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Università di Messina: l'assemblea di ateneo approva un documento

Si chiede al rettore un confronto pubblico nel quale chiarire scopi e motivi dell'istituenda fondazione.

26/10/2012
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A cura della FLC CGIL Messina

L'assemblea di Ateneo che si è tenuta il 25 ottobre a Messina nell'ambito della settimana nazionale di mobilitazione ha stigmatizzato l'atteggiamento degli organi di governo dell'università.

Senato Accademico, Consiglio di Amministrazione e Rettore, sebbene in scadenza, e con una dubbia legittimità rispetto alla validità del mandato, in questi mesi hanno elaborato un progetto di Fondazione, che sposta risorse, strumenti e finanziamenti pubblici su un soggetto di diritto privato.

Tutto ciò è avvenuto, nelle segrete stanze, senza alcun dibattito interno o esterno all'ateneo, sottraendo alla comunità accademica il dovuto confronto su un tema così centrale per il futuro di una delle università più antiche del nostro Paese.

Alla fine dell'assemblea, ANDU, Comitato Nazionale No.Proroga.Rettori, CoNPAss, FLC CGIL e RETE29Aprile hanno stilato un documento in cui si chiede al Rettore di rendere conto di queste scelte all'Università e alla città.

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ANDU, Comitato Nazionale No.Proroga.Rettori, CoNPAss, FLC CGIL, RETE29Aprile

Comunicato
Assemblea di ateneo
per salvare e rilanciare l'università

Si è tenuta Giovedì 25 ottobre 2012, ore 10.00, presso l’Aula ex Mineralogia dell’Università di Messina, l’Assemblea di Ateneo nell’ambito della SETTIMANA NAZIONALE DI DIBATTITO E MOBILITAZIONE per salvare e rilanciare l’Università pubblica.

L’Assemblea è stata promossa dalle Organizzazioni e Associazioni universitarie ANDU, Comitato Nazionale No.Proroga.Rettori, CoNPAss, FLC-CGIL, RETE29Aprile.

L'Assemblea approva il documento di indizione della settimana di mobilitazione.

In particolare, l'università di Messina, assieme agli altri atenei, ha visto drammaticamente aggravarsi la propria condizione, a seguito di una serie di provvedimenti, da ultimo quello sulla spending review, che si è tradotta nei soliti tagli lineari privi di qualsiasi razionalità.

La Legge 240/2010 ha introdotto statuti che hanno visto il ridursi degli spazi democratici e di partecipazione, gestiti, nella loro fase di transizione, da rettori in scadenza e mantenuti “in sella” da proroghe che hanno privato il corpo elettorale della possibilità di potersi esprimere.

La transizione all'Università di Messina, ha portato alla paralisi amministrativa e gestionale per la mancata nomina del Direttore Generale e dei Segretari di Dipartimento.

L'Assemblea stigmatizza, inoltre, le scelte operate dal Consiglio di Amministrazione dell'Università di Catania riguardanti le scellerate linee guida comportamentali del Consiglio di disciplina, che si aggiungono alle contestate scelte sull'uso degli spazi dell'Ateneo.

Il dibattito si è particolarmente incentrato sulla realizzazione della Fondazione Università di Messina, deliberata di recente dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione.

L’Assemblea ha espresso il forte convincimento che attraverso lo strumento della fondazione si giunga di fatto ad una privatizzazione dell’università. Infatti, ingenti risorse e beni pubblici vengono trasferiti alla fondazione, che opererà con gli strumenti privatistici previsti dal Codice Civile e senza alcuna trasparenza nei processi decisionali. Il tutto si è concretizzato tenendo all’oscuro gli studenti, la Comunità Accademica e il personale tecnico-amministrativo.

Forte preoccupazione è stata espressa per le possibili ricadute occupazionali di fronte allo svuotamento di interi settori istituzionali dell’università.

Ci si chiede se sia legittimo che su un argomento così importante siano chiamati a deliberare organi (Senato Accademico, Consiglio di Amministrazione e Rettore) sulla cui permanenza in carica si ritiene sussistano forti dubbi.

Per tutte queste ragioni, l'assemblea si riserva di approfondire la coerenza tra gli scopi della fondazione e la legislazione vigente. Nel frattempo, si chiede la sospensione della delibera di costituzione della fondazione e che siano resi pubblici gli atti istitutivi della fondazione deliberati dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione.

L'assemblea chiede al rettore un confronto pubblico in assemblea di ateneo per chiarire alla comunità accademica e alla città scopi e motivi dell'istituenda fondazione.

Messina 25 ottobre 2012