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INRAN: in preparazione il decreto attuativo previsto dalla spending review dopo la soppressione dell'Ente

L'esito della riunione del 29 ottobre al MIPAAF sull'applicazione del DL 95/2012

31/10/2012
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In via di definizione il decreto attuativo, di cui all'art. 12 comma 3 del DL 95/2012 convertito in Legge n. 135/2012; mentre continuano le iniziative in parlamento per emendare la pessima norma dell'art. 12 e prevedere il trasferimento di tutto il personale ex INRAN (compreso quello ex INCA ed ex ENSE) nel CRA. Resta forte la preoccupazione della FLC CGIL per il permanere delle discriminazioni tra il personale ex INRAN, nonché per il rinnovo di tutti i contratti precari in scadenza

Il 29 ottobre 2012, i sindacati sono stati convocati presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per discutere nel merito del decreto attuativo sopra richiamato, di cui è stata consegnata copia in bozza, che prevede sostanzialmente:

  1. il trasferimento del personale a tempo indeterminato in servizio presso l'ex-INRAN sede di Roma (116 persone) nel CRA e di quello in servizio presso l'ex-ENSE (88 unità) all'Ente Nazionale Risi (così come prevede la legge). Per questi ultimi è previsto il mantenimento del CCNL ricerca, ma solo del trattamento economico fondamentale , giuridico e previdenziale;
  2. l'attivazione delle procedure di mobilità volontaria verso il CRA per il personale ex-INCA. Tale procedura avverrebbe in maniera concordata fra MIPAAF, CRA e il Ministero della Funzione Pubblica, previa domanda da parte dei lavoratori interessati.
  3. il trasferimento delle risorse finanziarie ex INRAN nei due Enti (CRA e Ente Risi) e dei relativi immobili, così come indicato nel bilancio di chiusura a luglio 2012 e negli allegati alla bozza di decreto.

Per quanto concerne il primo punto, i sindacati hanno fortemente contestato l'interpretazione data dal MIPAAF sul mantenimento del solo trattamento economico fondamentale, chiedendo espressamente l'eliminazione del termine fondamentale, cosi come previsto per gli operai agricoli. Il trattamento accessorio, infatti, che rientra nelle voci tabellari fisse e continuative (ricorrenti), è parte integrante del contratto e come tale deve essere salvaguardato, come d'altronde è stato fatto per altri Enti accorpati o trasferiti (vedi il caso dell'ISPESL nell'INAIL).

Le molte obiezioni avanzate dai sindacati su questo punto sono state registrate dal dr Vaccai, il quale si è impegnato a fare opportuni approfondimenti, riservandosi nel merito la decisione da parte del Ministero, senza garanzie sul senso delle modifiche richieste. Entro la prossima settimana i decreti saranno mandati alla firma degli altri ministeri di competenza, ma è stato altresì chiarito che, nel caso in cui la richiesta di modifica all'art. 12 del DL 95/2012 venisse accolta, il decreto attuativo sarà emendato alla luce delle modifiche.

Avremmo voluto che all'incontro, richiesto dai sindacati, fosse presente anche il DG dell'Ente Risi Dr. Magnaghi e che, come ripetutamente richiesto, i decreti attuativi non creassero discriminazioni tra il personale dell'ex INRAN come invece è, a valle di un accorpamento compiuto solo due anni fa con la Legge 122/2010.

Preoccupante la situazione del personale precario in scadenza che rischia di non avere nessuna garanzia sul proprio futuro. Nonostante abbiamo registrato la volontà del CRA di attivare, quanto prima, le procedure per consentire il rinnovo dei co.co.co e dei tempi determinati, siamo molto preoccupati perché tale procedura rischia di far saltare la continuità delle prestazioni professionali rese dal personale precario, visto l'inevitabile intreccio di questa con l'emanazione del decreto attuativo, i cui tempi non sono prevedibili e l'approssimarsi della data di scadenza dei contratti in essere del 31 dicembre. Inoltre, i rinnovi dei contratti da parte del CRA saranno subordinati alla verifica dei finanziamenti sui progetti ed in questo caso, data la gestione "poco trasparente" che si è avuta nell'ex INRAN e la legittima volontà del CRA di monitorare quanto ereditato dalla passata gestione, non siamo sicuri che tale verifica darà esito positivo in merito alla copertura finanziaria per rinnovare tutti i contratti in essere.

Per questo abbiamo chiesto al CRA di avvalersi di tutti gli strumenti contrattuali possibili per garantire la continuità professionale dei lavoratori precari, compresi quelli utilizzati in altri enti per le proroghe dei contatti in essere.

Date le pressanti richieste avanzate al tavolo sul precariato, il CRA ha assunto l'impegno di verificare quanto prima la compatibilità finanziaria dei progetti su cui gravano i contratti precari e di informare per la prossima settimana i sindacati circa l'esito della verifica.

In conclusione, auspichiamo che la via parlamentare per emendare l'art. 12 del DL 95/2012 a favore del personale ex-ENSE abbia successo e nel contempo che siano accolte le proposte di modifica a garanzia dei lavoratori avanzate sul decreto attuativo, senza le quali saremmo costretti ad intraprendere ulteriori iniziative di mobilitazione. Mentre siamo impegnati sul fronte del precariato a garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali e la continuità ai contratti in essere.

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