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Contratto comparto “Istruzione e Ricerca”: per il settore Ricerca timidi segnali di attenzione, ma non bastano

La FLC CGIL ha ribadito le questioni fondamentali utili ad indirizzare una proficua apertura di trattativa all'Aran. Previsto per il 18 luglio il prossimo incontro.

06/07/2017
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Per quanto concerne il settore Ricerca, si è svolto il 4 luglio 2017 il secondo incontro previsto degli ex comparti Università ed Afam, propedeutico all’emanazione dell’atto di indirizzo generale sul comparto Istruzione e Ricerca che dovrà, a breve, essere emanato su indicazione dello stesso Ministero. Il 27 giugno si erano svolti gli altri tavoli.

La delegazione di parte pubblica non ha prodotto un documento scritto ma si è limitata, come nei tavoli di Scuola e Università/Afam, a dare delle indicazioni di massima sui temi posti nelle riunioni precedenti dalle Organizzazioni Sindacali, sulla base delle diverse richieste pervenute.

In tal senso ha enucleato alcuni obiettivi condivisibili e comuni da sottoporre al Gabinetto del Ministro, come lavoro specifico del tavolo, per arrivare alla proposta di Atto d’indirizzo generale del Comparto.

Tuttavia, nello specifico, i punti elencati dalla delegazione rispondevano solo in parte alle richieste avanzate dalle Organizzazioni Sindacali e soprattutto la loro genericità e ambiguità, hanno reso necessario un lavoro di rilettura di tutte le posizioni espresse dalle delegazioni sindacali. Per questo la riunione è stata complessa ma utile e si è resa necessaria la sua riconvocazione, per consentire un maggior approfondimento e miglior avanzamento del lavoro del tavolo.

Al tavolo la FLC CGIL ha ribadito le questioni fondamentali utili ad indirizzare una proficua apertura di trattativa all'Aran:

  • il contratto, a partire già dall’Atto d’indirizzo, dovrà prevedere, oltre alle parti comuni possibili, sezioni contrattuali di filiera, corrispondenti ai diversi rispettivi comparti di provenienza.
  • Il contratto dovrà applicarsi a tutto il personale degli Enti Pubblici di Ricerca, non solo quelli compresi nell'elenco del D.Lgs 218/16, ma anche al personale dell'INAIL-Ricerca, dell'ANPAL-Ricerca e dell'Istituto Vallauri di Livorno.
  • Urge una leva indirizzata al recupero retributivo del gap esistente con gli analoghi sistemi europei della ricerca. Gli 85 euro, che dovranno andare alla parte tabellare della retribuzione, non possono bastare, servono risorse aggiuntive in particolare per la contrattazione integrativa.
  • Risolvere la contraddizione tra garanzia costituzionale dell'autonomia della ricerca e legge 150/09 escludendo gli Epr dall'alveo delle amministrazioni cui la norma si applica.
  • Intervenire sull’ordinamento e l'orario di lavoro tra ricercatori e tecnologi degli Epr, anche tenendo conto della necessità di mantenere un parallelismo con il sistema universitario.
  • Aggiornare l'ordinamento dei tecnici/amministrativi alla crescente complessità delle mansioni svolte, traslando verso l'alto i livelli e implementando la flessibilità oraria.
  • Inclusività e parità di trattamento attraverso la contrattualizzazione delle figure diverse dal lavoro subordinato a partire dagli assegni di ricerca. Sia resa esigibile la tenure track per tutti i precari.
  • Valorizzare l'autonomia finanziaria delle amministrazioni frutto del D.lgs 218/16 per tutte le spese per il personale, compresi i fondi di contrattazione integrativa, che vanno semplificati nella loro costituzione e semplificati rispetto ai vincoli imposti dalle leggi. Inoltre, la contrattazione integrativa dovrà trattare tutte le voci salariali, anche di natura legislativa, riconducibili alle retribuzioni accessorie e fondamentali.
  • Stabilizzare parti del salario accessorio minime comuni fra gli enti, nel trattamento tabellare fondamentale.
  • Rendere esigibile la valorizzazione professionale bloccata da un decennio e risolvere le anomale permanenze generate da abusive interpretazioni prodotte da circolari e interpretazioni degli organi vigilanti
  • Valorizzare ed implementare gli elementi innovativi introdotti dal D.lgs 218/2016, riguardo al coinvolgimento delle comunità scientifiche nei processi decisionali degli enti.

Registriamo un livello di competenza della parte pubblica, che valutiamo come elemento molto positivo. Per il prossimo incontro, fissato per il prossimo 18 luglio, l'impegno della delegazione Miur è quello di produrre un documento scritto a partire dal quale sarà possibile fare delle valutazioni.