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Precari del CNR: in Puglia la mobilitazione continua

Il 15 dicembre un gruppo di ricercatori precari pugliesi si sposterà nella capitale per rivendicare la stabilizzazione.

14/12/2017
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A cura della FLC CGIL Puglia

Venerdì 15 dicembre un nutrito gruppo di ricercatori precari pugliesi che da numerosi giorni occupano le sedi del CNR di Bari e Lecce si recheranno a Roma con altre centinaia di ricercatori precari di tutta Italia per reclamare le risorse necessarie nella legge di stabilità alla loro stabilizzazione. Le ragioni della mobilitazione sono legate all’applicazione della legge Madia per il superamento del precariato storico nella pubblica amministrazione e negli enti pubblici di ricerca.

Il fenomeno del precariato, infatti, negli EPR e nel CNR (il più grande in Italia) in particolare, ha raggiunto dimensioni allarmanti. Su oltre 11.500 dipendenti dell’Ente, attualmente 4.500 sono precari. Di questi 2.600 potrebbero beneficiare della suddetta norma - 1.300 hanno i requisiti previsti dal comma 1, art. 20, del DLgs 75/2017 (Madia) e 1.300 hanno i requisiti previsti dal comma 2, della stessa legge.

La manifestazione è stata organizzata in occasione della discussione presso la Commissione Bilancio della Camera, degli emendamenti alla Legge di Stabilità 2018, fra i quali vi sono anche quelli riguardanti le stabilizzazioni negli EPR.

Particolare attesa vi è fra i precari per l’approvazione dell’emendamento proposto, come primo firmatario, dal deputato pugliese Dario Ginefra, grazie anche al lavoro di mediazione svolto dalla FLC CGIL Puglia.

Nella mobilitazione in corso a Bari, oggi, la FLC CGIL Puglia ha organizzato un’assemblea straordinaria presso l’Area di Ricerca “occupata” del CNR di Bari, coordinata da Gioacchino Carella, FLC CGIL CNR, nel corso della quale è intervenuta la Segreteria generale CGIL Bari Gigia Bucci, per esprimere la solidarietà alla vertenza dei precari da parte di tutta la CGIL.

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