FLC CGIL
Testo CCNL Istruzione e Ricerca

http://www.flcgil.it/@3916109
Home » Ricerca » 8 novembre manifestazione nazionale: le ragioni della Ricerca

8 novembre manifestazione nazionale: le ragioni della Ricerca

Per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, la giustizia fiscale e previdenziale, lo sblocco della contrattazione decentrata, la stabilizzazione dei precari, il diritto allo studio

02/11/2014
Decrease text size Increase  text size
Vai agli allegati

Il Governo Renzi aggiunge un altro tassello all’attacco al pubblico impiego, estendendo il blocco contrattuale e degli scatti stipendiali anche al 2015. Si confermano fino ad oggi nella sostanza, tutti i provvedimenti spacciati per “riformisti” dei passati governi volti a scaricare il peso della crisi economico-sociale del Paese in particolare sui lavoratori pubblici attraverso la loro “criminalizzazione” e la devastazione delle loro retribuzioni col blocco della contrattazione nazionale e integrativa e la ri-legificazione di importanti materie di contrattazione.

Per il comparto Ricerca dopo anni di tagli e accorpamenti che hanno prodotto molti danni alla ricerca e zero risparmi, il governo ha ventilato una ipotesi di riordino di cui si sono perse velocemente le tracce. Saremmo ben felici di conoscere queste proposte e di confrontarle con le nostre, sostenendo quello che va nella direzione di costruire un sistema unitario della ricerca pubblica basato su nuovi investimenti, su nuove assunzioni e sulla stabilizzazione dei precari. Nei fatti la direzione sembra la solita come già annunciato per tutti gli enti: tagli, tagli e ancora tagli. Dal 2010, il blocco ha già comportato una perdita di € 4.200 a dipendente solo per il mancato adeguamento al costo della vita, senza considerare le conseguenze per i futuri conteggi previdenziali.

Saremo in piazza contro queste scelte e per:

  1. il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro;
  2. lo sblocco della contrattazione decentrata e il ripristino delle materie di contrattazione integrativa;
  3. una seria riforma della Pubblica Amministrazione, che non si attua certamente attraverso tagli lineari di spesa, mancato turnover, mobilità esasperata e possibilità di demansionamento;
  4. una politica di investimenti e di rilancio del nostro sistema ricerca fondata su una governance unitaria, una reale autonomia di tutti gli EPR;
  5. garantire la stabilizzazione dei precari che svolgono in realtà ogni giorno le stesse attività del personale strutturato; applicazione dell’art. 5 del CCNL.

Firma la petizione #sbloccacontrattostabilizzaprecari Ricerca.

Scarica il volantino in pdf