolorosi?
  • Ritengono di non aver nulla da dire i Ministri Stefania Giannini e Marianna Madia? O l’Ispettorato per la Pubblica Amministrazione e la Corte dei Conti, a riguardo?

Come si vede uno scenario non edificante per la Pubblica Amministrazione, in cui il soggetto vigilante e quello controllato si spalleggiano nella condizione della cosa pubblica, in maniera a dir poco trasparente, interpretando le norme a proprio uso e consumo, senza alcun confronto con le Organizzazione Sindacali, in maniera autoritaria e verticistica, in spregio alle norme contrattuali in vigore. Per queste ragioni chiediamo a chi deve controllare l’operato della PP.AA., di fare le necessarie verifiche sull’operato dei vertici dell’Istituto Italiano di Studi Germanici e sui rilievi avanzati in maniera circostanziata da FLC CGIL, FIR CISL e UILRUA: