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Alternanza scuola-lavoro: quanto accaduto a Carpi (Modena) è indice di un sistema sbagliato

Claudio Riso, Segretario generale FLC CGIL Modena: si colga l’occasione per cambiare ciò che non funziona.

04/04/2018
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A cura della FLC CGIL Modena

È il sintomo di un sistema sbagliato quello che porta ad occuparsi delle critiche, secondo noi legittime, di uno studente sulla sua esperienza nel percorso di Alternanza Scuola Lavoro.
E l’errore e l’anomalia di tutto questo stanno ovviamente a monte di tutto ciò: in una legge schizofrenica, la 107 del 2015, conosciuta anche come “Buona scuola”, che ha introdotto per tutte le scuole e per tutti gli studenti del 3°, 4° e 5° anno l’obbligo dei percorsi di ASL.
18.000 mila studenti, solo per la provincia di Modena, che devono sacrificare ore di lezione (200 per i licei, 400 per tecnici e professionali) per attività che dovrebbero “consolidare le conoscenze acquisite a scuola, testare le attitudini degli studenti, arricchirne la formazione e orientarne il percorso di studio”. Tutto questo, ovviamente, solo sulla carta.

Nella realtà il fatto che le scuole debbano necessariamente adempiere a quest’obbligo e “collocare” un numero così alto di studenti fa si che solo pochi riescano a fare esperienze realmente qualificanti e formative. Mentre invece la stragrande maggioranza dei ragazzi fa esperienze di tutt’altro genere: tante sono a questo proposito le segnalazioni e le denunce raccolte dalle associazioni studentesche, anche sul nostro territorio.
Il rischio che molti di questi studenti si ritrovino quindi a fare attività “di produzione” a costo zero per le aziende che li ospitano è assai concreto.

Fanno sorridere le affermazioni di chi, commentando in queste ore quanto accaduto, sostiene che in questo modo gli studenti sperimentano il valore del lavoro: non c’è nessun valore formativo e nulla di positivo nel ritrovarsi catapultati a “lavorare gratis” per una qualunque azienda del territorio, non serve a conoscerne l’organizzazione del lavoro, non serve a sapere come è fatta e come funziona una realtà aziendale, e non serve neppure ad orientare gli studenti.
Il valore del lavoro è qualcosa di complesso e non lo si impara in 15 giorni di lavoro gratuito. Anzi, il rischio vero è esattamente l’opposto.

Per questi motivi riteniamo che sì, sia legittimo che gli studenti possano criticare questo sistema di Alternanza Scuola Lavoro. E pensiamo che siano critiche che andrebbero ascoltate, insieme a quelle dei tanti insegnanti che denunciano con forza l’inutilità di questi sistemi di ASL: è un modello sbagliato, lo diciamo da tempo, che toglie agli studenti e alla scuola tempo prezioso che potrebbe e dovrebbe invece essere utilizzato per la formazione e per la crescita, culturale e personale, degli studenti. La scuola così smette di essere scuola, smette di essere il luogo dove si impara, ci si forma e si cresce, e diventa qualcos’altro, perde le sue caratteristiche, la sua autonomia, e si piega ad altre logiche.

Non vuol dire no all’Alternanza in assoluto, vuol dire no a questa alternanza, imposta come obbligo, subita da tutti, che non fa crescere e non sviluppa un approccio vero e completo al lavoro: qualcuno oggi spiega a questi ragazzi, per esempio, che quando si entra in una azienda ci si entra con diritti e doveri? O la differenza che passa tra un lavoro svolto con un contratto nazionale e uno svolto con un contratto di collaborazione? In qualche caso, pochi, succede. In tutti gli altri invece no.
Nel recente passato abbiamo incontrato ragazzi, giovanissimi, che erano convinti di avere un regolare contratto di lavoro mentre invece venivano pagati a voucher.
Ecco perché prima di parlare di “esperienze formative in azienda” pensiamo che sia necessario e utile che il lavoro entri senz’altro nelle scuole e che agli studenti se ne spieghino le complessità e l’enorme valore.

La legge sulla “buona scuola” è stata una legge sbagliata, l’Alternanza Scuola Lavoro uno dei suoi aspetti più ideologici e dannosi. È ora di prenderne definitivamente atto e iniziare a lavorare per cambiare tutto ciò che non funziona.

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