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CNR: lavoro agile, la FLC CGIL abbandona il tavolo di confronto

Dall’amministrazione ancora nulla di nuovo, solo proposte fumose.

20/05/2020
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Il 18 maggio 2020 le organizzazioni sindacali erano state convocate alle ore 15 per un confronto su: “Il Lavoro Agile nella Fase 2 dell’emergenza sanitaria Covid 19 e il Lavoro Agile a regime nel CNR”, tema di grande interesse per tutto il personale CNR.

In attesa dell’arrivo (virtuale) del Direttore Generale, la dr.ssa Gabrielli, con delega del presidente, ha fornito alcune informazioni al Tavolo, le uniche utili di tutta la riunione. In particolare, ha annunciato che a breve, finalmente, sarà avviata la procedura per l’attribuzione del passaggio di fascia per i R&T che, nell’anno corrente, hanno maturato l’anzianità utile per il passaggio alla fascia seguente. Permangono ancora delle difficoltà procedurali che tuttavia auspicabilmente dovrebbero essere superate a breve. Inoltre, ha riferito che a breve sarà data ai sindacati  un’informativa sull’erogazione del TFR al personale stabilizzato, prima che il CdA deliberasse in merito. Restiamo in attesa anche di questo evento per informare tempestivamente il personale interessato. La dr.ssa Gabrielli ha anche aggiornato il Tavolo sull’avanzamento delle procedure, sia per l’assunzione dei Giovani Ricercatori sia degli scorrimenti dei C2 e assunzione dei C1, che proseguono secondo la tempistica concordata. La delibera finale sarà assunta dal CdA, presumibilmente entro fine maggio.

Purtroppo, a parte ciò, l’incontro non ha portato a risultati concreti sull’argomento oggetto della convocazione principalmente a causa del nervosismo e di una malcelata animosità di alcuni componenti della Amministrazione.

Non ultimo il Direttore Generale, che al suo arrivo, ha esordito sottolineando la necessità dell’Amministrazione di addivenire ad un protocollo sul lavoro agile, rimarcando, a nostro avviso, un incomprensibile ruolo dell’OIV.  Si è poi dilungato sulla inutilità/pericolosità della modalità di contestazione del monitoraggio delle attività svolte in lavoro agile attraverso lo “sciopero bianco” attuata da una parte del personale CNR esprimendo un parere giuridico ed evidenziando come tale strumento possa portare, al contrario di quanto affermato da chi lo ha proclamato, a sanzioni disciplinari.  E’ pubblicamente noto che nessuna delle organizzazioni sindacali presente al Tavolo ha sostenuto lo sciopero bianco e anzi ne aveva segnalato al personale i rischi. Si è avuta l’impressione che si divagasse su altri aspetti invece di affrontare l’argomento con proposte concrete.

Impressione confermata anche dall’intervento del dirigente dell’Ufficio Gestione Risorse Umane, il quale ha dichiarato che a suo parere sarebbe stato opportuno:

  • redigere un verbale, non un vero e proprio CCNI, dove si possa prevedere di erogare nuovamente i buoni pasto, proponendone la decorrenza dall’8 maggio oppure dal 1 maggio;  
  • valutare la possibilità di riorganizzare la turnazione delle attività;
  • l’erogazione dello straordinario.

Tutto ciò senza specificare, come, quando, per chi e in quali contesti organizzativi sarebbero state applicate queste condizioni.

La discussione sterile, probabilmente ha contribuito ad aumentare il nervosismo al Tavolo, e quando a fronte di affermazioni forti in difesa del personale, alla delegazione FLC CGIL sono state rivolte espressioni e parole inaccettabili, la delegazione ha abbandonato la riunione.   

La FLC CGIL ha sempre dato massima disponibilità a collaborare costruttivamente con la Dirigenza CNR nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ente. Il Protocollo sul rientro è solo l’ultimo esempio di tale disponibilità.

La FLC CGIL può comprendere lo stress legato al particolare momento che stiamo vivendo, tuttavia ribadisce che le relazioni e le discussioni, seppur franche, devono svolgersi nel pieno rispetto dei ruoli. Auspica inoltre, nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ente, che il confronto possa riprendere, serenamente, al più presto.

La FLC CGIL, rimarca la propria posizione critica circa il monitoraggio delle attività svolte dal personale, avviato con il Provvedimento del DG dell’8 maggio us. Ricorda all’Amministrazione CNR che non era obbligatoriamente tenuta, ai sensi della circolare n.2/2020 della ministra Dadone, a procedere con il monitoraggio cosi come avviato. Senza peraltro prevedere una procedura chiara, trasparente di come saranno processati i dati raccolti.

Evidenzia infine come, ancora una volta, la dirigenza dell’Ente abbia dimostrato quando sia lontano dalla Rete Scientifica, dalle attività svolte dal personale e come, anche in questa occasione, non abbia saputo né voluto sostenere e difendere la specificità della Ricerca sancita dalla Costituzione, ribadita da numerose Leggi e Decreti oltre che dalla Carta Europea dei Ricercatori, nonché dal D.lgs 218/16.

Per il Paese e per il CNR sarebbe necessaria maggiore consapevolezza del valore della Governance del più grande ente pubblico di ricerca.

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