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Università di Catania, Statuto: FLC CGIL in campo per garantire partecipazione democratica

Libertà ed autonomia sono principi irrinunciabili che l'applicazione della "riforma" Gelmini tende ulteriormente a comprimere.

15/07/2011
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A cura della FLC CGIL Catania

Il 14 luglio 2011, in occasione dell'apertura dei lavori del Senato accademico per l'approvazione del nuovo Statuto dell'Ateneo catanese, la FLC CGIL di Catania assieme alla CGIL e alle rappresentanze dei lavoratori e degli studenti dell'Ateneo, ha partecipato alla conferenza stampa ed al sit-in di piazza Università, per dare voce al forte disagio generale e rendere partecipe la cittadinanza tutta della grande preoccupazione per la situazione dell'Università statale a Catania e in Italia a seguito dell'applicazione, spesso anche peggiorativa, della cosiddetta "riforma" Gelmini.

La redazione degli Statuti, infatti, nella maggior parte dei casi, non tiene conto dei principi di partecipazione democratica, delineando una Università fortemente verticistica e comprimendo ulteriormente gli spazi di libertà ed autonomia garantiti dalla Costituzione.

In questo quadro la FLC e la CGIL ribadiscono alcuni principi fondamentali e irrinunciabili:

  • Gestione democratica e partecipata degli atenei
  • Autonomia e indipendenza della ricerca e della didattica
  • Stabilizzazione del personale precario
  • Diritto allo studio             
  • Finanziamento del sistema universitario
  • No alla chiusura selvaggia delle facoltà (vedi Lingue a Catania)
  • No alle ingerenze dei privati nelle politiche di gestione degli atenei.

A difesa di questi principi la FLC e la CGIL di Catania hanno messo in campo assemblee e iniziative ad ogni livello e saranno vigili e attente affinché l'Università di Catania possa rimanere partecipe dei processi, anche dialettici, di democrazia, nonché mantenere il suo ruolo propulsivo per tutto il territorio della provincia e il suo ruolo, fondamentale e non derogabile, di agenzia formativa delle giovani generazioni, classi dirigenti del futuro del nostro Paese.