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ASI: comunicato al personale

Il 12 aprile si è svolto un incontro con la Delegazione di parte pubblica dell’ASI per la previa dovuta consultazione delle OO.SS in merito alla programmazione triennale del fabbisogno del personale.

15/04/2005
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COMUNICATO AL PERSONALE DELL’ASI

Il 12 aprile si è svolto un incontro con la Delegazione di parte pubblica dell’ASI per la previa dovuta consultazione delle OO.SS in merito alla programmazione triennale del fabbisogno del personale.

Prima di entrare nel merito dell’argomento, appare necessario porre in evidenza come questa sia la prima volta che il vertice dell’ASI rispetta la procedura prescritta dalla legge e dal CCNL. Senza rinunciare ad alcuna censura per elusivi o illegittimi comportamenti passati, diamo atto di tale novità ed auspichiamo che, ferme restando le competenze di ognuno ed evitando ogni compiacenza, si continui su un terreno di osservanza delle norme di legge e contrattuali.

  • L’ASI ha presentato un piano di fabbisogno che nel triennio prevede l’assunzione di 90 unità di personale a tempo determinato così ripartito: --Tabella--

  • Nonché la deroga per l’assunzione di 43 unità di personale a tempo indeterminato secondo la seguente --Tabella--

La FLC CGIL:

a) ha rivendicato la piena applicazione della disciplina contrattuale applicata all’ASI e cioè la piena legittimità dell’applicazione, per il personale tecnologo, dell’articolo 23 del DPR 171/91 e, per il personale afferente ai livelli dal IV al IX dell’articolo 15 del CCNL 1994/1997. Assunzioni possibili - sia previa selezione, sia su chiamata diretta, in base alla disciplina contrattuale applicata all’ASI e confermata da una specifica nota del Dipartimento della Funzione Pubblica - nella misura del 20% dei rispettivi organici complessivi.

E’ stato ribadito che l’intervento della legge di riordino dell’ASI non ha comportato alcuna abrogazione della norma contrattuale; semmai, alle già presenti opportunità date dai CCNL, il decreto legislativo ne ha introdotte altre.

Il nuovo quadro giuridico che disciplina il rapporto di pubblico impiego esclude interventi unilaterali da parte della Pubblica Amministrazione proprio in virtù del rapporto pattizio tipico della contrattazione. Tale rapporto pattizio prevede che la contrattazione possa rendere inapplicabili le leggi ( a meno che la legge non preveda espressamente l’inapplicabilità – vedasi legge 145/2002) e non consente alle leggi di modificare o rendere nulli istituti contrattuali ( (Vedasi articolo 2 del D. Lgs 165/200).

Nell’ambito giuridico delineato è stato richiesto il rinnovo dei contratti del personale già titolare di articolo 15. Analoga richiesta è stata avanzata per il personale già titolare di articolo 8 sia attraverso le forme contrattuali ora citate, sia con l’applicazione dell’articolo 19 del D. Lgs. 128/03 ovviamente con l’adeguamento della retribuzione al nuovo ambito giuridico.

Pretestuosa, al fine di evitare tali applicazioni, sarebbe una lettura formale dei CCNL della ricerca.

Non va dimenticato, infatti, che l’ASI non fa parte del comparto ricerca e recepisce i CCNL stipulati per gli EPR che contengono, ovviamente formule immediatamente riferibili agli EPR.

L’ASI, nell’estendere la disciplina contenuta nel CCNL, deve adattarla alla propria organizzazione e alla propria attività.

A completamento di questa parte è stato ricordato che la legge finanziaria 2005 nel comma 116 prevede che le pubbliche amministrazioni – l’ASI è compresa nell’esplicito riferimento agli Enti di cui all’articolo 70, comma 4, del D. Lgs 165/2001 – possano assumere personale a tempo determinato entro il limite della media della spesa effettuata nel triennio 1999/2001. Nonché, su contratti attivi, il comma 122 prevede che possano essere effettuate assunzioni senza alcun limite.

Non esiste, quindi, alcun ostacolo alla salvaguardia dei posti di lavoro. Vanno, quindi recuperati tutti quei casi relativi a personale di elevata professionalità e rilevanza funzionale il cui contratto non è stato a suo tempo rinnovato esclusivamente per assenza di volontà ad applicare le norme vigenti.

Da ultimo, va fatto presente, laddove possa emergere un qualche motivo di confusione, che la riduzione del costo conseguente alla revisione della pianta organica si riferisce, appunto, al costo della dotazione organica ai valori attuali e non costituisce vincolo per le acquisizioni di personale a tempo determinato che sono disciplinate da un loro specifico ambito giuridico - economico.

b) E’ stato rilevato come nel Piano triennale non sia resa evidente l’applicazione dell’articolo 54 del CCNL relativo ai passaggi di livello nel profilo per coloro che nel periodo di validità del Piano maturino le dovute anzianità.

Ferma restando la dovuta applicazione del contratto, la CGIL, confermato che i passaggi di livello costituiscono un mero avanzamento economico e non un nuovo "status" e che i livelli superiori all’iniziale non sono livelli di assunzione dall’esterno (ferma restando la limitata eccezionalità del quarto livello) ha chiesto che sia data immediata evidenza dei passaggi di livello per ogni profilo e per ogni anno contenuto nel triennio così come previsto dal CCNL .

c) Infine, sulla questione dei comandi da altre amministrazioni, la CGIL, a fronte delle avvenute richieste dell’Ente alle pubbliche amministrazioni ed, in particolare, ai maggiori centri di ricerca, ha fatto presente che la procedura dei comandi non può essere confusa con il previo esperimento della procedura di trasferimento a fronte di autorizzazioni ad assumere a tempo indeterminato. In ogni caso la CGIL ha richiesto e richiede che venga data conoscenza delle posizioni di lavoro e delle esigenze dell’Ente che lo inducono ad avviare procedure di comando. Ferma restando la non preconcetta ostilità a tali acquisizioni, resta altrettanto, ferma la volontà della CGIL di valorizzare al massimo le professionalità interne.

Roma, 15 aprile 2005

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