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Incontro tra il Presidente dell'INAF e le OO.SS. sulla proposta di razionalizzazione della rete delle strutture di ricerca dell'INAF

07/07/2005
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Incontro tra il Presidente dell'INAF e le OO.SS. sulla proposta di razionalizzazione della rete delle strutture di ricerca dell'INAF

Il giorno 6 luglio 2005 si è svolta un incontro tra il Presidente dell’INAF e le OO.SS. sull’ipotesi di riorganizzazione dell’ente: in estrema sintesi, l’idea del Consiglio di Amministrazione dell’INAF è quella di costruire le condizioni normative che consentano la gestione di una fase transitoria di circa di 18 mesi (più esattamente fino alla data inderogabile del 1 gennaio 2007), utile alla predisposizione di una proposta ragionata di riorganizzazione. E’ chiaro come la necessità di nominare responsabili delle strutture dell’INAF, come prevede il Regolamento, rischia di essere in conflitto con la necessità di mantenere l’operatività delle strutture: ciò sia perché il mandato dei Direttori è previsto essere di 5 anni, cioè superiore alla durata ragionevole di un processo di riorganizzazione, sia perché tutte le sezioni degli istituti ex-CNR non hanno attualmente riscontro nel disposto regolamentare.
Per fare fronte a questa difficoltà si propone di definire, con una forzatura regolamentare, delle strutture temporanee (previste effettivamente nei regolamenti, per scopi ben differenti), la cui scadenza è già fissata appunto al 1 gennaio 2007, col duplice compito di mantenere in essere l’attività e definire le modalità di una possibile riorganizzazione della rete scientifica.: ciò avverrebbe solo per quelle strutture che non sono “isolate” sul territorio di riferimento (essenzialmente quei territori sui quali ad oggi insistano diverse sedi di Osservatori e/o sezioni di Istituti ex.CNR); per ciascuna di esse verrebbe nominato un Direttore, parimenti temporaneo. Per le rimanenti strutture si prevede la trasformazione da subito in struttura scientifica a tempo indeterminato, con la conseguente nomina del Direttore.
Anche se comprendiamo i motivi ispiratori di tale scelta, quella di mettere tutte le strutture sullo stesso piano durante la gestazione del progetto di riorganizzazione, ci sembra una soluzione non soddisfacente per diversi motivi:
- le strutture attualmente esistenti non vengono di fatto messe sullo stesso piano, perché già si indica quali saranno oggetto del processo di razionalizzazione e quali invece no;
- si rischia, nel transitorio, di complicare la gestione amministrativa di quelle strutture, come le sezioni degli istituti ex-CNR, che ad oggi si appoggiano altrove per lo svolgimento di tali incombenze;
- infine, ma forse è l’obiezione più rilevante, si indica nemmeno troppo implicitamente quale sarà il modello organizzativo tendenziale, quello cioè dell’aggregazione su base territoriale, escludendo altri possibili modelli;
Abbiamo anche rilevato come l’ipotesi di possibili aggregazioni su base territoriale non possa prescindere dalla considerazione di non banali aspetti sia logistici, sia di carattere tecnico-scientifico: su questo punto specifico il Presidente ha fornito ampie rassicurazioni sottolineando come non sia intenzione dell’Ente procedere ad accorpamenti forzosi e fittizi di strutture, ma solo di procedere a verificare la fattibilità di una riorganizzazione prevalentemente di carattere logistico ed amministrativo, non escludendo quindi la possibilità di mantenimento di più strutture sullo stesso territorio, laddove un eventuale accorpamento provochi più svantaggi che vantaggi.
Abbiamo infine espresso il più netto dissenso sull’ipotesi di eliminare per i Direttori delle strutture scientifiche l’obbligo del congedo durante la durata del mandato, se dipendenti da altre amministrazioni: si tratta di un’ipotesi non giustificabile né per motivi di principio, né sulla base dell’esperienza.

7 luglio 2005

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