FLC CGIL
Testo CCNL Istruzione e Ricerca

http://www.flcgil.it/@3905201
Home » Notizie dalle Regioni » Marche » Pesaro Urbino » Università di Urbino: acque agitate fra i tecnici amministrativi

Università di Urbino: acque agitate fra i tecnici amministrativi

Iniziativa della RSU di ateneo per la salvaguardia dei lavoratori in attesa da parecchi mesi della liquidazione del fondo di produttività.

16/09/2013
Decrease text size Increase  text size

A cura della FLC CGIL Pesaro

Il coordinatore Silvio Cecchini della RSU dell'Ateneo Urbinate “C.Bo” ha inoltrato anche a nome di FLC CGIL, CISL UNIVERSITÀ e CISAPUNI CONFSAL, formale richiesta alla direzione dell'Ateneo urbinate di corresponsione delle competenze accessorie per l'anno 2012.

Nella missiva è stata denunciata l'inderogabile necessità di salvaguardare i salari risibili dei dipendenti appartenenti al profilo dei tecnici amministrativi che attendono da parecchi mesi la liquidazione del fondo di produttività interloquito da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

L'Amministrazione dell'Ateneo per ciò che risulta alle organizzazioni sindacali ha già provveduto a giustificare e legittimare la composizione del fondo di produttività, peraltro di gran lunga di minor importo se raffrontato con Atenei del tutto omogenei per dimensioni e composizione.

L'Ateneo urbinate ha definitivamente ottenuto dopo un lungo iter ministeriale la propria statizzazione, tra le Università generaliste ha il personale tecnico amministrativo numericamente minore, inquadrato in categorie basse, un unico dirigente e sette dipendenti di elevata professionalità.

La crisi economica o meglio la depressione che colpisce il paese e la Provincia pesarese nonché l'assenza di risorse certe, dovute e non corrisposte, sta mettendo in seria difficoltà i lavoratori.

Assistiamo sin dall'inizio dell'estate ad un inspiegabile e silente immobilismo da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze, forse indirettamente per questa via intende recuperare quote di fondo?

La RSU e le organizzazioni sindacali non vogliono crederci.