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Sezioni primavera. Firmata l'Intesa anche in Lombardia. Verso la sigla in altre Regioni, troppo poche in verità

In alcune Regioni è prossima la sigla delle Intese sulle sezioni primavera per il 2008-2009. E' preoccupante il silenzio da parte delle altre istituzioni regionali che ancora non convocano i tavoli regionali per dare attuazione all'Intesa siglata il 20 marzo scorso in Conferenza Unificata Stato-Regioni.

20/05/2008
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Dopo la Puglia, di cui abbiamo dato notizia nei giorni scorsi, anche in Lombardia è stata sottoscritta l'Intesa sulle sezioni primavera per l'anno scolastico 2008-2009, come stabilito dall'Accordo Quadro siglato in Conferenza Unificata Stato-Regioni lo scorso 20 marzo.

L'Intesa tra la Regione e l'USR della Lombardia risulta coerente con i criteri dettati dalla direttiva n. 37 del MPI e contiene anche quei punti che per la nostra organizzazione sono stati elemento di aperta critica verso soluzioni confuse e pasticciate che hanno contraddistinto la gestione del servizio nell'anno in corso sia sul versante dei contratti di lavoro per il personale impegnato nelle sezioni primavera, sia sul monitoraggio nazionale dell'iniziativa per gli aspetti organizzativi e qualitativi, del quale, a tutt'oggi, non sono stati ancora resi noti i dati nonostante le nostre reiterate richieste,

La CGIL della Lombardia insieme alla FLC regionale hanno richiesto alla Regione l'apertura di un tavolo di confronto affinché venga esplicitato chiaramente come si intende dare attuazione ad alcuni dei principali criteri riportati nell'Intesa (per es: sui titoli di studio richiesti al personale docente/educativo/ata, sul rispetto delle norme di legge per i contratti, sui contenuti e le sequenze del piano di formazione per il personale coinvolto…).
Anche nel Lazio si sono avviate le procedure per l'Intesa relativa al funzionamento delle sezioni primavera per il 2008-2009. Al tavolo regionale, convocato lo scorso venerdì, erano presenti oltre l'Anci regionale anche le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Snals del Lazio. Durante la riunione si è convenuto che l'Intesa per il 2008-2009 conterrà i criteri previsti dalla Direttiva MPI n.37/08; la Regione intende inoltre finanziare ulteriori 10 sezioni con proprie risorse da reperire attraverso l'Assessorato alle politiche Sociali. Nei prossimi giorni la Regione delibererà sulle ulteriori risorse consentendo in tal modo la sigla definitiva dell'Intesa.

La FLC del Lazio ha richiesto che nell''Intesa emergano chiaramente i criteri di: garanzia di progetti educativi di qualità per i bambini; contratti di lavoro a norma di legge e attività di formazione per il personale docente/educatore/ata impegnato nel servizio; coinvolgimento delle scuole dell'infanzia nel progetto educativo attraverso iniziative di continuità fra i due segmenti. E' stata inoltre avanzata richiesta all'USR dei risultati del monitoraggio, ormai concluso, dell'iniziativa in corso quest'anno.

Anche presso la Regione Toscana si è convenuta la bozza dell'Intesa che dovrebbe essere siglata nei prossimi giorni, permettendo così la prosecuzione dei 55 progetti già avviati nel 2007. La Regione, inoltre, intende confermare il finanziamento di ulteriori 14 sezioni come fatto per il 2007-2008. La FLC della Toscana ha chiesto di conoscere urgentemente il testo della bozza per valutare il rispetto dei criteri stabiliti dal MPI con la Direttiva 37/08 e i dati del monitoraggio sull'iniziativa in corso quest'anno.

Anche in Campania si è avviato il tavolo regionale al quale partecipano anche le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Snals. Nei prossimi giorni dovrebbero essere resi noti i dati del monitoraggio sui progetti in corso quest'anno e si dovrebbe arrivare in tempi brevi alla sigla dell'Intesa tra USR e Regione nel rispetto dei criteri dettati dal MPI.

Come FLC Cgil, apprezziamo lo sforzo fatto da alcune Regioni, sollecitate anche dall'intervento della nostra organizzazione insieme agli altri sindacati, ma denunciamo il silenzio delle altre istituzioni regionali che ancora non convocano i tavoli regionali.
I ritardi politici si sommano ai ritardi sul piano organizzativo mettendo a rischio sia la correttezza delle procedure e delle pari opportunità per i diversi gestori del servizio che devono presentare i progetti, sia la certezza per tante famiglie di avere risposte di fronte all'esigenza di servizi di qualità per i propri figli più piccoli.

Roma, 20 maggio 2008