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A Terralba nasce la prima Student Town proposta dalla Cgil

Un nuovo modello con più tempo passato a scuola, servizio mensa, aiuto nello studio ma anche supporto nello sport e nelle espressioni artistiche

03/03/2020
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Questa idea nacque 25 anni fa, proposta dalla CGIL e UIL scuola di Oristano e fortemente voluta dai sindaci di Terralba, Uras, S.N. Arcidano, Marrubiu e Arborea e dalla stessa provincia di Oristano. Una scuola ed un edificio pensato per diventare un "campus", la cui attività doveva venire finanziata dagli Enti Locali per avere una scuola di eccellenza. Grazie al protagonismo delle due organizzazioni sindacali di allora, venne finanziato e costruito un edificio per una nuova scuola secondaria superiore. Purtroppo tutto si fermò con l'inaugurazione del nuovo edifcio, perdendo   traccia dell'idea iniziale. Ma il progetto originario, proposto dalla Cgil Scuola di allora, è stato rilanciato dalla CGIL Sarda che è riuscita a rimettere allo stesso tavolo tutte le forze vive del terralbese. Ieri, finalmente dopo 25 anni, è avvenuita la conferenza stampa di presentazione della Student Town di Terralba e del protocollo firmato dai protagonisti.

L'obiettivo è semplice: più tempo passato a scuola, servizio mensa, aiuto nello studio ma anche supporto nello sport e nelle espressioni artistiche. Un nuovo modello di scuola con l'arrivo di coach a disposizione degli studenti che agiscono, però di supporto al collegio dei docenti (modalità organizzativa probabilmente prima in Italia). Corsi di autodifesa e autodeterminazione, fotografia e tanto sport. Nessuna interferenza con attività didattica del mattina, ma tutto concentrato nel pomeriggio e solo per chi volontariamente aderisce. Un investimento, certo, ma anche modello di attività che agisce contro la dispersione scolastica in una regione che vanta un triste record in Italia. Un modello di partenariato unico, in cui la comunità locale interagisce e investe nel proprio futuro.

La Cgil Sarda, coinvolgendo la FLC territoriale, regionale e nazionale, ha così avviato una contrattazione sociale e territorile che ha coinvolto la Scuola, Cisl e Uil e gli Enti locali mettendo al centro dell'attenzione proprio l'istruzione come elemento fondamentale e volando per lo sviluppo. Cardine del progetto l'istituzione di un tavolo partenariale territoriale che vede coinvolte tutte le forze sociali nel governare e cercare le risorse economiche, nel monitorare il progetto e curare l 'istituzione di un'anagrafe degli studenti: nessuno deve perdere opportunità di crescita culturale e sociale. Ma questo è solo un primo passo. Il progetto, seguito dalla Cgil Nazionale, dalla Fondazione Di Vittorio e dalla FLC Nazionale, deve ora espandersi con un obiettivo ancora più ambizioso: utilizzare la conoscenza come strumento di crescita organica del territorio per il suo rilancio assecondando, stimolando e valorizzando consapevolezza e opportunità oggi inespresse. Conoscenza, quindi, non strumento forzato ai bisogni della produzione ma essa stessa creatrice di modelli di sviluppo possibile e ecocompatibile. Una maniera, in ultima analisi, di declinare l'impegno confederale della Flc nella contrattazione sociale territoriale inclusiva che la Cgil promuove in tutto il territorio.