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Università di Bologna: protesta il personale tecnico in scadenza

Il personale a tempo determinato è in mobilitazione.

30/01/2016
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A cura dalla FLC CGIL Bologna

Il 26 gennaio 2016 il Rettore dell’Università di Bologna ha ricevuto una delegazione di rappresentanze e organizzazioni sindacali in Consiglio di Amministrazione. Abbiamo potuto così consegnare la lettera con la quale abbiamo ribadito l’apprezzamento del piano assunzionale dell’Ateneo, ottenuto grazie all’azione sindacale di questi anni che ha sollecitato l’Amministrazione a contenere il fenomeno del precariato in Unibo con piani di stabilizzazioni, piano che purtroppo rischia di essere compromesso essenzialmente per due motivi:

  1. scadenza delle graduatorie a tempo indeterminato: senza il decreto Milleproroghe, che dovrà essere varato dal governo, le graduatorie dei vari profili professionali scadranno (per lo più al 31 dicembre 2016) quindi non potranno realizzarsi molte delle assunzioni programmate. Sappiamo, inoltre, che è stata fatta una proposta di emendamento sulle proroghe delle graduatorie fino al 2018, ma deve essere ancora approvato;
  2. possibilità di prorogare oltre i 36 mesi i contratti a tempo determinato: solo con questo “paracadute” normativo, tradotto nell’accordo sindacale del febbraio 2014, potranno continuare a lavorare i 55 colleghi che altrimenti perderanno il lavoro alla fine del 2016, senza contare gli altri a cui scadrà il contratto nel 2017. Ma l’accordo è in scadenza il 31 dicembre 2016 e l’Amministrazione non intende rinnovarlo; noi insistiamo nel chiedere il prolungamento di questo accordo fino al 2018.

Pertanto abbiamo chiesto la riapertura del tavolo politico e tecnico con l’Amministrazione per riaprire la discussione sulla proroga dell’accordo fino al 2018 che consentire di arginare i licenziamenti dei tempi determinati e per studiare soluzioni che consentano di trattenere il più possibile il personale TD, personale professionalizzato che ricopre posizioni strutturali, in attesa della realizzazione del piano assunzionale.

Il Rettore, ammettendo che questa del precariato è stata per lui la partita più difficile da affrontare, oltre ad ascoltarci e ad aggiornare i Consiglieri in merito alla questione ha risposto che:

  • sulle graduatorie l’Ateneo ha sollecitato il Ministero,
  • sulla proroga dei contratti a TD la soluzione è tecnica quindi va affrontata in sede di trattativa.

Abbiamo percepito che c’è attenzione su questo tema, ma se non avremo risposte siamo determinati ad andare avanti con un ricorso specifico che riguarderà i colleghi a tempo determinato così detti “terminali”.
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Lettera al CdA dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna sul piano assunzionale 2016-2018 per il personale T.A.

Spettabili Consiglieri,
il piano di assunzioni approvato dal CdA lo scorso dicembre, con la previsione di assumere nel prossimo triennio 141 degli attuali 288 tecnici-amministrativi precari, rappresenta un importante progresso rispetto alla situazione attuale, che vede l’Ateneo di Bologna con una delle più alte percentuali italiane di personale TA precario, e situazioni incresciose di precariato di lunghissima data.

Non possiamo, tuttavia, nascondere che il medesimo piano desta gravi preoccupazioni riguardo alla situazione degli altri 147 colleghi a tempo determinato: allo stato attuale, si può prevedere che, al termine dei singoli contratti di lavoro, l’Ateneo non li riassumerà né ricollocherà in alcun modo. In pratica, rimarranno disoccupati. Questo, nonostante l’ipotesi di mantenere una soglia di precariato al 5% dell’organico negli anni futuri. Perché lasciare a casa tanti propri dipendenti, per i quali si è investito in formazione, affiancamento e fiducia, e dai quali si sono ricevuti anni di servizio, professionalità e dedizione... per assumere comunque altri precari? Perché l’Ateneo ha deciso di NON applicare l’accordo sulle proroghe firmato dai sindacati nel febbraio 2014 che ha permesso il mantenimento in servizio di molti precari?

Risulta quindi particolarmente grave la situazione dei precari cosiddetti “terminali”, ovvero non inseriti in alcuna graduatoria: 55 che scadono nel 2016 e altri in scadenza nel prossimo triennio, che rimarranno tutti disoccupati.

Chiediamo di:

  • Prolungare la durata dell’accordo sindacale di proroga dei contratti siglato il 4 febbraio 2014, fino al 31 dicembre 2018.
  • Superare il vincolo, finora posto dall’Ateneo in modo unilaterale rispetto all’accordo siglato, della singola proroga di contratto in deroga: ove ne sussistano i presupposti organizzativi ed economici, devono essere possibili più di una proroga in deroga.
  • Porre maggiori garanzie e le risorse necessarie per assumere con nuovi contratti a tempo determinato i precari collocati in graduatorie a tempo indeterminato, ma non ricompresi nel piano di assunzioni.
  • Bandire nuovi concorsi che prevedano una o più delle diverse possibilità di riconoscimento del servizio prestato, previste dalla legge:
  • Concorsi riservati ai precari della pubblica amministrazione secondo la L. 125/13
  • Concorsi con il 40% di posti riservati ai dipendenti dell’Amministrazione emanante, (Legge di stabilità 2013)
  • Cancellazione delle preselezioni, per i dipendenti già in servizio presso l’Ateneo
  • Punteggio per titoli, che tenga conto dell’anzianità di servizio in Ateneo e di ogni criterio utile a valorizzare la professionalità già acquisita all’interno dell’Ateneo.

Confidiamo in una risposta che tenga conto delle date di scadenza di tutti i contratti in essere, e che consenta a ciascun precario di conoscere la propria sorte come dipendente dell’Università di Bologna, in tempi congrui per poter pianificare il proprio futuro professionale e personale.

Per tutte queste ragioni oggi il personale a tempo determinato è in mobilitazione.

Bologna, 26 gennaio 2016