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Nessuno si permetta di screditare la figura di Don Milani

Lettera aperta di organizzazioni della conoscenza del territorio di Bergamo contro lo scandaloso titolo di un convegno che si terrà in città.

29/11/2019
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Sono allarmati i rappresentanti di alcune organizzazioni che si occupano di scuola e conoscenza a Bergamo: la FLC CGIL provinciale, Proteo Fare Sapere, la Biblioteca “Di Vittorio” CGIL, la Rete S.O.S. Scuola Offerta Sostenibile e Medas Onlus intervengono con una lettera aperta, alla vigilia del convegno dall’“incredibile e scandaloso” titolo (così lo hanno definito) “Da Barbiana a Bibbiano” che si terrà in questi giorni in città.

I firmatari della lettera tengono molto alla salvaguardia della figura di Don Milani: ogni anno, a maggio, organizzano da Bergamo un viaggio collettivo per partecipare alla marcia di Barbiana. Frazione del Comune di Vicchio, in provincia di Firenze, lì nel dicembre 1954 arrivò come priore don Lorenzo Milani che in quei luoghi realizzò una delle più importanti esperienze educative del nostro paese, che stimolò il dibattito pedagogico ed educativo, anche attraverso i testi lì elaborati e diffusi: L’obbedienza non è più una virtùLettera a una professoressa (1967).

Ecco di seguito la lettera firmata da Elena Bernardini della FLC CGIL di Bergamo, Ciro Indellicati di Proteo Fare Sapere di Bergamo, Eugenia Valtulina della Biblioteca “Di Vittorio” CGIL provinciale, Giuseppe Berta di MEDAS onlus e Andrea Crippa di Rete S.O.S. Scuola Offerta Sostenibile.”

Come organizzazioni e associazioni che promuovono conoscenza, all’interno della scuola e non solo, non possiamo passare sotto silenzio l’attacco che viene portato alla figura di don Milani, agli insegnamenti della scuola di Barbiana da lui fondata, ma anche a tutte le pratiche che nella scuola e nella società civile -nei cinquant’anni trascorsi dalla pubblicazione di Lettera a una professoressa- sono state portate avanti in nome dell’articolo 3 della nostra Costituzione. In esso si assegna alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che «limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese». Passa, infatti, soprattutto attraverso la cultura, il possesso delle parole per esprimersi e anche per pensare.

Condividiamo le prese di posizione di ferma condanna che da più parti si stanno affermando contro lo scandaloso accostamento, insinuato dal tema del convegno, delle recenti vicende giudiziarie relative ad alcuni affidi nel comune di Bibbiano all’esperienza di Barbiana e quindi al progetto educativo e alla figura di don Milani, con tutto l’effetto dirompente che hanno avuto nel denunciare il classismo della scuola e nel proporre un lavoro collettivo. Evidentemente Don Milani fa ancora paura, fa paura alle destre xenofobe e sovraniste, fa ancora paura perché si ribella di fronte alle discriminazioni sociali. Fa ancora paura perché ricorda alle coscienze addormentate che esistono gli ultimi, anche dentro la scuola, che esistono i discriminati e i dimenticati. La scuola dovrebbe guardare a loro prima che a tutti gli altri.

Don Milani fa ancora paura perché, insieme a tanti Maestri del pensiero pedagogico e democratico, incarna una scuola che ricerca, che si pone domande, che non si accontenta delle verità di chi comanda e vuole che i sudditi obbediscano. Una scuola che accoglie, che sa condividere, che sa far crescere tutti insieme, con insegnanti capaci di provare empatia, allevare passioni, insegnanti capaci di nutrire le menti. Tutti e tutte, ragazzi e docenti, liberi dall’inganno del merito usato come un’arma per escludere quelli più fragili, gli emarginati e i “diversi”. Una scuola laica che fa esplicito e continuo riferimento alla Costituzione repubblicana che NOI tutti e tutte, con don Lorenzo Milani, insieme rappresentiamo e difendiamo. Chi ha a cuore la cultura e la verità faccia sentire la propria voce.

L’occasione sarà una iniziativa a cui abbiamo deciso di aderire e portare il nostro contributo, promossa da alcune associazioni del territorio (ACLI BERGAMO - MOLTE FEDI SOTTO LO STESSO CIELO - COMUNITÀ ECCLESIALE TERRITORIALE 1 - COMUNITÀ SAN FERMO - FONDAZIONE SERUGHETTI LA PORTA - GRUPPO AEPER - LIBERA COORDINAMENTO PROVINCIALE BERGAMO - UFFICIO PASTORALE SOCIALE E DEL LAVORO - WE CARE SCUOLA EDUCAZIONE E FORMAZIONE ALLA POLITICA), che si terrà sabato 30 novembre alle 15.30, a Bergamo, presso la chiesa di Longuelo, via Mattioli 57, per riflettere insieme “Tra Memoria e profezia - Don Milani e la scuola di Barbiana - un’esperienza che ci interroga”.