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Ricercatori precari del sistema universitario: audite le parti sociali al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia

LA FLC CGIL ha illustrato gli elementi critici nazionali e regionali e alcune richieste di azioni concrete.

01/06/2017
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A cura della FLC CGIL Friuli Venezia Giulia

Il 24 maggio le parti sociali sono state convocate per un’audizione alla VI Commissione del Consiglio Regionale del FVG, per affrontare l’argomento dei ricercatori precari del sistema universitario.

Come FLC CGIL abbiamo avuto modo di illustrare gli elementi critici nazionali e regionali, e di indicare alcuni necessari interventi da parte della politica regionale per cercare di intervenire sulla situazione.

La situazione di incertezza e di condizioni di lavoro difficili per i ricercatori precari delle Università derivano principalmente dalla scarsità dei finanziamenti al sistema universitario nazionale, dal blocco del turn over e dalla riduzione del corpo docente ottenuta pervicacemente dai legislatori nazionali a partire già dal lontano 2004 (e accelerando drasticamente questo processo dal 2008 ad oggi senza soluzione di continuità). Il sistema perderà quasi 20.000 docenti entro il 2020, ed è già astato tagliato il 21% dei finanziamenti statali (quelli privati languono). Questo stato di cose impedisce di porre le basi minime per un impiego decoroso di chi fa ricerca. La destrutturazione del sistema dell’Alta formazione italiano è in atto da tempo ed è pesantissimo per le realtà meno strutturate, e purtroppo queste includono, a nostro avviso, quelle del Friuli Venezia Giulia.

A livello regionale il Sistema Universitario Regionale, pur previsto dalla legge 1/2010 e spesso evocato, stenta a partire ed anzi assistiamo a una nemmeno tanto sotterranea competizione per le risorse tra i due atenei generalisti, con scarso coordinamento dell’offerta didattica e scientifica.

Abbiamo pertanto chiesto alla politica che si faccia carico di due linee di azione concrete:

  1. agire presso tutte le sedi politiche nazionali per: ripristinare consistenti finanziamenti al sistema universitario per sostenere tutte le sue necessità di personale, infrastrutture e finanziamenti per la ricerca di base, e programmare un piano straordinario di assunzioni di ricercatori e docenti fino  al 2025, intervenire a riformare radicalmente la legge 240/2010 abbandonando la fallimentare idea aziendalistica di questi anni
  2. sostenere il Sistema Universitario Regionale non solo con finanziamenti, ma anche agevolando l’integrazione tra gli atenei presenti sul territorio e favorendone la cooperazione in un’ottica di sistema e non di competizione. Abbiamo inoltre chiesto l’attivazione di un Osservatorio Permanente regionale tra Istituzioni, Regione e Parti Sociali che potrebbe iniziare i propri lavori proprio monitorando lo stato dell’occupazione delle figure precarie, individuarne i problemi e ipotizzare strumenti di intervento.