FLC CGIL
Elezioni RSU 2022, candidati con la FLC CGIL

http://www.flcgil.it/@3958667
Home » Notizie dalle Regioni » Sicilia » Palermo » Palermo: riparte la Scuola del Popolo CGIL

Palermo: riparte la Scuola del Popolo CGIL

Dal 6 ottobre è ripresa l'attività all'esterno con la presentazione del libro “Una divisa per Nino. Il fascismo narrato ai bambini” di Francesca La Mantia.

09/10/2020
Decrease text size Increase  text size
La Scuola del Popolo della Cgil Palermo ha ripreso, lo scorso 6 ottobre, la sua attività all'esterno con la presentazione del libro “Una divisa per Nino. Il fascismo narrato ai bambini” di Francesca La Mantia, casa editrice Gribaudo.
L'evento si è svolto oggi presso l’ICS " Sperone - Pertini" - Palermo, in via Nicolò Giannotta, 4. Sono intervenuti la dirigente scolastica Antonella Di Bartolo, la coordinatrice della Scuola del popolo Giuliana Spera, il segretario generale FLC CGIL Palermo Fabio Cirino, il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo e l’autrice Francesca La Mantia.
“Rilanciamo l'attività della Scuola del Popolo, che si era interrotta per la pandemia, verso l'esterno, in un istituto scolastico, proponendo come tema il fascismo. Pronti a ripartire con la programmazione di lezioni e corsi nella sede della Cgil quando ci saranno nuovamente le condizioni” dichiarano il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo e il segretario generale FLC CGIL Palermo Fabio Cirino, che interverranno all'incontro con l'autrice e la dirigente scolastica dell'ICS " Sperone - Pertini" - Palermo Antonella Di Bartolo. “Abbiamo voluto proporre il libro Una divisa per Nino alle scuole, partendo dalle fasce più giovane della popolazione studentesca, per aiutare i ragazzini a capire cosa sono la violenza, l'arroganza, la sopraffazione dei più deboli e veicolare messaggi positivi da opporre come la fratellanza, la solidarietà, il rispetto degli altri, la democrazia. È importante partire dai bambini per insegnare quanto sia urgente il bisogno di libertà e a ribellarsi sempre alla violenza e alla costrizione”.
Lo scopo della pubblicazione è quello di narrare il fascismo ai bambini. I capitoli sono accompagnati dalle illustrazioni di Matteo Mancini e in un'appendice finale vengono raccontati i fatti principali in Italia durante il regime del duce, quali la guerra d’Etiopia, la scuola fascista, la figura di Mussolini e la sua propaganda.
“Si tratta di un testo semplice ed efficace, che spiega in maniera lineare quello che è stato il fascismo, attraverso gli occhi e la storia di un bambino oggi novantenne – aggiunge Fabio Cirino - Un piccolo romanzo di formazione dove il personaggio, affascinato dalla figura del duce, scelto per per partecipare alla parata, alla fine non può parteciparvi perché si addormenta con la divisa della festa e fa la pipì addosso, bagnandola tutta. Assiste alla parata da lontano ma quando passa Mussolini, in quel momento si innamora della bambina che gli sta accanto. E dall'amicizia con un altro bambino punito, di nome Gabriele, e con il padre di Gabriele, l'antifascista Ruggerini, che gli insegna che le biciclette rotte si riparano, che le cose quando non vanno si aggiustano, inizia un percorso di maturazione in cui sarà lui stesso a rifiutare di indossare la divisa, ribellandosi al regime”.
Il libro è stato adottato in numerose scuole di Palermo. Per la prima volta, dopo una presentazione via streaming nel periodo del Covid con gli studenti di una scuola di Bagheria, viene presentato in una scuola di Palermo alla presenza degli alunni. “È un libro che ha un forte impatto e sono contenta che venga presentato alla Pertini, con una preside combattiva, che sta conducendo un'azione educativa importante dentro e fuori la scuola - dice l'autrice, Francesca La Mantia, docente, scrittrice e sceneggiatrice palermitana – Anche se è ambientato nel 1936, durante la campagna d'Etiopia, è un libro che rimanda all'attualità parlando di violenza, sopraffazione e razzismo. Come i bambini dello Sperone, che vivono in un contesto sociale difficile, dove domina il modello dell'illegalità e della sopraffazione, Nino vive in un periodo difficile, è una persona chiusa, è affascinato dal fascismo, come la società gli impone, e cerca di diventare un perfetto figlio della lupa. Trova poi nell'insegnamento di un adulto, nell'amicizia con un bambino diverso da lui e nell'amore non corrisposto con una compagnetta di scuola, la capacità di pensare, di acquisire senso critico, di riconoscere le cose giuste dalle sbagliate. Quando capisce il valore della libertà, della pace, della ribellione, impara a essere diverso dagli altri, e la sua imperfezione diventa arma vincente per non indossare più la divisa che lo costringeva a una non libertà di pensiero”.