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A proposito di responsabilità, sconcerto della FLC Firenze sulle parole del Sindaco Nardella

Necessario coinvolgere il mondo della scuola in un’ampia e ragionata discussione su ciò che sarà necessario per la riapertura.

27/05/2020
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A cura della FLC CGIL di Firenze

Abbiamo letto con sconcerto la notizia che il Sindaco di Firenze in un’intervista radiofonica avrebbe esortato lavoratrici e lavoratori della scuola a “fare un passo in avanti” e a “prendersi la responsabilità per un giorno” di “dare una soddisfazione” ai propri ragazzi, organizzando un rientro in occasione della fine dell’anno scolastico, così da “dare un senso anche al loro lavoro”.

Al Sindaco non sfuggirà certo che docenti, personale ATA e Dirigenti in questi mesi non hanno MAI smesso di “prendersi la responsabilità” di stare vicini ai propri ragazzi e, ben consci del “senso del proprio lavoro”, si sono prodigati con ogni mezzo per non far mancare la loro presenza, garantire una relazione educativa e portare avanti, nonostante tutto, attività didattiche.

Non gli sfuggirà inoltre che lavoratrici e lavoratori della scuola sono a casa non per “preoccupazione sanitaria”, bensì perché le attività in presenza sono state sospese dal Governo fin dall’inizio dell’emergenza e tale divieto è stato prorogato per tutto l’anno scolastico e per tutto il territorio nazionale, Città Metropolitana di Firenze compresa.

Il Sindaco Nardella dovrebbe sapere, tra l’altro, che al momento non esistono protocolli di sicurezza per il rientro a scuola di ragazzi, insegnanti e personale ATA (se non esclusivamente per lo svolgimento degli Esami di Stato della scuola secondaria), contrariamente a quanto è avvenuto per molti altri settori lavorativi. Pertanto, come ha affermato anche il Comitato Tecnico Scientifico, in assenza di adeguate misure di sicurezza l’ultimo giorno di scuola in presenza, ben lontano dall’essere un “passo in avanti”, costituirebbe un gigantesco “passo indietro” rispetto al contenimento del contagio e si configurerebbe come un atto totalmente irresponsabile.

Piuttosto ribadiamo al Sindaco Nardella la necessità di coinvolgere il mondo della scuola in un’ampia e ragionata discussione su ciò che sarà necessario per la riapertura a settembre e su ciò che dovrà essere messo in campo da Enti Locali, istituti scolastici, organizzazioni sindacali, associazionismo, tecnici ed esperti per far ripartire “La Scuola”, non solo come spazio fisico, ma anche come luogo di crescita culturale, sociale e civile dei cittadini del futuro.