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Stato giuridico dei docenti: la protesta delle Università

Documento dell'Assemblea di Ateneo dei docenti di Padova. Mozione dell'Assemblea generale dell'Ateneo di Firenze. Comunicato stampa dell'Università di Roma La Sapienza. Comunicato stampa dell'Università de L'Aquila. Mozione del Consiglio della Facoltà di Medicina Veterinaria di Sassari. La FLC Puglia contro il DDL. Assemblea di Ateneo dell'Università di Firenze contro la riforma Moratti

30/06/2005
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Documento dell'Assemblea di Ateneo dei docenti di Padova

I docenti dell'Università di Padova, riuniti in assemblea al Bo' oggi 30 giugno 2005, ritengono inaccettabile il DDL sullo stato giuridico attualmente in discussione al Senato e valutano pertanto fondamentale la presa di posizione dei Senati Accademici, dei Consigli di Amministrazione e degli altri Organismi delle università italiane (CdiF, CCS, CdiDip) che nello stesso giorno 30 fanno proprio il documento della CRUI del 23 giugno 2005, fermamente contrario al DDL e che dichiara "devastanti" i suoi effetti.
Tra i contenuti del DDL i docenti di Padova individuano come estremamente pericoloso per il futuro del Paese l'attacco al sistema nazionale dell'Università (art. 4.c.1). Attraverso questo colpo di mano di una legge blindata, solo apparentemente e superficialmente malfatta, si apre la strada a un progetto di molteplici università simil-private (ma con danaro pubblico) che finirà per portare alla perdita del valore legale del titolo di studio e ad università che si dovranno basare sempre più sulle tasse degli studenti, vanificando così quel diritto allo studio che ha permesso la crescita del Paese. Lo scopo appare chiaro: distruggere il patrimonio di ricerca e di alta formazione diffuso negli atenei italiani, rendendoli invece una sorta di superlicei dal nome altisonante di 'teaching university', con la conseguenza di relegare la ricerca in pochi centri autodefiniti 'di eccellenza' a cui dare quanto resterà dei pochi fondi disponibili. Tutto questo subordinando la ricerca al controllo della committenza esterna e riducendo al massimo la ricerca di base.
In questo quadro, "devastante" per l'Università e per il Paese, e sulla base di queste osservazioni i docenti dell'Università di Padova ritengono inaccettabile il DDL in toto, e in particolare rifiutano:
- la proliferazione di figure precarie, con l'aggiunta di contratti triennali rinnovabili senza limiti di tempo (art. 4 c. 6) e la reintroduzione di incarichi di insegnamento anch'essi pluriennali e senza limiti (art. 4 c. 3). Tutto questo rinforzerà la 'fuga dei cervelli' e diminuirà la potenzialità di ricerca dell'Università italiana; la messa ad esaurimento del ruolo del ricercatore (art. 3 c. 2) (unico ingresso stabile credibile per i giovani) con la contemporanea attribuzione del puro titolo di professore aggregato per i ricercatori attuali. La 'patacca' di professore aggregato è offerta in pratica a chiunque altro operi a qualunque titolo in prossimità di ricerca e didattica (art. 4 c. 11); -
- l'inserimento di una 'finta' idoneità nazionale (in quanto a numero chiuso), prerequisito per partecipare ai concorsi locali sia per ordinario che per associato, diversi per modalità da sede a sede (art. 3 c.1 lett. a + art.4 c.1);
- l'introduzione della nuova figura di professore straordinario/ordinario a termine (6 anni) ANCHE SENZA IDONEITÀ, su finanziamenti esterni e con la possibilità di assumere l'incarico di Direttore di Dipartimento (art. 4 c. 4).
A queste critiche i docenti dell'università di Padova fanno seguire la richiesta del
- riconoscimento del ruolo istituzionale dell'Università pubblica nazionale come sede primaria della ricerca e dell'alta formazione;
- riconoscimento di una reale autonomia nelle scelte di ricerca e formazione non condizionata da imposizioni derivanti da una 'riforma a costo zero' (art. 6 c. 1);
- mantenimento (=non-messa-ad-esaurimento) della figura del ricercatore e riconoscimento del ruolo come III fascia della docenza;
- assunzione in ruolo di almeno 20.000 giovani ricercatori;
- adeguamento del finanziamento pubblico delle università statali.
Alla luce di quanto detto sopra, docenti dell'Università di Padova ribadiscono l'inemendabilità del DDL sullo stato giuridico e ne chiedono il ritiro, proponendo l'inizio di un nuovo percorso di discussione.
Stando così la situazione ritengono infine che in sede CRUI debbano essere concordate al più presto (in tempo utile per contrastare l'iter parlamentare) tempi e modalità di dimissioni di Rettori, Presidi di Facoltà, membri elettivi di S.A. e CdA, Presidenti di Corsi di Studio e Direttori di Dipartimento.

Mozione dell'Assemblea generale dell'Ateneo di Firenze

L'Assemblea generale di Ateneo dei docenti, con la partecipazione degli studenti, dei precari e di tutte le componenti dell'Università di Firenze, riunita il 30 giugno 2005 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, valutata l'estrema gravità delle conseguenze della approvazione anche in Senato del D. L. Moratti sull'intera vita dell' Università pubblica,
1) chiede il ritiro immediato del D. L., perchè non migliorabile;
2) chiede ai Presidi dell'Ateneo di denunciare all'opinione pubblica la quasi impossibilità di attivare l'inizio del prossimo Anno Accademico mantenendo le condizioni di qualità finora possibili;
3) impegna tutti i docenti fiorentini, qualora il D. L. venga approvato anche in Senato, a ritirare la propria disponibilità a ricoprire incarichi didattici di ogni tipo nel prossimo Anno Accademico;
4) proclama la mobilitazione generale a tempo indeterminato di tutte le componenti dell'Università ed invita tutti coloro che ricoprono incarichi gestionali negli organi dell'Ateneo a dare le proprie dimissioni prima dell' inizio del nuovo Anno Accademico;
5) chiede alle Organizzazioni Sindacali ed alle Associazioni della docenza di proclamare una giornata di sciopero nazionale dell'Università all'apertura del prossimo Anno Accademico;
6) impegna tutti a continuare ed a far crescere la mobilitazione unitaria di tutte le componenti dell' Ateneo fiorentino, ed in particolar modo gli studenti, i docenti e i ricercatori precari nella comune lotta in difesa della qualità dell'Alta Formazione e della reale possibilità per i giovani di entrare nell'Università a svolgere attività di ricerca.
(MOZIONE APPROVATA ALL'UNANIMITA')

Comunicato stampa dell'Università di Roma La Sapienza.

Il Senato Accademico de “La Sapienza” all’unanimità si esprime contro il DDL Moratti
Il Senato Accademico dell'Università “La Sapienza “di Roma si è riunito in seduta straordinaria il 30 giugno 2005, in concomitanza con gli altri Senati Accademici delle Università Italiane.
Il Senato Accademico richiamandosi alla protesta generale ed unanime del sistema universitario, condivide le posizioni espresse dal CUN, dalla CRUI e dalla Conferenza Nazionale dei Presidi, confermando il proprio netto dissenso sul testo del DDL sullo stato giuridico dei docenti, per gli effetti negativi sul futuro del sistema universitario italiano. Il Senato Accademico, altresì, valutata l'impossibilità di proporre elementi correttivi chiede il ritiro del provvedimento, auspicando l'attivazione di un confronto ed attivando i "Tavoli tecnici" già sperimentati sugli ordinamenti didattici.
Il Senato Accademico, inoltre, dà mandato al Rettore di diffondere il documento del “Tavolo tecnico sullo stato giuridico, reclutamento e carriere dei professori universitari” predisposto da “La Sapienza”, di convocare nelle prossime settimane, e comunque prima dell'inizio della discussione nel Senato della Repubblica del provvedimento in materia, una Conferenza generale del Corpo Accademico aperta agli studenti e a tutte le altre componenti della comunità universitaria.
Il Senato Accademico infine dà mandato al Rettore di intraprendere con gli Atenei romani ogni altra iniziativa capace di esprimere concretamente il disagio profondo di tutto il sistema universitario.


Comunicato stampa dell'Università de L'Aquila

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL'AQUILA
Comunicato Stampa
30 giugno 2005
PROTESTA DEL SENATO ACCADEMICO DELL'ATENEO AQUILANO
IL RETTORE DI ORIO CONTRO IL MINISTRO MORATTI: "E' UN DISEGNO PER DISTRUGGERE L'UNIVERSITA' PUBBLICA"
La Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e il Senato Accademico dell'Aquila respingono la riforma del Governo sullo stato giuridico dei docenti che introduce logiche vistosamente clientelari
Il Senato accademico dell'Università dell'Aquila ha approvato unanime il documento predisposto dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) contro il DDL sullo stato giuridico dei docenti universitari recentemente licenziato dalla Camera dei Deputati. La CRUI nel suo documento "esprime con forza il più netto dissenso rispetto al proseguimento della discussione di tale testo e, considerando gli effetti devastanti sulla qualità del sistema universitario che ne deriverebbero, chiede il suo abbandono o una sua radicale revisione".
"Anche il Senato Accademico del nostro Ateneo - dichiara il rettore prof.
Ferdinando di Orio - ha inteso esprimere la sua più netta contrarietà al disegno di legge del Ministro Moratti, unendosi agli altri Senati accademici delle Università italiane, ed ha approvato il documento che come Rettori abbiamo predisposto nella seduta della CRUI del 23 giugno scorso".
"Dopo che per quasi un anno la Ministra Moratti - continua il rettore di Orio - ha rifiutato qualsiasi dialogo con il mondo dell'Università, oggi lo stesso mondo dell'Università esprime in maniera clamorosa, mai verificatasi prima, la propria protesta. Il DDL Moratti introduce infatti soluzioni normative che contrastano con i principi del riconoscimento del merito e della qualità e adottano logiche vistosamente clientelari. Sono numerosissimi i punti che non convincono i rettori e tutta l'Università
italiana: dal reclutamento dei giovani che non premia il merito e non offre concrete garanzie al loro inserimento stabile negli Atenei, aggravando il fenomeno della "fuga dei cervelli", alla figura del professore aggregato che penalizza le legittime aspettative dei ricercatori, alla mancanza di chiare e trasparenti procedure concorsuali e di sistemi di valutazione indipendenti e autorevoli".
"Ma è tutta la politica seguita dal Governo - conclude il rettore di Orio - che in questi anni si è contraddistinta per una pervicace strategia di penalizzazione del sistema universitario pubblico, e di cui l'approvazione del DDL alla Camera è l'ultima prova. Tutta l'Università italiana, e anche il nostro Ateneo, condivide dunque la protesta ed è giusto che l'opinione pubblica sia informata di una situazione gravissima che sino ad ora è stata sostenuta solo grazie all'impegno e al senso responsabilità di tutti coloro che lavorano nell'Università".

Mozione del Consiglio della Facoltà di Medicina Veterinaria di Sassari

Il C.d.F. della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Sassari, colto l'invito della CRUI alla convocazione straordinaria degli organi collegiali degli atenei italiani per valutare il Disegno di legge "Nuove disposizioni concernenti i professori e i ricercatori universitari e delega al Governo per il riordino del reclutamento dei professori universitari", approvato alla Camera il 15 giugno 2005, si associa alla valutazione negativa formulata e ribadita in questi mesi da tutte le componenti del mondo universitario.
Il DDL, privo oramai dei suoi principi informatori per l'abolizione del precedente articolo 1, non risponde assolutamente alle esigenze di riforma del sistema universitario, non risolve la necessità del rafforzamento della docenza, neppure quello del semplice ricambio, non scioglie il nodo della separazione tra reclutamento e progressione della carriera, estende la precarizzazione, determina la dequalificazione dell'insegnamento universitario, non affronta il tema dell'ampliamento della ricerca, dilata l'impegno didattico frontale dei docenti senza nessun riconoscimento, pone ad esaurimento il ruolo dei ricercatori.
Per tali motivi il provvedimento appare all'assemblea insufficiente, inadeguato, controproducente e, quindi, totalmente insoddisfacente. L'Assemblea pertanto ne chiede il ritiro, invita il Parlamento a proporre un nuovo testo che risponda realmente alle esigenze dell'Università e del Paese, auspica che nella sua formulazione vi sia finalmente un ampio coinvolgimento degli organi accademici, CRUI e CUN, ed una maggiore attenzione alle proposte delle rappresentanze sindacali della docenza.

La FLC Puglia contro il DDL

Oggi 30 giugno, delegazioni di docenti precari, lettori/cel, docenti tutti, in rappresentanza dei sindacati e delle associazioni di categoria, sono stati ricevute dagli Organi di governo - riuniti in seduta straordinaria - dei 4 Atenei pugliesi.
Congiuntamente :
- e' stato ribadito, il giudizio negativo sul ddl Moratti;
- ne e' stato chiesto il ritiro;
- e' stato rivendicato un nuovo modo di affrontare i problemi dell'Università;
- e' stato condiviso il timore che l’approvazione di questa legge renderebbe impossibile la gestione stessa delle universita’.
- e' stato confermato l'impegno di TUTTI per impedire una approvazione frettolosa del ddl in piena estate, e poter cosi’ riprendere la discussione negli Atenei.
- e' stata condivisa la proposta che su tale questione si pronunci al piu'
presto anche il CURC ( Comitato Universitario Regionale di Coordinamento ) di Puglia.
NO A UNA AFFRETTATA E AVVENTATA APPROVAZIONE
SI A PROSEGUIRE NEGLI ATENEI LA DISCUSSIONE !!!

Assemblea di Ateneo dell'Università di Firenze contro la riforma Moratti

Assemblea di Ateneo
contro la riforma Moratti della docenza
giovedì 30 giugno
dalle ore 10.30 alle 13,00.
presso l'Aula B - della Facoltà di Lettere e Filosofia in Piazza Brunelleschi
si svolgerà l'Assemblea di Ateneo del personale docente per discutere della gravità dell'approvazione alla Camera del D.D.L. Moratti per la controriforma della docenza.
L'Assemblea è aperta a tutte le componenti universitarie e in particolare agli studenti.
Il Coordinamento cittadino scuola-università Università di Firenze
Per ulteriori informazioni: Tel. 338-8871251