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CNR: avviata una consultazione pubblica sul nuovo regolamento di organizzazione e funzionamento

Respingiamo con forza questa forma di apparente democrazia. Non è certo questo il modo con cui si realizzano le efficaci forme di partecipazione.

10/11/2017
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Il decreto legislativo 218 del 25 novembre 2016 prevedeva, entro 6 mesi dall’entrata in vigore, l’adeguamento degli Statuti e dei Regolamenti degli Enti di Ricerca riportati nell’articolo 1 alle prescrizioni del decreto e ai documenti internazionali elencati all’articolo 2 comma 2, ovvero la Raccomandazione della Commissione Europea dell’11 marzo 2005 riguardante la Carta Europea dei ricercatori, il Codice di Condotta per l’Assunzione dei Ricercatori (2005/251/CE), e l’European Framework for Research Careers.

Con 6 mesi di ritardo rispetto ai termini indicati, senza alcuna informativa ai sindacati, l’Ente ha avviato una consultazione pubblica sul nuovo Regolamento di Organizzazione e Funzionamento del CNR.

Consultazione pubblica, ovvero aperta a chiunque, persona fisica e non, italiana o straniera, anche a chi a stento sa cosa sia il CNR.

Sul sito del CNR NEWS è infatti possibile per chiunque scaricare la bozza del ROF e inviare commenti e suggerimenti di modifica. E si tratta del Regolamento di Organizzazione e Funzionamento che norma la vita del CNR, il più grande Ente di Ricerca pubblica italiana.

Forse la necessità di estendere la consultazione all’esterno è perché non si crede che il personale CNR sia capace di intendere e di discernere, tanto che diventa “utile” precompilargli il modulo da inviare.

Le modalità e il peso con cui verranno valutati gli eventuali contributi ricevuti è poi avvolto nel mistero, quasi quanto i criteri usati dal Presidente Inguscio per nominare a luglio scorso i componenti della commissione per la discussione sul ROF.                      

Purtroppo non è dato sapere

  • quali sono i criteri di selezione dei contributi?
  • come viene recepito l’articolo 2 del DLgs 218/16? 
  • come si rispetta l’articolo 33 della costituzione?
  • verranno resi pubblici i suggerimenti ricevuti?
  • sara’ possibile integrare contributi?

La FLC respinge con forza questa forma di apparente democrazia che di democratico e trasparente ha poco o nulla.  

Non è certo questo il modo con cui si realizzano le efficaci forme di partecipazione del personale dell’Ente alle fasi decisionali per la programmazione e attuazione della ricerca! Non è certo questo il modo in cui si rispetta il dettato dell’articolo 33 della Costituzione, dove si afferma che la Scienza è libera e che, in conseguenza, le istituzioni di alta cultura hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi, nei limiti stabiliti dalla legge.

Questo è un maldestro tentativo di far passare come “democraticamente deliberato” un ROF nel quale domina ancora una visione verticistica dell’Ente, in cui permangono molte delle criticità del Regolamento attualmente ancora in vigore, dove la partecipazione del personale interno, negli organismi gestionali, è di fatto inesistente. Ancor più se si considera che per prendere visione della bozza, analizzarla e inviare gli emendamenti sono stati concessi solo 3 giorni!

La FLC CGIL chiede un incontro urgente con il Presidente e con il DG per porre fine a questa farsa!

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