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DDL scuola: sciopero degli scrutini, punte di adesione tra l'85% e il 90% a Ferrara

Significativa risposta contro un Governo che non ascolta il mondo della scuola.

10/06/2015
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A cura della FLC CGIL Ferrara

Lo sciopero degli scrutini, proclamato unitariamente dalle organizzazioni sindacali della scuola FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal, GILDA Unams per sollecitare radicali modifiche al progetto di riforma della scuola del Governo, ora in discussione al Senato, sta dimostrando ancora una volta che il personale scolastico è assolutamente contrario ai contenuti del DdL scuola.

Dalle scuole della provincia di Ferrara stanno arrivando proprio in queste ore i dati relativi allo sciopero.

Straordinaria la risposta complessiva delle scuole della città.

In diversi Istituti Comprensivi si sono registrate punte di adesione tra l'85% e il 90% (Istituto Comprensivo IC Govoni di Ferrara e I.C di Comacchio, scuola media Boiardo). Altri istituti si attestano tra il 70% e il 60% (IC 8 Don Milani e  IC 3 De Pisis ).

Esprimiamo grande soddisfazione anche per l'adesione che si è registrata nelle scuole superiori.

Adesioni pari 80% all'Istituto Superiore Bachelet e all'Istituto Alberghiero Vergani fino ad un picco del 90% all'ITI Copernico Carpeggiani e all'Istituto Einaudi di Ferrara. Altre scuole come il Liceo Carducci e il Liceo Roiti si attestano sul 70%.

Questa è la risposta più significativa contro un Governo che non ascolta il mondo della scuola. Non è stato uno sciopero volto a danneggiare famiglie e studenti bensì contro un provvedimento che ridurrebbe la scuola ad un azienda a capo della quale viene individuato il preside manager.

Ricordiamo che la mobilitazione del mondo della scuola parte dalla richiesta di:

  • un adeguato piano di assunzioni dei docenti e degli ATA precari;
  • un ruolo dei Dirigenti Scolastici che non preveda ampi poteri discrezionali di gestione e nessun ruolo nelle assunzioni del personale scolastico;
  • il diritto allo studio degli studenti;
  • finanziamenti a sostegno delle scuole statali e dell'edilizia scolastica;
  • il rinnovo del contratto nazionale ormai scaduto da 6 anni;
  • un sistema di valutazione legato a criteri oggettivi e condivisi con lo organizzazioni sindacali dei lavoratori.

Per queste ragioni, la mobilitazione del mondo della scuola, fin dalle prossime settimane, proseguirà anche nella nostra provincia, continuando a lavorare per il coinvolgimento delle associazioni e delle associazioni studentesche, dei genitori e dei cittadini tutti.