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Referendum scuola: da Pesaro il racconto di una giornata tipo

Pubblichiamo testimonianza che Cinzia e Matteo hanno voluto condividere con noi, di una sfida non comune che ha accumunato tanti in tutta Italia.

12/07/2016
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"Una giornata al banchetto in una città di mare richiede una serie di accortezze, a partire da una scrupolosa consultazione delle previsioni meteo. Inoltre bisogna avere il polso della spiaggia, prima che della piazza.

Se c’è il sole è inutile predisporre un banchetto in centro prima delle 17. Se piove è ancora peggio: non c’è in giro anima viva nemmeno all’ora del passeggio. Senza dimenticare il vento che fa volare i moduli e disperde i volantini. Garbino (Libeccio), Scirocco, Bora: li abbiamo presi in faccia tutti, come i marinai.

Se il tempo è inclemente, quindi, è meglio concentrare le forze al centro commerciale, quando la gente va a fare la spesa settimanale. Ma anche per i più motivati non è un’impresa da poco firmare sette-otto quesiti (e discuterne) prima che si sciolgano i surgelati.

Le scelte logistiche richiedono decisioni veloci con rapide consultazioni via sms e whatsapp per concentrare le forze, verificare i permessi dei banchetti e chiamare a raccolta i volontari.

In pratica: applicare i principi ed i metodi del “Just in time”e del Toyotismo per combattere la deriva della scuola-azienda.

Un tavolo, dei moduli e dei volontari non fanno però ancora un referendum. Bisogna cercare un certificatore: sfida durissima, a metà tra la caccia al tesoro e la ricerca del Principe Azzurro, soprattutto nei territorio in cui il Pd renziano detiene maggioranze granitiche.

Risolto il problema del certificatore, occorre tener conto delle pieghe dei regolamenti comunali in materia di banchetti, che cambiano da città a città, anche a poca distanza.

scuorumE della naturale tendenza dei gruppi che sostengono il variegato fronte referendario ad andare ognuno per proprio conto nella raccolta, senza raccordarsi. Una “lotteria della partecipazione” che ha reso imprevedibile ogni momento di questa battaglia politica.  A volte, ma non sempre, siamo riusciti a trasformare in forza questa peculiarità, cercando di fare una mappa dei banchetti aggiornata in tempo reale.

Fare una campagna referendaria di questi tempi è una scommessa difficile quanto mandare un messaggio in bottiglia: è dura raggiungere perfino a chi la scuola la vive tutti i giorni.

Lo sperimenti nei banchetti nel centro della città, con il collega che fa finta di non vederti e l’insegnante che non sa nulla della Buona scuola, come se fosse reduce da una lunga missione nello spazio stile Samantha Cristoforetti.scuorum-2

Tra le istantanee di quest’avventura ci sono gli scontri con i falchi di Confindustria, che ti fanno capire perché è importante resistere allo smantellamento del fronte sindacale, e la rabbia dei lavoratori che si sentono abbandonati dal sindacato e ci danno da meditare sui nostri autogol. Lo stupore del signore che non capisce le nostre lotte perché “Renzi è tanto bravo” e la foga del renziano pentito che firma di getto tutti i quesiti e, pur di far dispetto al premier, firmerebbe pure per l’abolizione della bistecca alla fiorentina.

Il dialogo proficuo con i militanti dei movimenti , che permette di uscire dalle rispettive caricature e confrontarsi finalmente sui temi concreti, e la collaborazione nata sul campo con tutti i soggetti che raccolgono firme per i vari referendum.

Pian piano siamo scesi dalla cattedra e abbiamo imparato a parlare di lavoro, senza tecnicismi e senza pretendere di essere al centro del mondo. Ci siamo bagnati con gli acquazzoni di primavera e abbronzati sotto il solleone delle ultime settimane, abbiamo superato la delusione del mancato quorum del referendum sulle trivelle che allontanava la gente dai banchetti come si sta alla larga dal ricordo di un amore finito. Poi poco alla volta la gente è tornata. Chiedevano dove ci avrebbero trovati la volta dopo, ci hanno ringraziato per ciò che facevamo e le firme hanno cominciato a crescere. I turisti ci hanno chiesto informazioni per firmare nelle loro città. Un giorno al mare, un piccione ha lasciato un “ricordino” su un modulo già ben avviato. Dicono porti fortuna, speriamo."

Cinzia e Matteo