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INFN: condiviso il Protocollo per il rientro in sicurezza

Nell’incontro di contrattazione è stato firmato, inoltre, l’accordo per i benefici assistenziali. Ancora problemi per le stabilizzazioni.

22/09/2020
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L’11 e il 17 settembre 2020 si sono tenute due riunioni di contrattazione integrativa che hanno portato, tra l’altro, alla condivisione del protocollo “per il rientro in sicurezza” e delle linee guida riguardanti la ripresa del lavoro in presenza.

Nei due testi abbiamo fortemente voluto che fosse previsto un ruolo importante per le RSU e le organizzazioni sindacali di sezione/laboratorio, in particolare nella definizione delle attività che possono essere svolte in lavoro agile.

Sarà un periodo sicuramente complesso, di non breve durata e che dovrà portare, nelle prossime due settimane, a definire gli aspetti principali del cosiddetto. "rientro in sicurezza". Fondamentale risulterà per questo il rispetto di tutte le misure di sicurezza previste, non potendosi accettare nessuna "fuga in avanti" che dovesse essere intrapresa da qualche struttura.

Nel corso delle due riunioni ci sono stati presentati dalla controparte i rilievi avanzati da MEF e Funzione Pubblica in merito ai contratti integrativi del 2017, recentemente sottoscritti, sia per i livelli IV - VIII che per i livelli I -III.

Si sta lavorando per superare questi ostacoli, cosa non semplice ma fattibile. Per i primi di ottobre si dovrebbe capire meglio la tempistica per la loro concreta applicazione.

È stato siglato, inoltre, il contratto integrativo relativo ai benefici assistenziali.

Definiti anche i bandi che saranno utilizzati per l'articolo 22.

Per i bandi relativi all'articolo 15 per ricercatori e tecnologi non si è raggiunto ancora un accordo ma si dovrebbe procedere nei prossimi giorni. L'uscita del bando per 28 posizioni da primo ricercatore e per 23 posizioni da primo tecnologo saranno un'ottima notizia dopo anni di blocco ingiustificato.

Negativo invece, come sempre purtroppo, l'approccio dell'Ente al problema delle stabilizzazioni. Si vuole aspettare l'inizio del 2021 per stabilizzare i comma 1 misti e non si vuole procedere, se non con concorsi, per i non prioritari. Sui comma 2 solita chiusura ideologica.

Su questo occorre continuare ad esercitare una forte pressione sull'Ente.

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