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Comunicato unitario sull'assemblea indetta il 10 luglio presso il CNR di Roma da CGIL-CISL-UIL sui problemi del precariato nei settori Università e Ricerca

Il 10 luglio si è svolta a Roma presso il Cnr un’assemblea generale dei lavoratori precari e atipici dei settori università e ricerca organizzata dai sindacati Cgil-Cisl-Uil di settore.

14/07/2003
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Prot. n. p312

Il 10 luglio si è svolta a Roma presso il Cnr un’assemblea generale dei lavoratori precari e atipici dei settori università e ricerca organizzata dai sindacati Cgil-Cisl-Uil di settore. L’assemblea ha esaminato le iniziative di settore in vista della presentazione del DPEF e della Legge Finanziaria, e ha rilevato la necessità di produrre forti interventi di pressione sulle forze politiche su due direttrici:

1) la necessità inderogabile di dare priorità tra le emergenze-Paese alla formazione e alla ricerca, come individuato anche nell’accordo Confindustria-Cgil-Cisl-Uil attraverso un consistente incremento delle risorse finanziarie; se davvero ricerca e formazione costituiscono la principale risorsa utile a rilanciare uno sviluppo di qualità della società italiana, occorre dare consequenzialità a tale affermazione attraverso un investimento importante e crescente in tali settori, oggi fortemente penalizzati e in difficoltà perfino a coprire le spese ordinarie di funzionamento.
2) La necessità di rilanciare una politica di investimento sulle risorse umane, vero motore della ricerca; oggi decine di migliaia di giovani sono confinati dentro percorsi precari di lavoro sottopagati e senza prospettive, senza sapere se il loro investimento di vita potrà trovare sbocco in un’attività stabile di ricerca; tale situazione disincentiva e allontana i giovani dall’università e dai centri di ricerca. Tra pochi anni una gran parte degli attuali ricercatori e docenti saranno pensionati e si aprirà un vuoto generazionale incolmabile e non recuperabile che priverà l’Italia di un sistema strutturato di ricerca e formazione all’altezza delle necessità di un Paese sviluppato.

Occorre perciò da subito un intervento deciso da sviluppare su due fronti:

a) una campagna straordinaria di reclutamento di giovani docenti e ricercatori che cominci a recuperare il gap quantitativo che ci separa dagli altri paesi sviluppati;
b) la rimozione dei vincoli posti dalle leggi finanziarie al reclutamento, abrogando il blocco delle assunzioni, e il tetto del 90% di spesa sul personale.

In una fase di difficoltà del sistema economico e della finanza pubblica, solo una forte e responsabile scelta di priorità su ricerca e formazione, da tutti condivise almeno a parole, pone la premessa, perché, nel medio periodo, il Paese possa ritrovare autorevolezza e competitività sullo scenario internazionale attraverso uno sviluppo equilibrato e qualificato.

CGIL SNUR - CISL FIR - UIL PA-UR

Roma, 14 luglio 2003

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