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ISPRA: resoconto dell'incontro con il Direttore Generale dell'Ente

Ribadite le ragioni che hanno portato all'indizione dello stato di agitazione da parte di CGIL, CISL e UIL e allo sciopero generale del 12 dicembre

11/12/2014
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Nel corso dell'incontro del 9 dicembre scorso con il Direttore Generale dell'ISPRA, le OO.SS hanno ribadito e riconfermato le ragioni che hanno portato all'indizione dello stato di agitazione del personale da parte di CGIL, CISL e UIL. In particolare lo stato di difficoltà finanziaria in cui si trova l'Istituto a causa dei continui tagli ai fondi di finanziamento da parte del Ministero dell'Ambiente e continua in un atteggiamento non consono rispetto alle prerogative e al ruolo proprio di ISPRA, in quanto Ente di Ricerca. Già durante il presidio del 9 dicembre davanti al MATTM, le Organizzazioni sindacali hanno riferito all'Avvocato Giuseppe Marchese (relazioni sindacali del ministro) che li ha ricevute, quali erano le ragioni che hanno portato i lavoratori a presidiare il Ministero e a indire lo stato di agitazione. Un rapporto "distorto" e mai risolto, tra ISPRA e Ministero vigilante che mina alle radici la natura di ente di ricerca dell'ISPRA attualmente troppo subalterna ai voleri politici del Ministero, il cui bilancio continuamente sottoposto a tagli ha raggiunto livelli di guardia non più sostenibili per la stessa sopravvivenza dell'Istituto. Infatti con le poche risorse appostate in Bilancio non saranno garantiti i rinnovi dei contratti precari e ridotto del 70% il fondo dei Benefici Sociali. Di fronte a tutto ciò i vertici dell'ISPRA - i diretti responsabili della gestione di questo Istituto - anziché dotare l'istituto di una nuova struttura - da tempo annunciata - più snella ed efficace, che potrebbe aiutare ISPRA a rilanciare le attività istituzionali e di ricerca - si appassiona dietro statistiche di rilevamento "presenze-assenze" proponendo una modifica dell'orario di lavoro. Una modifica che, non essendo una priorità, contiene un atteggiamento vessatorio e punitivo nei confronti del personale. Come diceva un vecchio politicante, a pensar male si fa peccato però di solito ci si azzecca. Noi pensiamo che ALTRE siano le ragioni di questo "accanimento" nei confronti del "cartellino dei dipendenti": l'incapacità e/o la non volontà da parte di alcuni Dirigenti che non sapendo gestire il proprio personale cercano altri strumenti per farlo. Ma su questo non facciamo sconti a nessuno. Ognuno deve svolgere il ruolo che gli compete, con oneri e onori, perché se così non è, evidentemente la valutazione della performance che porterà l'attribuzione dell'indennita' di risultato, dovrà determinare una gradutatoria che lasci fuori la giusta percentuale di "non idonei", così come è accaduto per i passaggi di gradone.

Nel contempo CGIL, CISL e UIL hanno chiesto lo spostamento del tavolo tecnico convocato per oggi sull'orario di lavoro e, in vista del prossimo Consiglio di Amministrazione del 15 dicembre metteranno in campo altre iniziative per rilanciare le ragioni della nostra vertenza chiamando il personale a ulteriori momenti di mobilitazione.
La mobilitazione dell'ISPRA, insieme ai precari dell'ISTAT e dell'ISFOL sta dentro un quadro di vertenze aperte dentro un Sistema degli Enti di Ricerca che ha bisogno di essere riformato, ma con criterio e modalità che devono essere condivise coi lavoratori.

E dentro questo scenario ci sta lo sciopero generale CGIL e UIL di domani 12 dicembre (intera giornata). Scioperiamo contro il Job Acts (anche se è stato approvato, ci sono tutti i decreti applicativi da fare), la riforma della pubblica amministrazione, le politiche economiche e infine la Legge di Stabilità che questo Governo Renzi ha messo in campo e che ancora una volta non contempla il rinnovo del contratto e continua a tagliare su scuola, universita' e ricerca. L'appuntamento di domani è alle ore 9 a Piazza Esquilino dove partirà il corteo e giungerà a piazza SS. Apostoli dove interverranno Claudio Di Berardino (segr. Gen. Cgil roma lazio) e Carmelo Barbagallo (segr. Gen uil nazionale) . Ci vediamo sotto i palloncini della FLC CGIL.

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