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Edilizia scolastica: Molise, è politica miope rincorrere l’emergenza

Il territorio molisano è ad alto rischio sismico. La FLC CGIL chiede che l’edilizia scolastica diventi una priorità del governo nazionale e regionale.

25/01/2016
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A cura della FLC CGIL Molise

Il verificarsi di episodi sismici degli ultimi giorni ha causato una rinnovata attenzione al problema dell’edilizia scolastica in Molise. In particolare, ha suscitato clamore il grido di allarme del Consigliere nazionale dei geologi, secondo il quale il 70% delle scuole molisane è a rischio sismico. Si tratta di dati che non ci stupiscono e che abbiamo più volte denunciato alle autorità competenti, chiedendo che fossero garantiti agli alunni ed ai lavoratori della scuola, ambienti a norma, sicuri e confortevoli.

Basti ricordare il Convegno “A scuola, sicuri”, organizzato dalla FLC CGIL Molise nel 2012 a distanza di 10 anni dal sisma che il 31 ottobre 2002 seppellì sotto le macerie 27 bambini ed una maestra nella scuola di S. Giuliano di Puglia. In tale occasione, dati alla mano, denunciammo come nei plessi molisani risultava che il 91,4% degli edifici non era stato progettato con normativa antisismica, il 94% era privo di relazione di conformità, l’84,6% non aveva il certificato di relazione geotecnica.

Poco o nulla è cambiato da allora, tranne il riaccendersi della paura in virtù dello sciame sismico che ha ridestato sopite preoccupazioni. Inutile negarlo: le ingenti risorse pubbliche che sono piovute in Molise per quella tragedia si sono perse in mille rivoli, costruendo spesso edifici oggi con pochi alunni, mentre potevano essere destinate per ridisegnare il sistema pubblico d’istruzione regionale e per mettere in sicurezza gli edifici individuati come sedi delle istituzioni scolastiche dimensionate. Così non è stato.

Sappiamo tutti che i terremoti non si possono prevedere, ma è possibile prevenirne gli effetti. In tal senso, riteniamo sbagliato che gli accertamenti sulla vulnerabilità degli edifici siano commissionati solo “a campione”, in seguito alla legittima pressione di genitori giustamente allarmati, previa minaccia di un’astensione di massa dalle lezioni. Il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, organo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in data 16 gennaio 2016 ha invitato a “verificare la vulnerabilità degli edifici strategici e delle scuole”. Pertanto, sarebbe opportuno che le Autorità competenti diano risposte alle tante domande che circolano in questi giorni nelle scuole, tra i genitori e tra il personale scolastico. Ne riportiamo qualcuna: quali tipi di verifiche sono state approntate per tutti gli altri edifici “attenzionati” dalla Protezione Civile Nazionale? Possono bastare gli ordinari sopralluoghi tecnici effettuati, che hanno solo escluso danni alle strutture causati dal recente sisma? Ed ancora, quali misure si pensa di predisporre, nel caso di esito negativo degli accertamenti richiesti?

Non possiamo certo pensare che i “doppi turni” o la collocazione temporanea in edifici privati diventi la regola! Gli studenti e gli operatori scolastici hanno bisogno di spazi adeguati e tempi distesi per studiare, lavorare e programmare le attività didattiche. Riteniamo che sia necessaria la costituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti a livello regionale per realizzare una pianificazione dell’offerta formativa che tenga conto anche delle strutture esistenti, una conseguente mappatura definitiva degli edifici scolastici, una programmazione degli interventi necessari nel breve e nel medio periodo per costruire nuovi edifici o mettere a norma quelli esistenti. Andranno individuate le priorità di azione sulla base delle risultanze dell’Anagrafe regionale scolastica, di cui più volte la Regione Molise ha annunciato l’Istituzione, e che a breve speriamo sia finalmente attiva.

Resta l’esigenza di un piano nazionale per l’edilizia scolastica che vada oltre le misere risorse fino ad ora stanziate, in cui collocare una seria programmazione regionale, con i fondi necessari da reperire nell’immediato, anche rinunciando ad altre opere inutili che pure si intendono progettare. Siamo stufi di rincorrere l’emergenza. Il nostro territorio è ad alto rischio sismico. Per tale ragione, chiediamo che l’edilizia scolastica diventi una priorità del governo nazionale e regionale.