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Appello della Segreteria Nazionale ai lavoratori delle Università, degli EPR e dell'AFAM per l'adesione allo sciopero generale del 16 aprile

La segreteria dello Snur- Cgil rivolge un appello a tutti coloro che lavorano nelle Università, negli Enti di ricerca, nelle Accademie e nei Conservatori - per una massiccia partecipazione allo sciopero generale del 16 aprile prossimo,

10/04/2002
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La segreteria dello Snur- Cgil rivolge un appello a tutti coloro che lavorano nelle Università, negli Enti di ricerca, nelle Accademie e nei Conservatori - docenti, ricercatori, tecnici, amministrativi - per una massiccia partecipazione allo sciopero generale del 16 aprile prossimo, in appoggio alle posizioni del movimento sindacale nel duro confronto con il Governo.
Già i temi generali di questo confronto coinvolgono, a fianco di tutti coloro che vivono del proprio lavoro, il personale delle Istituzioni della ricerca e dell'alta formazione. Infatti, l'attacco ai diritti coinvolge tutti, comportando, per tutti, una degradazione della qualità della vita sociale; la parziale abrogazione dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori comporta il venir meno di un'essenziale garanzia di effettività per tutti gli altri diritti (una donna molestata sessualmente non denuncerà la molestia subita se, nel caso sia licenziata, non abbia il diritto ad essere reintegrata; un lavoratore non denuncerà l'inquinamento prodotto dall'azienda per cui lavora ecc.); la decontribuzione per i nuovi assunti non solo comporterà che gli stessi avranno pensioni di importo notevolmente inferiore, ma creerà gravi difficoltà agli istituti previdenziali nell'erogare le pensioni in corso e a ciò non può porre rimedio - per la sua palese ingiustizia e perché, comunque, le risorse non sarebbero sufficienti - l'aggravio degli obblighi contributivi a carico dei lavoratori parasubordinati senza un miglioramento dei trattamenti previdenziali goduti; il mercato del lavoro così come prefigurato nel libro bianco di Maroni è del tutto destrutturato e deregolato, ciascuno di noi si presenterà in esso isolato, senza un'organizzazione che realizzi solidarietà; la riforma fiscale taglierà senza compensazione alcuna le risorse a disposizione dello Stato sociale e minerà alla base il principio costituzionale di progressività delle imposte; il Mezzogiorno è abbandonato a se stesso; si propone una legge sull'immigrazione che, per assecondare le peggiori spinte xenofobe e razziste di una parte delle forze politiche di centro-destra e del loro elettorato, costringe l'immigrazione nella clandestinità e, dunque, nella più assoluta privazione dei diritti, rifiutando persino di dare una risposta alle esigenze dell'apparato produttivo; per la scuola e per la sanità si apprestano soluzioni che favoriscono soggetti privati ai danni del servizio pubblico e della sua capacità di soddisfare bisogni generali.
Ma, a fianco di questi temi generali, vi sono profondi motivi di insoddisfazione per chi ha a cuore il funzionamento della ricerca e dell'alta formazione in Italia e, tra essi, in primo luogo i lavoratori delle Università, degli Enti di ricerca e dell'Alta Formazione Artistica e Musicale. Nessun rilevante sforzo è all'orizzonte per portare i finanziamenti al livello degli altri Paesi sviluppati; si prospetta una ampia privatizzazione delle Università e degli Enti e l'esternalizzazione di loro attività strategiche attraverso la trasformazione in fondazioni di diritto privato o, addirittura, attraverso la forma della società per azioni; si mortificano le aspirazioni dei giovani ricercatori con un blocco indiscriminato delle assunzioni; i contenuti dei disegni di legge sulla riforma dello stato giuridico dei docenti universitari prodotti dalla maggioranza sono inaccettabili; la trasformazione del ruolo dei ricercatori universitari in terza fascia docente, da noi tante volte richiesto, non è all'orizzonte; si vuole espropriare l'autonomia universitaria del tema di centrale importanza dell'elettorato attivo e passivo negli organi accademici; i provvedimenti del Governo considerano l'istruzione artistica una merce opzionale, impoveriscono i processi formativi, dimenticano le funzioni educative di arte e musica e mortificano con il Decreto di autonomia previsto dalla L. 508/99 le professionalità dei docenti e del personale tecnico ed amministrativo, escludono i nostri studenti dal contesto europeo a causa della non equiparabilità dei titoli di studio.
E' per questi motivi che siamo certi che il personale universitario, degli Enti di Ricerca, delle Accademie e dei Conservatori parteciperà compattamente alle lotte contro la politica fin qui seguita dal Governo Berlusconi.