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Appalti di pulizia nelle scuole: Molise, aumentano le difficoltà ma l’USR tace

La FLC CGIL regionale denuncia l’approssimazione con la quale si sta affrontando la questione. Possibili rilevanti problemi all’inizio del nuovo anno scolastico, sia sul versante organizzativo, che su quello delle ricadute sulla didattica.

18/07/2014
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A cura della FLC CGIL Molise

Sulla questione degli appalti delle pulizie nelle scuole, visto il perdurare delle criticità di gestione dell’Accordo del 28 marzo 2014, la FLC CGIL Molise, nel prendere atto del fatto che le rigidità dell’Amministrazione centrale e di quelle periferiche non hanno consentito di spostare sugli USR o sugli Enti locali la gestione degli appalti di pulizia previsti dal citato Accordo, continua a denunciare lo stato di approssimazione in cui si trova tutta la questione. Bisogna modificare la norma sollevando le scuole dalla gestione diretta degli appalti che si è dimostrata nei fatti complessa, onerosa (un LSU costa tre volte un collaboratore scolastico!); coinvolgere le scuole e le organizzazioni sindacali rappresentative nella gestione della norma, per far sentire e valere il punto di vista del lavoro nelle scuole e i veri problemi esistenti; avviare una soluzione strutturale, finalizzata al superamento degli appalti esterni dei servizi scolastici.

Lo scorso 23 giugno la FLC CGIL Molise aveva chiesto un incontro al Direttore generale dell’USR Molise per affrontare la questione. Ad oggi non è arrivata alcuna risposta. Intanto gli organici dei collaboratori scolastici, nelle scuole dove ci sono LSU sono ridotti del 25% con gravi problemi sul versante della vigilanza, del supporto alla didattica e all’amministrazione. La FLC CGIL Molise era ed è convinta che, per stare accanto alle scuole alle prese con tale situazione, occorra che l’Amministrazione promuova delle conferenze di servizio in cui siano coinvolte le istituzioni scolastiche interessate e che vengano gestite con la presenza di tutti gli attori (amministrazione, enti locali, organizzazioni sindacali degli ex LSU e della scuola).

I punti critici che, ad oggi, risultano di maggiore difficoltà sono i seguenti:

  • risolvere il contenzioso pregresso insorto in alcune realtà fra scuole e ditte di appalto;
  • distinzione (e intreccio) fra lavori di pulizie, da un lato, e lavori di ripristino del decoro e della manutenzione degli edifici, dall’altro;
  • ridefinizione da parte del CIPE della nomenclatura delle operazioni di “ripristino del decoro e della funzionalità degli edifici”;
  • definizione chiara delle responsabilità delle scuole chiamate a gestire gli appalti per le scuole oggetto di ripristino e manutenzione (sembra che l’Amministrazione sia orientata a impostare l’appalto su tutte le attuali scuole con pulizie esternalizzate);
  • costante coinvolgimento di tutti i soggetti interessati ad ogni passaggio di fase nell’applicazione dell’accordo.

L’approssimazione con la quale si sta affrontando la questione può determinare, all’inizio del prossimo anno scolastico 2014-2015, rilevanti problemi sia sul versante organizzativo che su quello delle ricadute sulla didattica. È ora che l’Amministrazione prenda in mano la questione e non lasci le scuole sole ad affrontare questa ulteriore grana.