FLC CGIL
Testo CCNL Istruzione e Ricerca

http://www.flcgil.it/@3897940
Home » Notizie dalle Regioni » Sicilia » Catania » Sciopero 24 novembre 2012: il popolo della scuola scende in piazza a Catania

Sciopero 24 novembre 2012: il popolo della scuola scende in piazza a Catania

Più di 20.000 studenti e lavoratori della scuola in piazza.

24/11/2012
Decrease text size Increase  text size

A cura della FLC CGIL Catania

Grandiosa manifestazione oggi a Catania in occasione dello sciopero della FLC CGIL. Più di 20.000 in piazza. Una giornata calma, quasi estiva. Il sole ha sorriso sul corteo che si è snodato per chilometri attraverso le principali vie della città.

Un grande corteo colorato, vivace ma composto. Un grande respiro unico nella consapevolezza della gravità della situazione in cui versa la nostra scuola pubblica affossata da anni di tagli selvaggi e volontà criminale di distruzione del bene più grande per i nostri figli.
Ed erano lì i nostri figli, a migliaia, di ogni scuola della provincia, con i loro cartelli ironici ma seri e intelligenti, con i loro striscioni colorati e urlanti giustizia, con i loro slogan scanditi e la loro musica.
Studenti medi usciti dalle scuole occupate e decisi a riprendersi la “loro” scuola.
E, assieme a loro, gli insegnanti. Finalmente in tanti, in tantissimi.
Con l’orgoglio di chi sa di essere la colonna di uno stato civile, di chi non si sente fannullone o inutile, di chi sa che, nonostante tanto accanimento, è riuscito a non fare morire quella scuola pubblica, casa di tutti e che ancora offre dignità e pari opportunità a tutti.

Tante le scuole chiuse o semivuote, tanti coloro che non hanno rinunciato ad una sacrosanta protesta nonostante il ritiro dei loro sindacati di riferimento.
Segno che ormai la misura è colma e che non si potranno più chiedere pazienza e sacrifici ai lavoratori della scuola. Né a quegli studenti confusi da riforme a perdere e costretti a studiare in situazioni di continua emergenza.
A dimostrazione di ciò, altre piazze stracolme e altri cortei in molti centri della provincia. Anche lì docenti e studenti assieme.
Tutti a dire BASTA!
Perché il ministro e il governo sappiano che è davvero ora di dire BASTA!