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Presidio della comunità accademica durante l'assemblea della CRUI, giovedì 23 luglio a La Sapienza

Un'iniziativa promossa da ADI Roma, FLC CGIL Sapienza, Link Sapienza e Ricercatori Determinati Roma

20/07/2020
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La pandemia internazionale di Covid-19 ha ridefinito radicalmente le modalità del vivere, studiare e lavorare durante tutta questa primavera e non sappiamo ancora se si protrarrà anche nei prossimi mesi autunnali. Nonostante gli atenei siano riusciti a garantire un minimo di continuità dell’attività didattica in questi mesi difficili, l’esperienza del lockdown e l’impossibilità di accedere a strutture universitarie quali biblioteche, aule studio o laboratori, istituti di ricerca quali gli archivi (tutte strutture che hanno continuato e continuano a essere inaccessibili anche nei mesi successivi a maggio), o l’impossibilità di fare missioni all’estero e ricerche di campo, ha segnato negativamente la possibilità di studiare o di fare ricerca in condizioni adeguate. Più in generale, riteniamo che la crisi generata dal Covid-19 si sia inserita aggravando la pregressa crisi del sistema universitario nazionale; infatti sono decenni che l’università pubblica riceve sempre meno risorse dai governi (in controtendenza con tutti i paesi OCSE) e che tale definanziamento è inoltre caratterizzato da una redistribuzione non equa delle risorse, in una logica che ha portato allo sviluppo di atenei di serie A e di atenei di serie B. In un momento dunque così critico per il nostro paese in cui sarebbe necessario uno strategico e sostanzioso rifinanziamento del sistema universitario nazionale, ci pare discutibile la direzione assunta dal MUR e dal ministro Manfredi negli ultimi mesi: a partire dalla sua indisponibilità al confronto con tutte le componenti del mondo accademico (Atenei, CUN, CNSU), passando per la scelta di stanziare nuovamente risorse economiche assolutamente inadeguate (solo 1,4 miliardi di euro per tutto il comparto universitario sarebbe già insufficiente in condizioni di normale attività), fino alla recente approvazione “salvo intese” del DL “semplificazione” che incentiva l’autonomia differenziata fra gli atenei disarticolando di fatto il sistema pubblico universitario nazionale, nonché prevede ulteriori forme di precarizzazione del sistema della ricerca (ad esempio la possibilità di rinnovi di contratto per gli assegnisti anche di 6 mesi).

Riteniamo che questa non sia la strada da perseguire per il rilancio di università e ricerca, comparti fondamentali per lo sviluppo e il rilancio del Paese, così come per promuovere un accesso davvero democratico e egualitario ai saperi.

Per tutte queste ragioni noi studenti, dottorandi e ricercatori giovedì 23 luglio dalle ore 10.00 saremo in presidio in Piazza Aldo Moro in concomitanza dell’Assemblea Generale della CRUI che si terrà proprio a Sapienza. In quella occasione chiederemo che una nostra delegazione venga ricevuta dalla CRUI e si confronti sulle seguenti istanze che ricercatori, dottorandi e studenti portano avanti dall’inizio della crisi:

Abolizione numero chiuso e test d’ingresso per l’accesso ai corsi di laurea.

Abolizione delle tasse universitarie per gli studenti, eliminazione di tutte le penalizzazioni per studenti fuori corso o basate sul merito, e maggiore sostegno al diritto allo studio. Copertura totale delle borse di studio ed estensione della fascia di reddito entro la quale si accede ai servizi del diritto allo studio, incremento significativo dei posti letto nelle residenze universitarie e agevolazioni sugli affitti per gli studenti fuori sede, gratuità del trasporto pubblico urbano, extraurbano e regionale per gli studenti.

Estensione della proroga facoltativa retribuita con fondi pubblici a sei mesi e a tutti e tre i cicli di dottorato (33°, 34° e 35°) nel caso dei dottorandi borsisti, e chiediamo altresì il riconoscimento ai dottorandi lavoratori e senza borsa di una proroga anch’essa di sei mesi, sollecitando il governo a prevedere misure di tutela e sostegno economico specifiche per questa ultima categoria già discriminata dalla normativa vigente.

Riforma del pre-ruolo, con la ridefinizione del percorso professionale e della figura del ricercatore unico. In controtendenza all’ulteriore precarizzazione – e parcellizzazione delle forme contrattuali – prevista dalla riforma 240/2010 (riforma Gelmini) e esacerbate dal DL “Semplificazione”, che prevede l’ulteriore flessibilizzazione degli assegni di ricerca, riteniamo invece necessaria e urgente la stabilizzazione della figura del ricercatore, dunque rivendichiamo la necessità della riforma del pre-ruolo e la definizione di una figura unica di ricercatore.

Prolungamento della durata della DIS-COLL per tutti gli assegnisti e dottorandi di sei mesi, come strumento di contrasto alla forte discontinuità di reddito che affligge la categoria dei ricercatori precari e che non farà che aumentare con la crisi in atto

Sospensione della VQR 2015-2019. Consideriamo infatti un grave errore la scelta da parte del MUR e dell’ANVUR di non riconoscere l’attuale, oggettiva impossibilità al normale funzionamento del sistema universitario e, conseguentemente, al normale svolgimento dell’attività di ricerca al suo interno. In quest’ottica riteniamo altresì necessario il radicale ripensamento del sistema della valutazione della qualità della ricerca, svincolando il principio del finanziamento alla ricerca e università dal sistema della valutazione e dunque ripensamento radicale delle funzioni dell’agenzia ANVUR.

Ridefinizione della composizione del comitato direttivo dell’Agenzia Nazionale della Ricerca, tale che i membri di tale comitato non siano scelti prevalentemente dal governo o da parte della CRUI.

ADI Roma
Assemblea dottorande e dottorandi SAR Sapienza
FLC CGIL Sapienza
Link Sapienza
Ricercatori Determinati Roma

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