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Lettori e CEL di madrelingua: qualcosa si muove anche a Catania

Il 7 giugno si è svolta a Catania l’assemblea unitaria per i lettori/CEL di madrelingua.

14/06/2013
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Il 7 giugno si è svolta a Catania l’assemblea unitaria per i lettori/CEL di madrelingua, con la presenza della segretaria nazionale Joëlle Casa.

Il cambio del rettore apre uno spiraglio di speranza alla categoria e ai sindacati.

Insieme si spera di poter trovare un interlocutore attento e giusto.

La scelta della precedente amministrazione che ha deciso unilateralmente di abbassare gli stipendi, anche dopo sentenze passate in giudicato, grida vendetta.

Sono perfino riusciti a peggiore la legge Gelmini, quella appena bocciata dai giudici del lavoro di Cassino.

Noi quindi rimaniamo fermi sulle nostre posizioni, rispetto alle leggi e ai diritti, e ci auguriamo che il nuovo rettore possa riprendere in mano la situazione e riportare la normalità nel suo Ateneo.

Questo per il bene dell’Ateneo, dei suoi studenti e della categoria.

Noi ci aspettiamo l’apertura di un tavolo e il ripristino della legalità.

Un paese nel quale si rispettano le persone ed i diritti è un paese sano che può guardare senza paura al futuro, affrontare le crisi ed uscirne a testa alta.

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FLC CGIL, CISL Università, UIL RUA e SNALS Università

Le Segreterie delle rispettive sigle, unitariamente, hanno convocato per il giorno 07 giugno 2013 l’assemblea specifica relativa alle problematiche di Lettori e Cel. Oltre ai Segretari delle sigle era presente Joëlle Casa della Segreteria Nazionale FLC CGIL. Di seguito la sintesi dell’assemblea in questione.

Giudichiamo positivamente la disponibilità del nuovo rettore verso una riapertura di dialogo tra amministrazione, sindacati e quindi a tutela dell’intera categoria dei lettori/CEL di madrelingua.

Appare urgente uno scambio di informazioni tra le parti partendo dalla professionalità e dalle competenze dei lettori/CEL e dal loro contributo alla qualità dell’offerta formativa, quale garanzia del mantenimento dei parametri europei per l’insegnamento delle lingue in questo prestigioso ateneo.

La legge Gelmini è stata denunciata, tempo fa, alla Commissione europea per caratteristiche discriminatorie verso dei cittadini europei. Inoltre, lo stesso Presidente della Repubblica aveva fatto rilevare al governo Berlusconi gli aspetti anticostituzionali di tale articolo, suggerimenti ignorati dal governo Berlusconi. 

Oggi scontiamo questa grave mancanza perché, come sappiamo, il Presidente della Repubblica, seppur garante della Costituzione, ha ambiti precisi e limitati di azione oltre ai quali non può andare.

Questo tuttavia non giustifica il provvedimento messo in atto da questa università che va ben oltre l’’ambiguità della legge, atto che giudichiamo una grave “violenza” nei confronti dell’intera categoria. Speriamo quindi che si riprenda con serenità uno scambio ed un confronto rispettoso dei propri ruoli e delle proprie responsabilità mettendo reciprocamente a disposizione esperienza e conoscenza, forti della presenza di un nuovo rettore disposto ad un confronto democratico. 

La ministra Carrozza ha sicuramente esposto al Rettore un disagio rispetto all’articolo di legge in questione in quanto informata, un minuto dopo il suo insediamento, della gravità della situazione denunciata alla Commissione europea qualche mese fa e comunicata recentemente al Presidente del Consiglio Letta, ai Presidenti delle camere, al Presidente della Repubblica. Anche le commissioni parlamentari di competenza sono state informate.

La posizione espressa dai sindacati durante l’assemblea è stata condivisa dai Lettori e CEL presenti che, nonostante tutto, hanno dimostrato grande spirito di collaborazione e di voglia di crederci.

Su questa strada pensiamo che si debba proseguire.

Al centro del nostro percorso condiviso due punti fondamentali:

  • I Lettori e Cel di madrelingua sono una unica categoria quindi con stessa professionalità che va valorizzata nell’interesse dell’ateneo stesso.
  • Occorre riaprire un tavolo di confronto per un nuovo contratto integrativo d’ateneo basato sulle sentenze della CGE e sulla legge 63 del 2004 per evitare di riaprire nuovi contenziosi e favorire un’attività didattica e formativa serena e proficua.