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INRAN (ex ENSE): lettera aperta dei dipendenti

Ex ENSE, ex INRAN: quante volte ex prima di essere considerati una risorsa indispensabile al Paese e al suo bisogno urgente di rilancio?

13/07/2012
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I dipendenti del settore sementiero dell'INRAN (ex ENSE) esprimono pubblicamente (segnalibro alla lettera in basso) il proprio sconcerto nell'apprendere che il Governo ha deciso di sopprimere l'INRAN e smembrare le sue attività, accorpando il settore sementiero all'Ente Risi, il settore alimentare al CRA e sopprimendo le funzioni del settore conserve alimentari.

Tutto questo avviene a meno di 2 anni dalla inopinata soppressione dell'ENSE e dell'INCA e dal loro accorpamento all'INRAN (legge n. 122/2010), in assenza - oggi come allora - di attenzione verso le specificità dei diversi settori, di informazione del personale coinvolto, di qualsiasi programmazione, per quanto noto. I dipendenti ex ENSE sono disorientati dal continuo susseguirsi di provvedimenti contraddittori, a cui assistono come spettatori impotenti.

I dipendenti dell'ex ENSE chiedono al Governo di rendere note le ragioni specifiche che hanno portato a trasferire a Ente Risi le competenze di ex ENSE.

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Lettera aperta dei dipendenti dell'INRAN (ex ENSE ) - Settore sementiero

I dipendenti del settore sementiero dell'INRAN (ex ENSE) esprimono pubblicamente il proprio sconcerto nell'apprendere che il governo ha deciso di sopprimere l'INRAN e smembrare le sue attività, accorpando il settore sementiero all'Ente Risi, il settore alimentare al CRA e sopprimendo le funzioni del settore conserve alimentari. Tutto questo avviene a meno di 2 anni dalla inopinata soppressione dell'ENSE e dell'INCA e dal loro accorpamento all'INRAN (legge n. 122/2010), in assenza - oggi come allora - di attenzione verso le specificità dei diversi settori, di informazione del personale coinvolto, di qualsiasi programmazione, per quanto noto. I dipendenti ex ENSE sono disorientati dal continuo susseguirsi di provvedimenti contraddittori, a cui assistono come spettatori impotenti. I dipendenti dell'ex ENSE chiedono al Governo di rendere note le ragioni specifiche che hanno portato a trasferire a Ente Risi le competenze di ex ENSE.

L'ex ENSE è il principale riferimento per gli operatori del settore sementiero (agricoltori, produttori, istituzioni pubbliche). La sua attività di registrazione delle nuove varietà e di certificazione è indispensabile garanzia della qualità e della "tracciabilità" delle sementi e quindi di tutti i prodotti agricoli che da queste derivano. I controlli di qualità realizzati da ex ENSE riguardano oltre 200 specie vegetali. L'ex ENSE rappresenta il Paese nei diversi contesti internazionali che operano nel settore sementiero (es. UE, OECD, ISTA, CPVO, UPOV, ECE-ONU); le sementi, infatti, costituiscono un'importante voce economica nel mercato globale che è regolamentato ai diversi livelli. L'ex ENSE è accreditato a livello internazionale da ISTA e CPVO.

Dal 1978, l'ex ENSE è compreso fra gli Enti scientifici di ricerca e sperimentazione necessari per lo sviluppo del Paese (DPR 1/4/1978 n° 247). Infatti le strutture ex ENSE sono tutte coinvolte in progetti di ricerca rivolti al progresso del settore agroalimentare: dagli studi che riguardano le problematiche OGM o di natura fitosanitaria, alle ricerche nel settore dell'agricoltura biologica, dalla correlazione varietà/qualità panificatoria delle farine alla messa a punto di strumenti di indagine della biodiversità, dallo sviluppo di metodi analitici innovativi, alle prove di campo in areali diversi. Dal campo al laboratorio e dal laboratorio al campo: questa è la nostra attività.

Inoltre, diversamente che per i dipendenti di altri Istituti, il DL 95-2012 non prevede espressamente quale sarà il futuro trattamento economico, giuridico e previdenziale del personale dell'ex ENSE. I dipendenti dell'ex ENSE sono pertanto allarmati, perché temono la perdita di posti di lavoro, dello stato giuridico di “ente di ricerca e sperimentazione” e di conseguenza della propria professionalità.

Infine, Ente Risi svolge attività commerciale e produttiva nel settore delle sementi e nella costituzione di nuove varietà di riso, attività che risultano in conflitto con il ruolo di ente di controllo ufficiale delle sementi.

I dipendenti dell'ex ENSE chiedono pertanto al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali:

  • di adoperarsi perché venga mantenuto l'attuale contratto di lavoro del comparto ricerca, salvaguardando il patrimonio di competenza ed esperienza dei ricercatori, dei tecnici, del personale ex ENSE;
  • di prendere coscienza del ruolo fondamentale svolto dal personale precario di ricerca (circa il 50% del totale), necessario per ottemperare ai compiti istituzionali, per la realizzazione dei progetti di ricerca, per consentire l'offerta di servizi e prestazioni che contribuiscono alle entrate di bilancio in modo significativo;
  • come intenda risolvere il conflitto di interessi generato dall'accorpamento, garantendo l'indipendenza e la terzietà nell'azione di controllo e certificazione delle sementi richieste dalle norme vigenti (art. 21 legge 1096/71) e assicurando credibilità del sistema a livello nazionale e internazionale.

Tutto il personale ex ENSE, precario e non, deve essere tutelato. Il contratto del comparto ricerca deve essere mantenuto. La professionalità e la credibilità delle attività devono essere assicurate.

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