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ENEA: incontro tecnico sui criteri di ripartizione incentivi per le funzioni tecniche

All’ordine del giorno anche lavoro agile e sicurezza.

24/05/2021
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Il 29 aprile 2021 si è tenuto un incontro tecnico con l’ENEA.

Oggetto dell’incontro è stato l’ipotesi sottoscritta di accordo integrativo sui criteri di ripartizione incentivi per le funzioni tecniche (ex art. 113 del D. Lgs. n. 50 del 2016). L’ipotesi, già sottoscritta il 1° dicembre 2020 tra le parti, ha incontrato alcune osservazioni da parte del MEF e della Funzione Pubblica. Si tratta di osservazioni che non intaccano la sostanza dell’accordo e l’ente risponderà celermente. Certamente tutto questo porterà ulteriori ritardi nella erogazione degli incentivi, in attesa della sottoscrizione definitiva dell’accordo. Tuttavia l’ente ha assicurato che già sono attivi gli accantonamenti che si renderanno fruibili successivamente.

In attesa di un primo incontro sulla situazione dei centri, si è discusso del lavoro agile in relazione anche al decreto appena uscito. Per cui se è vero che il nuovo decreto non fissa più la quota minima di LAG, in realtà non fissa nemmeno quella massima. Il Decreto, infatti, rinvia ad una flessibilità nelle diverse amministrazioni con la sola raccomandazione di una prioritaria considerazione ai servizi erogati a cittadini. In sostanza queste raccomandazioni non riguardano l’ENEA e pertanto non pensiamo si possa abbassare la guardia sul tema sicurezza, né venir meno, sul tema, ad una condivisione con le parti sociali. Occorre considerare che il contagio ha ancora percentuali elevate, al momento con la media anagrafica scesa a 49 anni. Questo perché la vaccinazione al momento ha coperto prevalentemente gli over 70. In sostanza a fronte di qualche beneficio nel paese, la situazione dei lavoratori ENEA nella loro esposizione non è minimamente mutata. Qualsiasi allineamento a posizioni aperturiste irresponsabili che mettono la salute in secondo piano non sono condivisibili.

L’Enea, poi, non può demandare a singoli responsabili impostazioni che devono essere univoche. Il Presidente del Consiglio ha uniformato i comportamenti nelle regioni, sarebbe curioso che passasse all’ENEA il principio che ogni unità fa da sé. Per noi l’elemento della vaccinazione è il punto essenziale, oltre alle norme di prevenzione già consolidate. Secondo i dati del Ministero della Salute si arriverà al fatidico 80% a fine ottobre, ma significa che a settembre nell’ente ben oltre l’80% risulterà vaccinato. Ci sono quindi le condizioni per delineare una piena riapertura in sicurezza. Per altro coinciderebbe con il varo attuativo del PNRR e altri appuntamenti di rilievo sulla transizione ecologica, come la COP 26. Occorrerà, oltre all’aggiornamento delle norme di sicurezza, garantire tamponi settimanali in strutture convenzionate per i non ancora vaccinati.  Per questo, quindi, chiediamo il mantenimento fino a settembre dell’attuale situazione di sicurezza e una intesa da sottoscrivere per una positiva ripartenza a settembre.

Sono previsti incontri per analizzare la situazione logistica dei centri e dei servizi aziendali, che qualcuno vorrebbe liquidare, per ripartire in “coerenza” al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per noi i centri sono infrastrutture da valorizzare e i servizi aziendali non vanno monetizzati. Non appare credibile che l’ENEA riparta mettendo in cantiere 70 licenziamenti del personale delle mense! 

Abbiamo chiesto, insieme a tutte le organizzazioni sindacali, di affrontare anche le code contrattuali.

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