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INRAN: continuano gli abusi di potere del direttore delegato che interferisce nella responsabilità scientifica dell'istituto

La FLC CGIL richiama l'attenzione dei vertici del CRA su quanto sta accadendo nell'ex INRAN.

29/01/2013
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Pubblichiamo di seguito la lettera che la FLC CGIL ha inviato ai vertici del CRA in riferimento alle condizioni di difficoltà in cui si trova l'INRAN.

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Roma, 29 gennaio 2013
Prot.n. 39/2013 AI/MM-stm

Al Presidente del CRA
Prof. Alonzo Giuseppe

Ai componenti del Consiglio di Amm.ne del CRA

e p.c. Al Direttore Generale del CRA
Dr.ssa Marandola Ida

Al Direttore Delegato ex INRAN
Dr. Petroli Salvatore

Egr. Sig. Presidente, membri del CdA CRA,
in riferimento alla lettera unitaria del 23 gennaio u.s. e in attesa di una imminente convocazione, vogliamo porre alla Vs. attenzione il perdurare di una situazione di estrema difficoltà all’interno dell’ex INRAN.

Sono infatti sempre più frequenti e ripetute le segnalazioni che giungono a questa O.S. da parte del personale relativamente alle modalità con cui il Dr. Petroli interpreta, in questa fase transitoria, il suo ruolo di direttore delegato. La stessa gestione del protocollo è stata svilita a mero strumento di discriminazione burocratica finalizzato molto spesso ad ostacolare indirettamente il normale svolgimento dell’attività istituzionale.

Accade così che, una banale richiesta di missione, una richesta di materiale o qualsiasi atto amministrativo necessario per lo svilupo dell’attività istituzionale dell’Istituto, ancorchè inserito in progetti finanziati da committenti esterni nazionali e/o internazionali, diviene oggetto di un sistematico boicotaggio procedurale. Tale atteggiamento, oltre che essere ingiustificato per una Pubblica Amministrazione che deve, al contrario, ispirare la sua azione sempre e comunque a criteri di efficacia ed efficenza nonche di trasparenza, nel caso di un Ente di ricerca come il CRA, soggetto a cui sono state trasferite le funzioni ed i compiti già affidati all’INRAN in base all’articolo 12 del DL 6/07/2012, si configura anche come una palese violazione del CCNL Ricerca art. 60 1998-2001 laddove riconosce al personale Ricercatore e Tecnologo piena autonomia organizzativa, nello svolgimento dell’attività di ricerca.

Questo, assieme ad altri elementi, definisce uno scenario complessivo caratterizzato da una gestione del potere che va oltre lo specifico mandato di ordinaria amministrazione, con una sistematica interferenza con la gestione “scientifica” più volte segnalata dai Coordinatori di area e/o progetto, oggetto anche di specifiche azioni giudiziarie intraprese da singoli Ricercatori. Siamo convinti che quanto sta accedendo all’INRAN deve essere nella vs piena consapevolezza e responsabilità, poiché è evidente che ciò rischia di compromettere, non solo il prestigio del CRA, ma gli interessi generali di tutti i lavoratori CRA, ex-INRAN ex-ENSE.

Sulla base di queste considerazioni come FLC CGIL ci rivolgiamo ai vertici del CRA per chiedere di intervenire, con le modalità ritenute più opportune, per evitare il collasso di un sistema già compromesso.

Con i migliori saluti
FLC CGIL

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