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INFN: i vertici dell’ente iniziano a discutere la riorganizzazione alla luce della Riforma Madia

La lettera unitaria di FLC CGIL, FIR CISL, UIL RUA e ANPRI.

24/01/2017
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In vista della riunione dei direttori INFN, i sindacati scrivono unitariamente per porre al centro della discussione il precariato e le progressioni di carriera.

Non accettiamo che si facciano dei concorsi per assumere, senza tenere conto dei tanti anni di precariato e non si programmino sviluppi professionali fermi da troppi anni.

Di seguito il testo integrale della lettera.
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Roma, 24 gennaio 2017

Al Presidente dell’INFN Prof. Fernando Ferroni

Alla Giunta Esecutiva dell’INFN

Al Consiglio Direttivo dell’INFN

e p.c. Al Direttore Generale dell’INFN dott. Bruno Quarta

Al Direttore del Personale dell’INFN Dott. Renato Carletti

Egr.i membri del Consiglio Direttivo dell’INFN,

nella riunione del 25 gennaio prossimo sarete chiamati a ragionare sul futuro del nostro Ente, alla luce della nuova normativa (Dlgs 218/16) intervenuta per la semplificazione degli Enti di ricerca e permettere di svolgere l’attività scientifica in modo più veloce ed efficiente.

Un’analisi attenta ci mostra, nonostante le difficolta degli ultimi anni, un INFN in ottimo stato di salute: procede spedito nei propri programmi di ricerca, gli viene riconosciuto un sistema organizzativo efficiente, buona capacità di attrarre fondi esterni e risultati eccellenti nella ricerca.

Tutto questo si è potuto realizzare grazie all’impegno di tutto il personale, che ha saputo resistere in questi anni di crisi e ha garantito la massima dedizione, nonostante i contratti fossero bloccati, aumentava il precariato e non si sia riusciti a garantire lo stesso trattamento per tutto il personale (vedi Polizza INA non a tutti riconosciuta).

Il su citato decreto consente, finalmente, all’Ente un’autonomia gestionale molto ampia con la quale rispondere alle più che meritate aspettative del personale.

Su vari punti, che vogliamo portare alla Vostra attenzione con questa lettera, le Organizzazioni Sindacali hanno già chiesto alla dirigenza un confronto e metteranno in campo l’ampio coinvolgimento dei lavoratori.

  1. Precariato

All’INFN ad oggi abbiamo circa 315 persone con contratto a tempo determinato e circa 200 tra assegni di ricerca, borse e Contratti di Collaborazione Continuativa.

Facendo un’analisi dei contratti a Tempo Determinato (citiamo solo queste figure perché solo per esse ci sono stati forniti i dati, ma ovviamente vale anche per le altre) costatiamo:

  • 140 persone (45%) già oggi ha un’anzianità superiore a 5 anni (con punte di 18 anni);
  • 170 persone (55%) a scadenza di contratto avranno oltre 5 anni di anzianità nell’ente;
  • 221 persone (71%) oggi ha superato i 3 anni di anzianità.

Partendo da questi numeri (importanti) la dirigenza dell’Ente deve avere il coraggio di sanare una situazione che consideriamo grave, prevedendo una programmazione di reclutamento adeguata alla situazione.

Dal momento che sono venuti meno i vincoli legislativi restrittivi, è necessario ripartire con  assunzioni  che diano precedenza a chi già da molti anni lavora all’INFN. Non è più accettabile che si faccia distinzione tra fondi interni e fondi esterni, anche perché è molto raro che una persona si occupi esclusivamente di un progetto, mentre negli anni il finanziamento di un contratto a Tempo Determinato è dipeso molto dalla congiuntura economico-legislativa vigente alla stipula del contratto. Ora non può essere il precario di turno a pagarne il prezzo.

Assumere oggi un Tempo Determinato ha diversi aspetti positivi anche per l’Ente: se è su fondi interni non costerebbe nulla di più di quanto costi ora; se è su fondi esterni, se assunto a tempo indeterminato, permetterebbe di liberare le risorse del progetto, che oggi sono vincolate al pagamento del contratto, per essere utilizzate dall’Ente (il progetto rimborsa le spese documentate anche se queste riguardano il personale a tempo indeterminato). Inoltre una persona in staff è anch’esso un portatore di idee per nuovi progetti.

  1. Carriere

Ferme dal 2009 quelle dei Tecnici e Amministrativi, tendenti allo zero quelle per Ricercatori e Tecnologi.

Con l’abrogazione del concetto di pianta organica è venuto il momento di accelerare per bandire le progressioni di carriera, che dovranno tenere conto del numero di persone che hanno, ad oggi, i requisiti per il passaggio di livello a partire dall’accordo del 2013 per Tecnici e Amministrativi e dagli impegni ribaditi al tavolo di trattativa e alle presentazioni dei piani triennali per Ricercatori e Tecnologi. In particolare per questi ultimi, si chiede che venga mantenuto l’impegno a bandire i concorsi di avanzamento di carriera previsti dal piano triennale per i primi tecnologi e dirigenti tecnologi nell’anno 2017. Anche in considerazione del fatto che l’analoga promessa per i profili da Ricercatore è stata assolta come previsto nell’anno precedente.

Non essendo più rinviabile la trattativa sulle posizioni da bandire per i passaggi di livello, Cgil-Cisl-Uil-Anpri richiedono che il direttivo dia mandato alla delegazione trattante di porre all’odg dei prossimi incontri la definizione delle risorse necessarie. Si sottolinea che, in questi anni di blocco delle assunzioni, l’INFN ha dirottato le relative risorse, creando il paradosso che di fatto il personale ha finanziato le attività di ricerca.

  1. Polizza INA e riconoscimento delle carriere per i TD

Storicamente l’INFN ha sempre garantito lo stesso trattamento al proprio personale, ma negli ultimi anni questo impegno da parte dell’Ente è venuto meno. Ad oggi riscontriamo che non c’è stato nessun impegno da parte INFN di porre fine alle disparità di trattamento, lasciando che i tribunali ampliassero ancor di più queste differenze, nonostante abbia sancito nel proprio regolamento del personale di garantire stessi diritti ai propri dipendenti.

Un cambio di passo con un impegno formale a risolvere tali differenze è urgente, con la prospettiva di chiudere le vertenze che lacerano sempre più il personale.

Come Organizzazioni Sindacali siamo pronti a confrontarci con l’Ente per risolvere i problemi con equilibrio, nella piena consapevolezza che il personale INFN tutto necessita di risposte soddisfacenti, e porteremo avanti le rivendicazioni con determinazione fino a quando non raggiungeremo un accordo.

Siamo convinti che sia venuto il momento di investire delle risorse economiche (ampiamente risparmiate in questi anni) per il personale, interrompendo il refrain che questi soldi sarebbero tolti alla ricerca: la ricerca si fa con le persone e da queste ora bisogna ripartire.

Sicuri che queste nostre istanze troveranno ampio spazio nella Vostra discussione, cogliamo l’occasione per porgere i nostri più cordiali saluti e augurare a tutte e tutti buon lavoro.

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