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Formazione professionale: Sicilia, tre giorni di mobilitazione per chiedere riforma e soluzione problemi settore

Il 20-21-22 ottobre 2014 tre iniziative organizzate dalla FLC CGIL regionale.

11/10/2014
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A cura della FLC CGIL Sicilia

Tre iniziative di mobilitazione sono state decise dalla FLC CGIL Sicilia a sostegno della vertenza Formazione professionale, per chiedere una vera riforma del settore e risposte per  lavoratori. Il 20 ottobre ci saranno manifestazioni a Palermo, Catania e Messina e in altre città; il 21 ottobre una delegazione di lavoratori terrà un sit in davanti il ministero al Lavoro e  davanti a quello dello Sviluppo economico; il  22 ottobre la mobilitazione culminerà in una manifestazione regionale davanti palazzo D’Orleans.

Il calendario di proteste è stato deciso nel corso di un attivo regionale della FLC CGIL che ha definito anche  le linee guida della piattaforma rivendicativa del sindacato. “Vogliamo - dice Giusto Scozzaro, segretario generale della FLC CGIL Sicilia - coinvolgere la città e l'Anci su una vertenza che travalica i confini di categoria per le ricadute sociali che ha, se si considera che circa 10.000 giovani siciliani attendono la partenza dei corsi per assolvere l'obbligo scolastico. Chiediamo anche - aggiunge - l’apertura di un tavolo ministeriale affinché il governo Crocetta non si dia più alibi e si assuma le sue responsabilità”.

“Questa vertenza - aggiunge Monica Genovese, della segreteria della CGIL Sicilia - è in cima alla piramide delle vertenze siciliane ed è lo specchio dell'incapacità e dell’inettitudine di un governo regionale a cui sfugge l’importanza di un settore strategico e che non tiene in conto la drammaticità  della condizione di 8.000 lavoratori ai quali in queste ore vengono recapitate le lettere di licenziamento”. 

Per la FLC CGIL sono necessari e urgenti:  il tavolo nazionale di crisi con i ministri del lavoro e dello sviluppo economico; la decretazione delle intese istituzionali per la concessione della cig in deroga; un nuovo e rafforzato assetto della pianta organica del dipartimento formazione professionale per gestire tempi e procedure normalizzati; un tavolo con governo e amministrazione per definire i contorni del nuovo bando triennale a valere sulla nuova programmazione; un piano pluriennale di aggiornamenti e riconversione del personale senza incarico; un sistema di vigilanza costante sui requisiti di accreditamento.