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Comunicato su Atto di indirizzo per il comparto delle istituzioni e degli enti pubblici di ricerca e sperimentazione

E’ in corso di definizione l’atto di indirizzo per il comparto delle istituzioni e degli enti pubblici di ricerca e sperimentazione, atto che alleghiamo al presente comunicato nella sua forma nota

30/06/2004
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Federazione Lavoratori della Conoscenza

COMUNICATO FLC CGIL

E’ in corso di definizione l’atto di indirizzo per il comparto delle istituzioni e degli enti pubblici di ricerca e sperimentazione, atto che alleghiamo al presente comunicato nella sua forma nota, anche se probabilmente interverranno alcune modifiche.

Si tratta, come è noto, di un atto necessario e propedeutico all’apertura del tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL, la cui emanazione da parte del comitato di settore giunge con un ritardo incredibile.

Se non altro, finalmente, esiste un atto di indirizzo, ma le buone notizie finiscono purtroppo qui: innanzitutto perché l’atto di indirizzo è in realtà dimezzato, riguardando solo il rinnovo del CCNL del personale tecnico e amministrativo, escludendo i ricercatori e tecnologi; la burocratica annotazione con cui si ascrive questa incredibile "dimenticanza" alla collocazione di ricercatori e tecnologi in una diversa area contrattuale è mistificazione più che giustificazione: in qualunque area contrattuale siano essi collocati – è in corso, come è noto, la procedura di validazione dell’accordo che li colloca in area separata della dirigenza dei comparti ricerca ed università, ai sensi della L. 145 – avrebbe avuto comunque senso indicare gli obiettivi e le priorità che la controparte intende porre all’attenzione della contrattazione, il solo e vero significato dell’atto di indirizzo.

Dobbiamo poi registrare che dopo una prolissa premessa politica, inutilmente e gratuitamente ossequiosa nei confronti dell’azione di riforma portata avanti dal Governo - ossequiosa fino al punto di attribuire al Governo l’incredibile merito di aver "previsto vari strumenti per l’incremento di risorse e l’assunzione di ricercatori" in perdurante regime di blocco delle assunzioni (con qualche deroga calibrata col contagocce) – l’atto di indirizzo non affronta o distorce i problemi centrali della contrattazione, a partire da quello delle risorse.

Non si accenna nemmeno, ad esempio, alla necessità di rendere stabili nel tempo le possibilità di progressione di carriera di tutto il personale già definite nel passato CCNL con gli artt. 53 e 54, reperendo e mettendo a disposizione le risorse necessarie; in compenso si punta l’attenzione su problemi pur esistenti, come il riequilibrio dei trattamenti accessori tra Enti diversi o la diversa collocazione del personale tecnico ed amministrativo, la cui risoluzione non può nemmeno essere ipotizzata in assenza di risorse adeguate, che certo non possono derivare da quelle destinate agli aumenti contrattuali destinati alla totalità del personale. Troviamo puerile e maldestro questo tentativo di mettere inutilmente lavoratori contro lavoratori.

Altrettanto discutibili le affermazioni riguardanti la contrattazione integrativa e gli strumenti per l’incentivazione: affermare che la scarsità delle risorse destinate all’incentivazione individuale non giustifica la lunghezza di estenuanti contrattazioni integrative – e di conseguenza chiedere il restringimento delle materie ad essa destinate – significa distorcere la realtà di quanto avvenuto; l’ultimo CCNL aveva abrogato il cosidetto "fondino" – la quota destinata all’incentivazione individuale – anche alla luce delle modifiche introdotte dagli artt. 53 e 54: la valutazione dell’attività dei lavoratori si traduce oggi in stabili progressioni di carriera e non più in "premi individuali" la cui attribuzione è stata spesso definita non sulla base di regole, ma di arbitrii; solo la pervicace incapacità di (alcuni) enti a non comprendere questo mutamento della filosofia contrattuale ha inchiodato a lunghe, estenuanti e spesso inutili trattative. Dovremmo per questo chiedere la riduzione delle attribuzioni dei Direttori Generali?

Su altre materie riscontriamo invece singolari omissioni che solo apparentemente sono incongrue con la pignola definizione di altri punti del medesimo atto, e sembrano quindi lasciare più libera la contrattazione: sia per quanto attiene la questione della formazione, sia per quanto attiene la definizione di tabelle di equiparazione per il personale proveniente da altri comparti, che peraltro è suicida definire in sede di contratto nazionale, si omette di definire il quadro delle risorse necessarie; se ciò è del tutto evidente nel secondo caso, viene invece abilmente nascosto con un gioco di parole nel caso della formazione: è del tutto incongruo chiedere ai fondi per la formazione contrattualmente definiti – (destinati quindi al soddisfacimento delle esigenze soggettive di formazione, la cosiddetta formazione permanente) – di farsi carico invece delle esigenze di formazione derivanti dal riposizionamento dei lavoratori nel modello organizzativo a seguito dei provvedimenti di riordino.

Su alcune materie per noi fondamentali l’atto di indirizzo non spende, infine, neppure una parola: spicca tra queste la questione delle prospettive occupazionali e del trattamento del personale precario, sia esso a tempo determinato, quindi direttamente destinatario delle norme contrattuali, o titolare di altre forme di rapporto di lavoro, quindi non tutelato direttamente dal CCNL, ma per il quale sarebbe fondamentale stabilire norme di tutela nel contratto, ad esempio in materia di programmazione di fabbisogno del personale o di definizione delle fattispecie e delle modalità con le quali sia possibile ricorrere a forme flessibili di rapporto di lavoro.

Comitato di settore

Comparto delle Istituzioni e degli Enti Pubblici di Ricerca e Sperimentazione

Atto di indirizzo all’ARAN per il rinnovo contrattuale parte normativa 2002-2005 – biennio economico 2002-2003

La ricerca scientifica e tecnologica sta vivendo in questi ultimi anni una stagione di grande rilancio con provvedimenti di riordino che riguardano tutto il settore pubblico.

Il risalto che viene dato dagli organi di informazione alla importanza strategica della ricerca scientifica non hanno tuttavia potuto fare a meno di sottolineare il grave stato di sofferenza di tutto il settore derivante dalla scarsità delle risorse disponibili e dal ridotto numero di ricercatori.

Di fronte a questa criticità del sistema il governo ha avviato una stagione di riforme che interessando quasi tutti gli EPR e, con le leggi finanziarie di questi ultimi due anni, ha previsto vari strumenti per l’incremento di ricorse e per l’assunzione di ricercatori.

In tale quadro di riferimento il rinnovo contrattuale normativo per il quadriennio in corso – 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003 si pone come strumento fondamentale sia per l’adeguamento normativo, con riflessi sia sulla organizzazione del lavoro, sia per l’adeguamento economico.

Il comparto delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione è parte fondamentale del "sistema pubblico della ricerca", il cui ruolo strategico per lo sviluppo economico e sociale del paese è stato recentemente riaffermato dal Governo che ha assunto precisi impegni di "crescita della spesa per le attività di ricerca coerente con gli indirizzi del Dpef" e con il Piano Nazionale della Ricerca.

Il rinnovo del contratto di lavoro del personale del comparto deve quindi inserirsi nelle linee programmatiche richiamate, sia perseguendo l’obiettivo di dotare gli Enti di strumenti contrattuali agili, efficaci e flessibili per adattarsi alle esigenze proprie di ciascuno, sua assicurando un adeguato sostegno finanziario dello Stato – che è in molti casi, l’unica risorsa disponibile – evitando che i costi contrattuali posti a carico dei bilanci degli enti si traducano in una diminuzione netta delle risorse disponibile per impieghi alternativi e tipicamente per gli investimenti.

Ai sensi dell’art. 47, comma 1, del decreto legislativo n. 165/2001, il presente atto di indirizzo per il rinnovo del CCNL relativo al quadriennio normativo 2002-2005 e al biennio economico 2002-2003, viene emanato, in linea con la direttiva intersettoriale, adottata per la tornata contrattuale in corso dall’Organismo di coordinamento dei comitati di settore nella seduta del 21 maggio del 2002, recependone i principi e gli obiettivi prioritari. Pertanto, per quanto non previsto dal presente atto di indirizzo, si richiama la citata direttiva intersettoriale.

Il presente atto si riferisce al solo personale tecnico amministrativo atteso che il personale ricercatore e tecnologo è attualmente collocato in una diversa area di contrattazione.

Ciò premesso ai fini del concreto avvio delle trattative si sottolineano i seguenti punti:

1) Revisione ordinamentale

Va affrontato anche in relazione a ciò che è avvenuto negli altri comparti pubblici, il problema della diversa e non paritetica collocazione del personale in due distinti ruoli, (tecnico e amministrativo), oggi non più rispondente alla attuale organizzazione del lavoro; ciò al fine di riconoscere la crescita professionale del personale con conseguente ricollocazione nei livelli retributivi.

2) Formazione professionale

Nell’ambito più ampio della formazione permanente lo strumento della formazione dovrà prevedere meccanismi finalizzati sia all’accrescimento del bagaglio culturale dei lavoratori che del loro riposizionamento nei ristrutturati modelli organizzativi degli Enti discendenti dai numerosi provvedimenti di riordino. La rilevanza del punto richiede che siano fissate percentuali minime del monte salari da destinare a queste operazioni con snelle procedure per la definizione delle priorità a livello locale e della certificazione a livello nazionale dei credi formativi anche al fine delle progressioni di carriera.

3) Incrementi retributivi

Il quadro finanziario nel quale contenere la trattativa, pari ad un complessivo incremento medio a regime del 5,66%, coerentemente con quanto previsto nella Direttiva emanata dall’Organismo di coordinamento dei comitati di settore, e tenuto conto di quanto stabilito dalla legge finanziaria 2003, prevede:

per il 2002: 1,70% + 0,26% + 0,50%

Lo 0,50% potrà essere destinato interamente all’incremento del salario fondamentale.

Per il 2003: 1,40% + 0,26% + 0,50% + 0,99%

Nella destinazione delle risorse derivanti dallo 0,50% e 0,99% alla incentivazione, anche individuale, delle produttività, si dovrà tener conto di quanto stabilito dalla legge finanziaria 2003 e dagli accordi Governo-OO.SS. del 4 e 6 febbraio 2002 e di quanto detto prima al punto 1).

4) Semplificazione retributiva

In linea con quanto emerge dalle indicazioni dell’Organismo di coordinamento dei comitati di settore, sarebbe opportuno procedere, nell’ambito delle compatibilità finanziarie complessive, ad una semplificazione della struttura retributiva del personale, riducendo il numero di quelle voci che, in ragione della loro natura, possono ritenersi compatibili. In particolare, nell’ambito delle risorse complessivamente disponibili per il rinnovo del CCNL (e, pertanto, in misura non eccedente il 5,66%) si potrebbe conglobare l’attuale retribuzione tabellare e l’indennità integrativa speciale (IIS).

5) Riequilibrio trattamenti accessori

Con riferimento alla retribuzione accessoria e dopo attenta ricognizione dell’attuale assetto di tale retribuzione, vanno previsti strumenti adeguati per il superamento delle differenze, anche sostanziali, derivanti dalla diversa struttura organica del personale in relazione ai meccanismi storici di costituzione dei fondi per il trattamento accessorio.

6) Contrattazione integrativa

E’ necessario, che la contrattazione integrativa sia ristretta al numero minore possibile di materie e che essa avvenga entro un quadro di riferimento univoco fissato dal contratto nazionale.

7) Incentivazione

E’ auspicabile una sostanziale semplificazione dei meccanismi di incentivazione, in relazione alla quota di salario accessorio effettivamente riservata alla valutazione individuale dell’attività; le quote irrisorie che la precedente tornata contrattuale ha finito per riservare a tale valutazione non giustificano le lunghe ed estenuanti trattative che gli enti e le organizzazioni sindacali hanno dovuto affrontare su questi temi.

8) Qualifiche ad esaurimento – Tabelle di equiparazione

Vanno infine ricercati strumenti contrattuale adeguati per la definitiva collocazione organica nei ruoli del personale EPR del personale che, a causa dei provvedimenti di riordino, proviene da altri comparti. Ci si riferisce in particolare al personale EP del comparto università proveniente dai soppressi Osservatori Astronomici, Astrofisici e Vesuviano.

Con riserva di fornire, ove richiesti, ulteriori elementi utili ai fini dello svolgimento della trattativa si confida su un rapido avvio delle trattative stesse.

Roma, 30 giugno 2004