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Università di Bologna: grave e del tutto inadeguata la scelta di fare intervenire la polizia

Ferma presa di posizione della CGIL e della FLC CGIL di Bologna.

12/02/2017
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A cura della FLC CGIL Bologna e CDLM Bologna

Le cariche degli agenti in tenuta antisommossa nei corridoi e tra i banchi delle Università sono immagini che non vorremmo mai più vedere.

La scelta di fare intervenire la polizia ci appare grave e del tutto inadeguata a risolvere il problema.

Un problema – quello del conflitto venutosi a determinare a seguito dell’installazione dei “tornelli” alla Biblioteca di Discipline Umanistiche di Via Zamboni 36 – che pure esiste, e va affrontato, ma sicuramente non con queste modalità.

Tanto che sono stati proprio i lavoratori e gli addetti della Biblioteca a segnalare per primi alla dirigenza dell’Università il rischio che potesse determinarsi una situazione al limite della sostenibilità, dopo essere stati oggetto di alcuni ripetuti, gravi e inaccettabili episodi di violenza verbale e minacce nei loro confronti.
A questo proposito ribadiamo innanzitutto la piena e ferma solidarietà della FLC CGIL e della CGIL a queste lavoratrici e a questi lavoratori, che hanno dovuto affrontare nelle ultime settimane una situazione sempre più difficile e insostenibile.

Nessuna libertà può essere agita a discapito dei diritti e della dignità di chi lavora!

E proprio per questo avevano e avevamo chiesto al Rettorato di adoperarsi nella ricerca di soluzioni adatte a ricomporre la situazione di tensione venutasi a creare, tentando innanzitutto di ricostruire un dialogo con gli utenti e gli studenti in protesta e, se necessario, prendendo in considerazione la chiusura temporanea della struttura finché non si fossero trovate soluzioni adeguate.
Ricordiamo che sono molte le biblioteche universitarie che prevedono misure minime di controllo agli ingressi e altrove non si è determinato quanto accaduto ieri alla BDU. In questo caso specifico tra l’altro, tali misure erano state previste nell’ottica dell’apertura fino alle 24 e non precludevano l’ingresso a nessun utente (anche se non studente).

L’Università, in quanto luogo plurale, aperto e condiviso tra una molteplicità di soggetti differenti e portatori di bisogni e punti di vista diversi, è inevitabilmente interessata da conflitti, dei quali non è sempre facile e scontata la ricomposizione.

Quello che non può succedere è che questi degenerino in problemi di ordine pubblico e si arrivi a quanto accaduto giovedì 9 febbraio con l’intervento dei reparti antisommossa.
Un approccio muscolare che, come abbiamo potuto vedere, lungi dal rappresentare una soluzione positiva del problema, riesce solo ad aggiungervi ulteriore tensione.

Invitiamo pertanto l’Università di Bologna - a partire dal suo Rettore - a riflettere, ripartendo innanzitutto dal coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, che già hanno avuto modo di dimostrare una reale conoscenza delle dinamiche che interessano le strutture nelle quali svolgono il proprio servizio, e di poter partecipare, se adeguatamente ascoltati, all’individuazione di soluzioni maggiormente condivise e rispondenti allo spirito dell’Università.

Come CGIL e FLC CGIL di Bologna restiamo sempre disponibili a dare il nostro contributo, insieme a tutti gli attori coinvolti e alla città.