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Dopo l’assemblea del 25 settembre il personale ATA di Firenze e provincia rivolge un appello alle istituzioni della Repubblica

Il Personale ATA chiede di essere ascoltato per la realizzazione vera di una buona scuola.

27/09/2017
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a cura della FLC CGIL di Firenze

Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Consiglio
Al Ministro dell’Istruzione –Università-Ricerca
Al Presidente Del Senato
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente della Regione Toscana
Al Dirigente USR Toscana
Al Sindaco della Città Metropolitana

Il Personale ATA delle istituzioni scolastiche di Firenze e Provincia, riunitosi il giorno 25 settembre 2017 in assemblea sindacale, che rappresenta una delle poche possibilità di espressione e confronto, di agibilità democratica e libera, per far sentire la propria voce e confermare la propria esistenza,

rivolgono il presente Appello ai rappresentanti delle più alte istituzioni della nostra Repubblica democratica “fondata sul lavoro”.

Negli ultimi anni il personale ATA della scuola statale è stato ridotto allo stato di “lavoratore fantasma” in quanto l’art.1 comma 332 della Legge 190/2014 (finanziaria 2015) non consente la sua sostituzione anche nei casi di assenze prolungate, quali la maternità e la grave patologia, ed è stato completamente ignorato nel processo di riforma della Buona scuola previsto dalla Legge 107/2015.

Sempre nel 2015 sono stati operati tagli insopportabili agli organici tali da mettere a rischio lo stesso funzionamento delle scuole (apertura e chiusura), l’attività dei laboratori e l’azione amministrativa contabile, diventata particolarmente complessa anche a causa dell’aumento di funzioni che in precedenza venivano svolte dagli Uffici scolastici provinciali e regionali, i quali attualmente funzionano grazie al personale amministrativo e ausiliario prestato dalle scuole stesse.

È solo grazie all’impegno e alla responsabilità dei singoli lavoratori che la scuola comunque ha funzionato, senza riconoscimenti economici, accettando anche rischi personali al di là delle tutele contrattuali e, come per la vicenda estiva delle graduatorie di istituto dei docenti, rinunciando anche alle ferie.
E’ grazie ai Collaboratori Scolastici se le scuole sono state aperte, pulite, rese accoglienti e sicure per gli alunni ed è sempre grazie a loro se agli stessi studenti è stata garantita la vigilanza, l’accompagnamento, ai più piccoli l’igiene e la cura, ai deboli il supporto per superare il disagio e ai disabili l’assistenza specifica.
È grazie agli Assistenti Tecnici se sono stati aperti, organizzati e resi fruibili i laboratori per le esercitazioni delle materie professionalizzanti.
È grazie agli Assistenti Amministrativi se è stata supportata la didattica e tutte le attività progettuali tese al miglioramento dell’offerta formativa; se è stata garantita tutta l’attività contabile e amministrativa tesa all’efficienza e efficacia dell’azione amministrativa pubblica.
È grazie ai DSGA, che hanno dovuto organizzare tutti i servizi con poche risorse umane ed economiche, occuparsi di più scuole contemporaneamente senza nessun riconoscimento economico, ed affrontare il continuo aumento di complessità dei compiti amministrativi.
È grazie a tutti i profili specifici (cuochi, guardarobieri, collaboratori scolastici addetti alle aziende agrarie) se le istituzioni scolastiche ed educative hanno funzionato.

Ma il personale dice b A s T A

Gli organici hanno subito tagli così pesanti che sarà a rischio l’apertura e chiusura dei plessi scolastici e la stessa sicurezza degli alunni; l’azione amministrativa è già stata messa a dura prova per la riduzione dei posti, per l’impossibilità di sostituire il personale anche per assenze prolungate, per la complessità dei compiti amministrativi con procedure informatiche inefficienti, tempistiche improponibili e continue molestie burocratiche. L’attività laboratoriale, qualificante per gli istituti superiori, potrà non realizzarsi causa il blocco degli organici degli Assistenti Tecnici, che permane da anni nonostante l’aumento degli studenti.
Non è possibile continuare a chiedere al personale ATA una Missione Impossibile, senza alcun riconoscimento per l’aggravio di lavoro e per una professionalità acquisita sul campo senza una formazione permanente.
Il sistema scolastico è un sistema complesso e al tempo stesso delicato, proprio per la specificità delle sue finalità, ed ha bisogno della partecipazione attiva di tutto il personale; la legge 107 ignora completamente tale assunto, non avendo considerato il personale ATA quasi fosse inesistente; personale che negli anni si è conquistato un’identità e specificità professionale e non più quello NON docente che un tempo veniva classificato in modo generico con la negazione di una funzione. E’ invece fondamentale per il buon funzionamento di ogni scuola riconoscere le specificità delle funzioni ATA nel loro pieno esercizio. Nelle segreterie, nei laboratori,negli spazi della scuola a contatto con gli alunni, in collaborazione con la docenza e la dirigenza scolastica. Chi fa le leggi non può dimenticare che nelle istituzioni scolastiche esistono ruoli, oltre a quelli prettamente didattici, che concorrono al raggiungimenti degli obiettivi fissati, figure che devono essere valorizzate e che non possono essere trascurate , sottovalutate e addirittura calpestate nella loro dignità professionale come sta avvenendo tuttora.
Ed è in nome della dignità del lavoro, del rispetto dei ruoli, del riconoscimento di una funzione specifica e determinante per la realizzazione di un progetto importante quale l’educazione e la formazione dei futuri cittadini di questo paese, che il personale ATA CHIEDE DI ESSERE ASCOLTATO E RICONOSCIUTO
affinché vengano corretti gli effetti negativi della Legge 190/2014, adottati provvedimenti che integrino le dotazioni organiche decurtate e prevedano la partecipazione attiva all’organizzazione e alla vita della scuola.
Nell’immediato chiede integrazione nell’organico di fatto di tutti i posti necessari per garantire funzionalità e sicurezza.
In prospettiva, ma in tempi brevi e certi:
Organici adeguati con nuovi parametri che tengano conto delle specificità di ogni istituzione scolastica, territorialità, complessità, alunni disabili.
Cancellazione nella prossima finanziaria del comma 332, art.1, Legge 190/2014.

Il Personale ATA chiede di essere ASCOLTATO per la realizzazione vera di
UNA BUONA
SCUOLA.

Scarica l’appello in formato .pdf

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