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Sisma: Marche, i sindacati chiedono ai sindaci di disporre la chiusura delle scuole

Il provvedimento consentirebbe di estendere le necessarie misure per la sicurezza delle persone a tutto il personale.

02/11/2016
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Pubblichiamo di seguito la lettera unitaria che i segretari generali regionali delle Marche di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal hanno inviato ai sindaci dei Comuni delle Marche con l’invito a procedere affinché si dispongano ordinanze di chiusura delle scuole e non di sospensione delle lezioni.
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Ai signori Sindaci dei Comuni delle Marche
E p.c. al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Marche
Agli Uffici Scolastici Territoriali
Ai Dirigenti scolastici
Alle RSU

Oggetto: ordinanze di chiusura/sospensione delle lezioni in occasione di eventi sismici

In questi giorni di grave emergenza a causa dei ripetuti eventi sismici che hanno colpito duramente la nostra regione, molte Amministrazioni Comunali hanno giustamente adottato, nei confronti delle istituzioni scolastiche, ordinanze di tipologia diversa, chiusura delle scuole o sospensione delle lezioni, benché motivate dalle stesse condizioni e necessità (scuole dichiarate inagibili, verifica delle condizioni di agibilità, etc…) che, però, non hanno le stesse conseguenze sulla sicurezza e sul trattamento del personale.

Non sono pochi i lavoratori coinvolti, come qualcuno ha affermato. Sono decine di collaboratori scolastici per ogni istituto, diversi amministrativi, cuochi e tecnici di laboratorio, che svolgono il proprio servizio in strutture complesse che devono essere valutate con attenzione, edifici che, in alcuni casi, presentano da tempo problemi di resistenza al sisma e che dovrebbero essere di nuovo rivalutati a seguito degli ultimi eventi.

Poiché riteniamo che la sicurezza del personale non possa che coinvolgere tutti, nel caso in cui la scuola non sia agibile per le diverse motivazioni che le SSLL abbiano individuato, siamo a sollecitare l’opportunità di non limitarsi alla sola sospensione delle lezioni bensì di adottare la conseguente ordinanza di chiusura al fine permettere lo stesso trattamento per tutto il personale, evitando che lo stesso sia obbligato a svolgere il proprio servizio in edifici che non siano stati valutati in ordine alla vulnerabilità sismica. Facciamo presente che questo non impedisce la richiesta della sola presenza del personale strettamente necessario, ad esempio, per l’apertura dei plessi al fine di permettere il sopraluogo dei tecnici.

Inoltre, ricordiamo che la norma prevede che, mentre nel caso di ordinanza di chiusura degli istituti tutto il personale ha diritto a non presentarsi al lavoro senza obbligo di recupero, in caso di ordinanza di sospensione delle lezioni il personale tecnico amministrativo deve comunque prestare servizio e, nel caso in cui non lo si metta in condizione di farlo, deve addirittura recuperare le ore non prestate producendo, in questo caso, una discriminazione interna al personale che riteniamo possa e debba essere evitata.

Certe che le SSLL abbiano colto lo spirito di collaborazione della presente, siamo a ribadire la nostra totale disponibilità a dare ogni contributo utile ad affrontare insieme le diverse problematiche legate a questo momento così difficile.