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Stato giuridico dei docenti: la protesta delle Università

Mozione approvata dall'assemblea della CRUI del 23 giugno. Assemblea CRUI del 22 giugno 2005. Documento del Senato Accademico di Palermo. Mozione dell'Assemblea dei docenti e degli studenti della Sapienza di Roma

23/06/2005
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Mozione approvata dall'assemblea della CRUI del 23 giugno 2005

L'Assemblea Generale della CRUI riunitasi a Roma il 23 giugno 2005, presa visione del DDL sullo stato giuridico dei docenti universitari licenziato dopo un confuso iter procedurale dalla Camera dei Deputati, esprime con forza il più netto dissenso rispetto al proseguimento della discussione parlamentare di tale testo e, considerando gli effetti devastanti sulla qualità del sistema universitario che ne deriverebbero, chiede il suo abbandono o una sua radicale revisione anche sulla base delle soluzioni proposte dalla CRUI; ritiene del tutto inaccettabile la soluzione data al problema del reclutamento dei giovani che, non premiando il merito e non dando loro concrete prospettive di inserimento stabile negli Atenei in contraddizione con la Carta Europea dei diritti e dei doveri dei ricercatori, li allontana ancora di più dalle Università, contribuendo ad accentuare la "fuga dei cervelli" dal Paese; rileva come nel provvedimento siano introdotte soluzioni normative che, come la figura del professore aggregato nella formulazione proposta, contrastano con i prìncipi del riconoscimento del merito e della qualità del lavoro didattico e scientifico e adottano logiche vistosamente clientelari, penalizzando gravemente le legittime aspettative dei ricercatori universitari in servizio; sottolinea ancora una volta l'esigenza di una modifica delle norme che regolano l'attuale sistema concorsuale e di reclutamento che superi i limiti di una impostazione troppo accentuatamente localistica riaffermando la necessità di criteri di selezione rigorosi ed oggettivi che favoriscano l'inserimento e la progressione di carriera dei più qualificati e dei più motivati; ribadisce con determinazione la richiesta dell'introduzione ormai inderogabile di un sistema nazionale di valutazione indipendente ed autorevole nelle Università in grado di assicurare la promozione di logiche di efficienza e di qualificazione; denuncia infine con allarme all'opinione pubblica, al Parlamento ed al Governo del Paese, la ingestibile situazione che potrebbe verificarsi negli Atenei per l'impossibilità di garantire l'apertura di molti corsi di studio per il prossimo anno accademico in caso di una approvazione del DDL nella sua forma attuale.

Assemblea CRUI del 22 giugno 2005

Tutte le Università riunite per ribadire il no al DDL sullo Stato giuridico
Gli organi collegiali di tutte le Università italiane si riuniranno il 30 giugno per chiedere, sulla base di un documento congiunto, il ritiro del Decreto Legge sullo Stato giuridico dei docenti. Conferenze stampa indette con le istituzioni del territorio confermeranno la visione condivisa sulla necessità di un nuovo modo di affrontare i problemi dell’Università.
E’ quanto concordato oggi nel corso dell’Assemblea Generale della CRUI che ha ribadito il più netto dissenso al proseguimento del dibattito parlamentare sulla riforma dello Stato Giuridico.
I Rettori ricordano che l’unico modo di affrontare la questione è partire da un sistema di valutazione indipendente e autorevole, e da una riforma dei concorsi che riaffermi criteri di selezione rigorosi e oggettivi. Le conseguenze dell’approvazione della legge così come è attualmente renderebbero impossibile, infatti, l’attivazione di molti corsi di studio per il prossimo accademico e la gestione stessa degli Atenei.

Roma, 23 giugno 2003

Documento del Senato Accademico di Palermo

Il Senato Accademico di Palermo riunitosi oggi in seduta straordinaria per trattare l'unico punto all'odg riguardante il testo del DDL Moratti sullo stato giuridico dei docenti universitari approvato alla Camera, all'unanimità ha espresso pieno dissenso nei confronti del DDL e ha fatto propria sia la mozione della CRUI sia la lettera aperta al Rettore firmata da una forte rappresentanza dei Ricercatori di Palermo (225 firme). Il Rettore ha anche manifestato l'intenzione di trasmetterla alla CRUI ed è stata trasmessa alla stampa locale nella conferenza stampa che si è tenuta dopo la seduta del Senato.

Lettera aperta al Rettore dell'Università di PALERMO
Magnifico Rettore,
I ricercatori di questo Ateneo, che negli ultimi vent'anni hanno contribuito con professionalità e spirito di sacrificio ad elevare la qualità della didattica e della ricerca, sono profondamente indignati per il testo del DDL sullo stato giuridico dei docenti universitari licenziato dalla Camera dei Deputati.
Il DDL 4735, già negativo nella versione originaria, nella versione approvata non solo lede la dignità dei ricercatori ma è offensivo per l'intero comparto della docenza universitaria e tende a scardinare l'Università pubblica statale di qualità.
I ricercatori di questo Ateneo, pertanto, chiedono a tutti i componenti di questo Senato Accademico, appoggio, solidarietà e riconoscimento del loro ruolo insostituibile per la stessa sopravvivenza di molti corsi di Laurea.
Si associano al documento della CRUI e chiedono al Magnifico Rettore di inoltrare questa stessa lettera alla prossima seduta CRUI.
Infine, i ricercatori di questo Ateneo dichiarano di essere decisi a ritirare la disponibilità a ricoprire incarichi di insegnamento e a non presentare domanda per ottenere il poco gratificante titolo di professore aggregato nel caso in cui il DDL venisse approvato nell'attuale o analoga forma.
Cordialmente
Una forte rappresentanza dei Ricercatori dell'Università di Palermo

Mozione dell'Assemblea dei docenti e degli studenti della Sapienza di Roma

L'Assemblea dei docenti e degli studenti della Sapienza di Roma, riunita il 23 giugno, si associa alla valutazione negativa dei contenuti del DDL sullo stato giuridico dei docenti universitari, già espressa in questi ultimi mesi da tutte le componenti del mondo universitario; in particolare, giudica negativamente:
1) l'estensione della precarizzazione, già affermatasi in altri settori del mondo del lavoro, all'università;
2) la completa dequalificazione della didattica, di fatto nettamente separata dalla ricerca ed orientata esclusivamente in senso professionale.
L'Assemblea ribadisce, pertanto, la propria netta opposizione al DDL, approvato alla Camera il 15 giugno 2005, e ne chiede con forza l'immediato ritiro.
In questo difficile momento per l'università pubblica, ritiene necessaria una forma di protesta che coinvolga tutte la istituzioni universitarie. In particolare, chiede alla CRUI, di intraprendere iniziative drastiche e coerenti con le sue recenti prese di posizione contro il DDL, che possano prevedere anche le dimissioni di tutti i Rettori delle università italiane.

Roma 23 giugno 2005

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