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Università di Ferrara: la RSU proclama due ore di sciopero

L'iniziativa è stata decisa dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria contro l'applicazione delle circolari 16 e 25 del MEF.

18/12/2012
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A cura della FLC CGIL Ferrara

Presso l'Università di Ferrara l'applicazione delle circolari 16 e 25 del MEF ha provocato una decurtazione rilevante delle risorse destinate alla contrattazione integrativa, che non è giustificata né dalla legge né dal contratto nazionale.

La FLC CGIL, a più riprese, ha fatto presente che l'interpretazione ministeriale, oltre ad andare al di là di una normativa già di per sé punitiva, incide anche su precise clausole contrattuali, la cui interpretazione ricade nell'esclusiva disponibilità delle parti che le hanno sottoscritte. Tutto ciò si traduce in un attacco al contratto collettivo nazionale, che costituisce ancora il principale strumento di regolazione del rapporto di lavoro e di difesa della sua dignità. Ora i dipendenti tecnico-amministrativi dell'Ateneo ferrarese hanno deciso di dire basta a questa deriva, e hanno dato mandato alla RSU di avviare una fase di mobilitazione, che si concretizzerà in due ore di sciopero, da tenersi nella seconda metà del mese di gennaio. 

Tutte le componenti sindacali dell'Università di Ferrara hanno aderito a questa iniziativa, che si propone di riaffermare in modo forte un semplice principio di legalità: il contratto collettivo nazionale è vigente, e non può essere di certo modificato dalle circolari del MEF.

A seguire, il documento con il quale la RSU dell'Università di Ferrara ha dato avvio alla mobilitazione.
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RSU dell'Università degli Studi di Ferrara

Alla Delegazione trattante di parte pubblica
dell'Università degli studi di Ferrara

Oggetto: proclamazione dello stato di agitazione del personale tecnico-amministrativo dell'Università degli Studi di Ferrara.

Si porta a conoscenza della delegazione in indirizzo che il personale tecnico-amministrativo dell'Ateneo ferrarese, riunitosi in assemblea il 07/07/2012, ha dato mandato alla RSU di proclamare il proprio stato di agitazione.

Tale decisione è conseguente alla comunicazione della costituzione del fondo per le progressioni economiche e la produttività collettiva e individuale per l'anno 2012, avvenuta nel corso della seduta di contrattazione integrativa dello scorso 19/11/2012.

La definizione delle risorse risulta infatti incoerente rispetto alle norme di legge e contrattuali che regolano la materia, ed opera tagli ingiustificati alle risorse per la contrattazione integrativa. Il richiamo alla prassi ministeriale (che non ha forza di legge) non è sufficiente a giustificare la modalità di quantificazione delle risorse adottata dall'amministrazione dell'Università di Ferrara.

Ciò considerato, si richiede:

  • che i tagli previsti dall'art. 9 c. 2-bis del D.L. 78/2010 vengano effettuati solo sulle risorse per il trattamento accessorio (come previsto dal tenore letterale del decreto), e non anche sulle somme indisponibili rispetto a tale finalità (cd. PEO a bilancio e parte intera della RIA e dei differenziali economici relativi alle cessazioni avvenute nell'anno precedente);
  • che venga esplicitata in modo chiaro nel prospetto di costituzione del fondo la somma obbligatoriamente destinata finanziare le progressioni economiche orizzontali da effettuarsi nell'anno 2012 secondo la vigente disciplina contrattuale, e che tale somma sia considerata fra quelle il cui utilizzo è vincolato ad una specifica destinazione;
  • che sia rispettato l'impegno esplicitato nella nota a verbale contenuta nel contratto integrativo di lavoro – parte economica anno 2011 -, che rilevava l'opportunità che per l'anno 2012 venissero stanziate risorse necessarie a finanziare i futuri processi di riorganizzazione dell'Ateneo. Tale stanziamento deve essere coerente rispetto alla richiamata necessità, e deve avvenire secondo le modalità previste dalla vigente disciplina legislativa e contrattuale, assumendo a limite massimo del fondo 2012 l'importo certificato dall'organismo di revisione contabile dell'Ateneo.

A sostegno di queste richieste si specifica che l'intervento effettuato dalla prassi ministeriale mediante le circolari MEF n.16 e n.25 del 2012, operando su specifiche disposizioni contrattuali si pone in contrasto con il principio generale secondo cui l'interpretazione delle clausole controverse è rimessa alla disponibilità delle parti che le hanno sottoscritte attraverso il procedimento espressamente previsto dal contratto stesso. Nel caso del comparto Università, tale procedimento è previsto dall'art. 12 del vigente CCNL.

Al fine di conseguire quanto richiesto, la scrivente RSU proclama due ore di sciopero, che svolgerà nella seconda metà del mese di gennaio. La data precisa di effettuazione sarà comunicata nei termini e nelle forme stabilite dalla legge e dal contratto collettivo nazionale.

Sono fatte salve le procedure di conciliazione obbligatoria previste dall'art. 2 c. 2 della L. 146/1990 e successive modificazioni.

Il coordinatore della RSU