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Dimensionamento a Cremona. Non deve essere un "compito di ragioneria"

CGIL, CISL e UIL intervengono sulle verticalizzazioni forzate.

24/10/2011
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Il comunicato unitario

Venerdì 14 ottobre le segreterie provinciali di CGIL, CISL e UIL Confederali e di Categoria hanno incontrato l’Assessore Provinciale Paola Orini per ricevere informazioni circa la cosiddetta "verticalizzazione" voluta dalla Legge 111 del 15 luglio scorso, delle Direzioni Didattiche e della Scuole Medie della provincia di Cremona.

Il Sindacato ha preso atto dei criteri di massima espressi dall’Assessore per cercare di non creare istituti comprensivi con un altissimo numero di alunni (la legge indica come minimo, il numero di 1000 alunni, ma non ne stabilisce il limite massimo!) ed ha evidenziato che la logica sottesa alla legge è solo quella legata al risparmio.

La richiesta sindacale è che si sospenda per un anno l’applicazione della norma. Se invece questa razionalizzazione "s’ha da fare" subito, essa dovrà comunque essere il frutto di un progetto didattico e formativo condiviso e non subìto dalle famiglie e dagli operatori della scuola.

Se si vogliono migliorare i risultati del sistema formativo nel nostro territorio e non solo far cassa, se si ritiene che la formazione sia finalizzata all’inclusione e alla promozione sociale e culturale delle persone, diventa indispensabile un attivo, propositivo, reale e non formale, coinvolgimento dei Consigli di Istituto e dei Collegi Docenti oltre che dei Dirigenti Scolastici.

All’Assessore Provinciale è stato anche chiesto di riconvocare il Sindacato non appena l’Assessorato Regionale avrà reso noto se saranno o meno accettate le richieste deroghe sui numeri degli alunni al fine di verificare, insieme, le ricadute sul territorio. L’Assessore si è dichiarato più che disponibile.

Il prossimo 27 ottobre il Sindacato incontrerà l’Assessore alle Politiche Educative del Comune di Cremona e sarà l’occasione per ribadire la contrarietà del Sindacato all’ennesima manovra ad una "razionalizzazione" dettata della necessità di "fare cassa" a scapito della qualità della scuola statale.

 

Cremona, 18 ottobre 2011