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In Emilia Romagna ritorna il “balletto” degli insegnanti e l’incertezza della continuità didattica per migliaia di studenti

Al via un nuovo anno scolastico ma con molti nodi irrisolti su questioni importanti.

14/09/2018
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A cura di FLC CGIL - CISL Scuola - Federazione UIL Scuola Rua

A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico - affermano le organizzazioni sindacali FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola Rua dell’Emilia Romagna - nella scuola la confusione regna sovrana.

Anche quest’anno, per l’ennesima volta, dopo gli altisonanti proclami del Ministero, ritorna il “balletto” dei supplenti e ancora molti sono i nodi irrisolti su questioni di importanza significativa per il sistema scolastico.

La norma introdotta con il CCNL che elimina di fatto i contratti all’avente diritto si scontra con i ritardi e la superficialità del MIUR nella gestione delle graduatorie, avendo introdotto la scadenza del 10 settembre per la scelta delle scuole per coloro che hanno conseguito un titolo aggiuntivo e/o si sono abilitati.

Questo fatto, sul quale il sindacato è più volte intervenuto nel tentativo di far modificare le intenzioni del MIUR, comporterà disagi e confusione nelle scuole, aggravi di lavoro e in alcuni casi interromperà la continuità didattica in quanto quando le graduatorie saranno aggiornate e rese definitive, che i docenti supplenti potranno cambiare scuola.

Inoltre, i ritardi del MIUR nel terminare le procedure concorsuali e nel predisporre le relative graduatorie del concorso, hanno di fatto impedito centinaia di nomine in ruolo, con la conseguenza che tante sono le cattedre vacanti che dovranno andare a supplenza. Infatti, oltre la metà dei posti disponibili per il ruolo in Emilia Romagna sono rimasti vacanti e a questi sono da sommare i posti dedicati ai supplenti.

Da segnalare l’annoso e mai risolto problema della mancanza di docenti specializzati sul sostegno: anche quest’anno stimiamo che due terzi dei posti sul sostegno saranno coperti da docenti non specializzati, prevalentemente provenienti dalla terza fascia di istituto e quindi non abilitati.

A questo proposito non è più rinviabile la definizione, in accordo con l’Università, di un programma che preveda un percorso di specializzazione per i docenti basato sul reale bisogno della scuola.

L’anno scolastico - proseguono i sindacati regionali - inizia anche con una grave carenza di tipo organizzativo: i Dirigenti Scolastici in servizio e i Direttori generali dei servizi amministrativi (DSGA) in servizio sono ben lontani dal coprire tutte le scuole della regione.

In Emilia Romagna ben 214 scuole hanno un dirigente “reggente” e non titolare così come molte istituzioni scolastiche devono ricorrere alla reggenza del DSGA in quanto da ormai troppo tempo non c’è un’adeguata programmazione nelle assunzioni e il concorso non viene bandito.

Un reclutamento che non funziona, cattedre vacanti e mancanza di continuità didattica e carenze organizzative penalizzano pesantemente una regione come l’Emilia Romagna dove la dispersione scolastica, pur non raggiungendo la media nazionale, aumenta significativamente.

La nostra scuola, già colpita da provvedimenti che ne hanno indebolito la struttura, al contrario, ha necessità di un’adeguata programmazione e di meno improvvisazione. Credere nella scuola e farla funzionare, significa credere ed investire nel futuro.