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ISPRA: il suo ruolo per l'ambiente secondo il Ministro

Nell'incontro sulla politica ambientale del Governo tra il Ministro e le OO.SS. confederali si è parlato anche di ISPRA. La CGIL ha chiesto l'apertura di un tavolo specifico a livello politico per affrontare tutti i problemi urgenti di questo nuovo ente primo tra tutti quello del precariato.

07/11/2008
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Si è svolto il 6 novembre un incontro tra le Confederazioni CGIL, CISL e UIL ed il Ministro dell’ambiente On. Prestigiacomo per l’illustrazione del programma del Governo sulla politica ambientale.

Nella delegazione CGIL era presente un segretario Nazionale della FLC per le problematiche relative all’ISPRA.

Il Ministro ha toccato, anche se solo per titoli, molti aspetti e, tra questi, quelli relativi all’ISPRA.

A tale riguardo, ha precisato che l’ente, nato dalla fusione di APAT, ICRAM e INFS allo scopo di razionalizzarli, è stato voluto per essere insieme ente di ricerca e presidio ambientale e che non dovrà essere solo la sommatoria dei tre enti precedenti, ma organizzarsi per comparti con specifiche competenze. Occorrerà, secondo il Ministro, valutare la collocazione dell’ente nel comparto ricerca visto che deve svolgere anche ruoli di agenzia.

Il suo principale problema allo stato attuale, come del resto per tutto il Ministero, è quello del precariato. Per affrontare tale problema occorre muoversi nel rispetto delle norme vigenti e per questo a giorni dovranno essere varate specifiche norme. E’ già stata avviata la procedura per i concorsi che entro fine anno dovrebbero dare una risposta alla maggior parte dei precari e fino ad allora tutti saranno prorogati.

Sarà garantita assoluta equità, in particolare rispetto ai vincitori di concorsi che dovranno avere la precedenza, e garantendo anche posti alle categorie protette.

I co.co.co., assunti nell’ambito di progetti, rimarranno per la durata di questi, ma ci saranno comunque altri progetti in futuro. L’attività deve comunque andare avanti e non vi sono pregiudizi sulle persone sulla base delle posizioni politiche.

Il quadro così presentato, oltre a non essere rassicurante, è apparso molto vago e privo di garanzie precise. Troppo poco è stato detto sul ruolo e la missione di ISPRA e nulla sulla sua organizzazione.

Per questi motivi sono stati chiesti tavoli specifici per le diverse tematiche.

In particolare è stata chiesta la convocazione in tempi estremamente veloci di un tavolo con il Ministro o un suo delegato e le organizzazioni di categoria per tutte le tematiche dell’ISPRA e sono stati citati i due temi più importanti:

  • la terzietà dell’ente

  • gli strumenti concreti per la risoluzione di tutto il problema del precariato.

Non è infatti rispondente a verità, come affermato dal Ministro, che i Commissari hanno operato sul problema del precariato in accordo con le OO.SS. e non comprendiamo le affermazioni del Ministro su problemi che potrebbero esistere per l’appartenenza dell’ente al comparto degli enti pubblici di ricerca a causa dei diversi compiti che gli sono affidati. Molti altri enti infatti mantengono ruoli di ricerca e, proprio grazie a ciò, svolgono con autorevolezza compiti di presidio per lo Stato.

Restiamo quindi in attesa di una rapida convocazione, senza però abbassare la guardia né ridurre la mobilitazione.

Per noi la terzietà dell’ente è un patrimonio per il Paese e può essere garantita solo da una sua autorevolezza tecnica e scientifica e questa richiede un personale numericamente e professionalmente adeguato ai compiti che devono essere svolti.

Oggi in ISPRA tale personale esiste, è bravo, ma è per grandissima parte precario.

Noi riteniamo che solo dopo avere reso stabile questo personale ed avere quindi risolto completamente il problema di tutto il precariato, l’ente potrà svolgere il suo ruolo al servizio del Paese .

Le mobilitazioni di questi giorni e lo sciopero del 14 continuano ad essere quindi assolutamente necessari.

Roma, 7 novembre 2008

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