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I finanziamenti alla ricerca pubblica sono un impegno indispensabile per il futuro del paese

La discussione in corso sulla legge finanziaria ha rimesso al centro di un dibattito più generale i gravi problemi che vivono i settori della conoscenza.

14/11/2006
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Sui tagli annunciati per la ricerca pubblica si è concentrata l’attenzione dei mezzi di informazione in questi ultimi giorni e tutto il mondo scientifico ha preso posizione sulle indispensabili scelte in favore dello sviluppo e della salvaguardia di una ricerca libera nel nostro paese.

Le notizie di queste ultime ore continuano a far discutere nonostante un nuovo emendamento dell’esecutivo preveda lo stanziamento di duecento milioni di euro destinati a nuovi investimenti per la ricerca. Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Mussi, resta critico e denuncia che esiste ancora un taglio del 20% dei costi.

Tra le più autorevoli prese di posizione quella che ha fatto più discutere è stata quella della Senatrice a vita Rita Levi Montalcini, la quale ha dichiarato il suo voto contrario ad una finanziaria che non riveda al meglio gli stanziamenti in favore della ricerca. Molti altri pronunciamenti si sono succeduti negli ultimi giorni, tra questi quello dei presidenti dei maggiori enti di ricerca.

La FLC Cgil dopo le numerose denunce e richieste avanzate - e al silenzio che ad esse è seguito - non ha esitato a dichiarare, insieme a Cisl Uil di categoria, lo sciopero generale dell’università e della ricerca e la manifestazione del 17 novembre.
Un segnale forte da parte dell’impegno del sindacato perché si prevedano, insieme ad efficaci investimenti, anche strategie per il superamento del precariato in questi settori che, insieme alla scuola, rappresentano il vero futuro di un paese civile.

Roma, 14 novembre 2006