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Lecce: appello della FLC ai parlamentari salentini per l'università e la ricerca pubblica

La FLC CGIL di Lecce rivolge ai parlamentari salentini e a tutti gli esponenti del mondo politico un appello per un impegno concreto.

22/03/2016
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Dall'ultimo decennio ad oggi l'università e tutto il comparto ricerca hanno subito tagli ingenti al finanziamento ordinario, che hanno causato danni all'intero sistema pubblico della conoscenza.

Gli effetti disastrosi di tali tagli sono stati accentuati anche dalle leggi che hanno riformato l'università, dalla  Moratti alla Gelmini. Sono stati evidenziati, inoltre, in un rapporto della Fondazione Res, “Nuovi Divari: un'indagine sulle università del Nord e del Sud” che conferma la gravissima situazione del sistema universitario, già nota a tutta la comunità accademica italiana, in particolare nel Mezzogiorno d'Italia. Appare tardiva la posizione assunta dalla CRUI, attore di primo piano, in questi anni, nella conduzione delle politiche universitarie italiane.

La legge Gelmini ha introdotto, tra i criteri per accedere al finanziamento, il "merito" degli Atenei, ovvero, più un ateneo raggiunge risultati eccelsi in termini di prodotti (?) più viene finanziato dallo Stato o, meglio, meno viene de-finanziato. La logica della VQR, ovvero del sistema della valutazione della qualità della ricerca, in questi ultimissimi mesi boicottato dai docenti stessi, è esattamente quella punitiva.

La valutazione viene utilizzata strumentalmente per aggredire alla base il più alto sistema pubblico della conoscenza, privandolo dei finanziamenti necessari per il suo funzionamento. E questa logica mostruosa ha penalizzato ancora di più le università meridionali causando un divario fra nord e sud, fra quelle inserite in un tessuto industriale produttivo e quelle povere di legami con industrie ed imprese ed inserite in territori dalle caratteristiche sociali ed economiche differenti e, quindi, non polarizzate esclusivamente sulla Mission, divenuta obbligatoria (secondo alcune linee di pensiero), del trasferimento tecnologico.

Uno degli effetti più drammatici è stata la diffusione di un precariato strutturale e continuo tra i ricercatori. E' stata soppressa la figura del Ricercatore a tempo indeterminato per far posto al ricercatore a tempo determinato e, come se non bastasse, sono proliferate  forme contrattuali parasubordinate e collaborazioni occasionali prive delle più elementari tutele sociali e previdenziali. E' dell'ultima legge di stabilità la negazione dell'indennità di disoccupazione, DIS-COLL, a tutti i precari della ricerca: sono rimaste fuori quelle figure che più di altri popolano le università ovvero assegnisti di ricerca e dottori di ricerca.

L'Università del Salento conta circa 1000 precari della ricerca, come emerso dal censimento dei ricercatori precari relativo all'anno 2013-14 condotto dalla FLC CGIL di Lecce. 1000 persone, 1000 vite senza la prospettiva di un futuro stabile costrette alla precarietà ormai strutturale perché il settore in cui hanno scelto di lavorare,  certamente molto impegnativo, non consente loro di sperare in una vita dignitosa e libera dai condizionamenti della sopravvivenza economica.

La FLC CGIL di Lecce rivolge ai parlamentari salentini e a tutti gli esponenti del mondo politico un appello per un impegno concreto sui seguenti temi, al fine di scongiurare la fine delle Università pubbliche e statali del Meridione:

  1. rifinanziamento del sistema pubblico e statale della conoscenza, università e ricerca, che recuperi i tagli avviati nel 2008;
  2. esclusione dei finanziamenti alla Ricerca ed alle Università dall'applicazione del Pareggio di Bilancio, ART. 81 della costituzione e successivi decreti legislativi. Francia e Germania per gli investimenti in questi settori lo hanno fatto. Riteniamo che questo sia indispensabile se si voglia mantenere in questo paese un sistema di istruzione accessibile a tutti;
  3. avvio di un piano ordinario di finanziamento della ricerca di base, seguito da un piano straordinario di reclutamento di ricercatori nelle università e negli enti di ricerca;
  4. estensione delle tutele per la disoccupazione (DIS-COLL) a tutti precari della ricerca.

Confidando nella sensibilità ed in un cogente impegno di tutti i parlamentari salentini ed esponenti del mondo politico, nell'interesse del Paese e del mondo della conoscenza, si attende un puntuale riscontro al presente appello.

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