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Dimensionamento scolastico in Lombardia: -60 scuole anziché -24

Questo il biglietto di presentazione del neo-Assessore Aprea.

18/02/2012
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A cura della FLC CGIL Lombardia

Si è svolto oggi pomeriggio il primo incontro tra le OO.SS. regionali del comparto scuola e la neo-Assessore Valentina Aprea con all'o.d.g. il noto tema della rete e del dimensionamento scolastico per l'a.s. 2012/13.
La ricetta proposta dall'Assessorato, verrebbe da dire, che risulta essere perfettamente in linea con la sua storia politica tutta volta ad un ridimensionamento del sistema nazionale pubblico e statale del nostro Paese.
La sua richiesta di alleanze, volte anche alle OO. SS., per sfidare la centralità statale in modo che in Lombardia si possa fare di più e meglio per la scuola "lombarda" ha davvero colorato di grigio le conclusioni dell'Assessore Aprea.
L'incontro ha solo preso in esame il tema del dimensionamento, rimandando ad altra occasione, se mai vi sarà, il tema del Pdl regionale ed in modo particolare quello legato all'art. 8 sul "reclutamento scolastico d'istituto".
La FLC CGIL Lombardia, a seguito dell'illustrazione verbale dei dati relativi alle soppressioni delle autonomie scolastiche, ha espresso un giudizio nettamente negativo rispetto alle scelte che Mercoledì prossimo la Giunta regionale andrà ad adottare.

I dati che ci sono stati illustrati dicono di un taglio pari a –60 Istituzioni scolastiche, 7 del secondo ciclo e 53 del primo ciclo così suddivise:
Bergamo -1; Brescia -9; Como -3; Cremona 0; Lecco -3; Lodi 0; Mantova 0; Milano -16 provincia; Milano 0 Comune; Monza Brianza -5; Pavia -4; Sondrio -5; Varese -7: Totali -53. Delle 7 del secondo ciclo non conosciamo le province.

La scelta messa in atto rappresenta un "eccesso di zelo" sia assolutamente non giustificato dal momento che il Governo aveva richiesto alla nostra Regione la soppressione di 24 istituzioni, sia mal governato se solo guardiamo i dati così diversi da provincia a Provincia.
L'ultimo Governo Berlusconi ha prodotto una norma che chiede la chiusura di tutte le Direzioni Didattiche e delle Scuole medie di I grado e ha costruito dentro la sua ultima manovra economica un capitolo di risparmio annuale figlio del ricavato dalle 24 soppressioni in Lombardia più quello derivante da tutte le altre del Paese, prevedendo d'incassare l'ammontare intero delle 1.400 soppressioni nell'arco di 3 anni.
Ma perché tagliare quasi il triplo delle sedi autonome, già ora? Abbiamo chiesto all'Assessore Aprea.
C'è stato risposto che Regione Lombardia non ha inteso acquisire i tempi previsti dall'intera operazione economica e ha scelto di applicare, quanto più possibile, ciò che la norma di legge prevede.
Abbiamo osservato che se l'operazione di riconversione delle istituzioni del I ciclo in Istituti Comprensivi potrebbe anche essere condivisa, quale scelta strategica, non è per noi tuttavia accettabile che tutto questo si svolga senza una programmazione di merito, pedagogica e didattica e soprattutto senza risorse per la formazione del personale, per le attività d'integrazione dei diversi sistemi educativi e per la riorganizzazione.
Non solo, sappiamo che non ci sono risorse per sostenere i costi certi derivanti dalla riorganizzazione logistica, dei trasporti, delle mense e più in generale per sostenere il ridisegno del piano al diritto allo studio per gli Enti locali che come sappiamo risultano in forte sofferenza finanziaria.

Mercoledì la Giunta regionale, come già detto, provvederà ad approvare il "piano", da parte nostra ci adopereremo per sostenere le richieste di superamento dei disagi che da più parti emergeranno, ovvero dai soggetti quali, famiglie, utenti, docenti e non docenti e Dirigenti scolastici.

In ultimo, ed è bene che ciò si metta in evidenza, oltre al taglio dei 60 posti per i Dirigenti Scolastici e dei 60 posti per i Direttori dei servizi, scatterà anche una riduzione dell'insieme del personale ATA delle istituzioni interessate pari a circa il 20% degli addetti e con una particolare insistenza sul profilo del Collaboratore scolastico.
Non condividiamo i pareri di chi, sull'insieme dell'operazione, gradisce fare confronti con altre Regioni del nostro Paese, affermando che in fondo l'entità del "nostro" taglio è proprio poca cosa rispetto ad altre che si trovano ad avere a che fare con entità superiori anche alle 200 autonomie scolastiche.
Per noi non è una questione di numeri, pochi o tanti che siano, per noi è una questione di diritti importanti per il futuro dei nostri figli che rischiano e per l'ennesima volta di essere compressi.

Ciò non è un bene per loro, non è un bene per chi ci lavora, non è un bene per il futuro del nostro Paese!